4 maggio 1949: Superga e l’addio al Grande Torino

4 maggio 1949: Superga e l’addio al Grande Torino

4 maggio 1949: Superga e l’addio al Grande Torino

256
0

Era il 4 maggio 1949, ore 17.03, quando l’aereo con a bordo una delle squadre più forti della storia del calcio, il Grande Torino, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, avvolta in una fitta nebbia. Non sopravvisse nessuno: 31 le vittime. Capitan Valentino Mazzola e compagni rientravano a Torino dopo un’amichevole disputata a Lisbona contro il Benfica per beneficienza. Sono passati 75 anni, ma la Leggenda del Grande Torino vive ancora oggi nella memoria di tutti gli sportivi. Perché, come scrisse all’epoca Indro Montanelli sul Corriere della Sera, “gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”.

La tragedia ebbe un forte impatto popolare. L’Italia del calcio e non solo pianse una delle squadre più forti di tutti i tempi. Quella squadra che incarnò la voglia di ripartire, di tornare a sognare di un intero Paese che cercava di risollevarsi dopo gli anni durissimi della guerra. Non è un caso che molti stadi italiani oggi sono intitolati a quei giocatori.

 

IL MITO DEL GRANDE TORINO: SOLTANTO IL FATO LI VINSE

La squadra del Grande Torino era entrata nel mito vincendo cinque scudetti consecutivi, a cavallo della guerra: 1942-43, 1945-46, 1946-47, 1947-48, 1948-49. L’ultimo arrivato dopo la tragedia di Superga. Mancavano quattro partite alla fine del campionato al momento dello schianto e il Torino aveva già un bel vantaggio sulla seconda. La società presieduta da Ferruccio Novo decise di far giocare i giovani. Lo stesso, in segno di rispetto, fecero gli avversari (Genoa, Palermo, Sampdoria e Fiorentina). I granata vinsero e riuscirono a mettere in bacheca anche quello Scudetto.

 

IL GRANDE TORINO: I RECORD

I granata non perdevano in casa dal 17 gennaio 1943. Inespugnabile per sei anni e mezzo lo stadio Filadelfia: 100 partite, 89 vittorie e 11 pareggi, 365 gol fatti, uno ogni 25 minuti. Record che si aggiunse ai 125 gol realizzati in una sola stagione (1947/1948) e il maggior numero di reti segnate in una sola partita: il 2 maggio 1948 il Grande Torino battè 10 a 0 l’Alessandria, risultato che rappresenta ancor oggi un record assoluto in serie A. La fama del Grande Torino andava oltre i confini nazionali. Nel 1942-43 il Grande Torino fu la prima squadra italiana a riuscire nell’unico en plein possibile dell’epoca vincendo campionato e Coppa Italia. In Europa solo tre squadre ci riuscirono prima: Athletic Bilbao, Aston Villa e Preston North End.

 

LA TROMBA DI BOLMIDA E IL QUARTO D’ORA GRANATA

Quando la partita al Filadelfia era bloccata o il Toro non stava giocando bene o addirittura era in svantaggio, entrava in scena Oreste Bolmida, capostazione a Porta Nuova, e la sua trombetta. In quindici minuti indefiniti della gara con soli tre squilli dava la carica. A questo punto capitan Valentino Mazzola si rimboccava le maniche della casacca. Iniziava quello che poi diventerà il famoso “quarto d’ora granata”. In questo arco di tempo non ce n’era più per nessuno. La squadra riusciva a battere qualsiasi avversario e a far divertire. Nell’arco di un quarto d’ora segnava due, tre, quattro reti.

La partita che racchiude meglio il legame tra il Quarto d’ora granata e lo stadio Filadelfia fu quella del 30 maggio 1948 contro la Lazio. Dopo soli 22 minuti i laziali vincevano già 3 a 0. Dopo il gol di Castigliano che accorciò le distanze, i tre squilli della tromba di Bolmida diedero il là alla riscossa dei granata che vinsero il match. Tra la fine del primo tempo e i primi quindici minuti della ripresa, il Torino segnò tre gol: Gabetto, ancora Castigliano e per ultimo capitan Mazzola. La tromba di Oreste Bolmida suonò l’ultima volta per il Grande Torino il 6 Maggio 1949, durante i funerali della squadra più forte di tutti i tempi.

 

A SUPERGA LA LAPIDE COMMEMORATIVA

Nel punto esatto in cui avvenne lo schianto si trova la lapide con i nomi dei caduti. Il 4 maggio per il Torino e i suoi tifosi è sempre un giorno speciale. Di dolore e commozione. Il popolo granata si ritrova a Superga per ricordare e onorare gli Invincibili. Dopo la messa celebrata in Basilica, il capitano del Torino, davanti alla lapide, legge i nomi del Grande Torino e di tutti coloro che persero la vita in quel tragico 4 maggio 1949. Nel 2015 la FIFA ha proclamato il 4 maggio “Giornata mondiale del calcio” in ricordo della tragedia di Superga. Nel corso degli anni il Grande Torino, le sue gesta e la sua storia, sono stati oggetto di diversi film, (fra i più celebri “Ora e per sempre”, “Il Grande Torino” con Beppe Fiorello), documentari e libri.

 

(Credits: Getty Images)

(256)

Redazione Redazione SNAI Sportnews... VAI ALLA PAGINA AUTORE