L’atletica piange Kiptum

L’atletica piange Kiptum

L’atletica piange Kiptum

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Il mondo dell’atletica piange Kelvin Kiptum, maratoneta 24enne primatista mondiale della sua specialità con il tempo ancora imbattuto di 2 ore e 35 secondi, arrivato a Chicago l’anno scorso. Fatale all’atleta un incidente stradale avvenuto ieri sera a Eldoret, città del Kenya, nel quale ha perso la vita anche il suo allenatore, il ruandese Gervais Hakizimana. Ricoverata in gravi condizioni invece una donna, presente in auto con i due. Secondo i rilievi effettuati sul posto, alla guida ci sarebbe stato proprio il giovane. Completamente distrutta la Toyota Premio sulla quale viaggiavano i tre, e sarebbe l’unica auto coinvolta.

Kiptum era stato eletto poco più di un mese fa miglior atleta mondiale del 2023 dalla federazione. Un traguardo incredibile raggiunto con tantissimo lavoro. Diventeranno leggendari i suoi allenamenti, nei quali raggiungeva anche i 300 km percorsi. Un fisico perfetto che gli ha permesso di arrivare a superare un record incredibile. L’atletica perde un fuoriclasse assoluto, lasciandoci con il dubbio di che cosa sarebbe stato capace nel corso della carriera. L’obiettivo di Kiptum era quello di abbattere il muro finora invalicabile delle 2 ore. Un traguardo che probabilmente avrebbe battuto il prossimo 14 aprile, in quel di Rotterdam.

L’atleta 24enne lascia una moglie e due bambini di 7 e 4 anni. Una sorte tragica che lo accomuna ad un altro maratoneta keniano che vinse l’oro nel 2008 a Pechino, Samuel Wanjiru, scomparso alla stessa età di Kiptum nel 2011 dopo essere caduto dal balcone di casa. Lo spirito di Kiptum può essere sintetizzato con una frase, detta poche ore fa dal presidente del Kenya, William Samuel Ruto:

 

“La sua forza mentale e la sua disciplina non avevano eguali. Kiptum era il nostro futuro. Uno sportivo straordinario che ha lasciato un segno straordinario nel mondo […]”.

 

 

(Credits: Getty Images)

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