Manny Pacquiao
Da simbolo del Capodanno mondiale a teatro di pugni e applausi: Times Square si è trasformata per una sera in un’arena sotto le stelle, aprendo ufficialmente il progetto internazionale ideato da Turki Alalshikh, potente uomo di Stato saudita e presidente della General Entertainment Authority. Il debutto è stato hollywoodiano: grandi nomi, migliaia di spettatori e una visione destinata a cambiare il volto della boxe.
Il match-evento e la notte dei paradossi
Sotto i maxischermi della 7th Avenue, Teofimo López ha confermato la cintura WBO dei superleggeri battendo Arnold Barboza Jr., mentre Ryan Garcia ha tradito le aspettative di chi vedeva in lui la star da rilanciare: è stato travolto da Rolando Romero. L’episodio ha deluso anche Alalshikh, che aveva puntato su Garcia per costruire una narrativa vincente in vista di un rematch con Devin Haney. “Turki è furioso”, ha scritto qualcuno sui social dopo averlo visto visibilmente contrariato a bordo ring.
Con Haney protagonista di una prova opaca contro José Ramirez e Garcia sconfitto da Romero, le speranze di Alalshikh per una serata trionfale si sono rapidamente ridotte. Tutto è allora confluito su Canelo Álvarez, salito sul ring a Riyadh per affrontare William Scull.
Canelo, il “re leone” del nuovo corso
Non è un caso che Canelo abbia rifiutato un match da 150 milioni di dollari contro Jake Paul per legarsi a Riyadh Season con un contratto quadriennale da 400 milioni. L’accordo è stato chiuso in pochi minuti con una telefonata e prevede quattro incontri tra il 2025 e il 2026. Il secondo capitolo del contratto è già delineato: un attesissimo supermatch contro Terence Crawford, che potrebbe andare in scena a settembre.
Il sogno in grande: da Times Square al Colosseo
Il ring di Times Square, illuminato da un pubblico selezionato (300 VIP e migliaia di spettatori fuori dalle transenne), è solo il primo capitolo. I sogni di Alalshikh guardano più lontano: la prigione di Alcatraz, la Torre Eiffel, le piramidi messicane, il Monte Rushmore, una portaerei nel porto di New York e soprattutto il Colosseo, simbolo di un legame tra l’antico e il moderno.
E dopo la prova generale americana, è difficile dubitare della sua determinazione. Già si parla di un possibile evento ad Alcatraz nei prossimi mesi. E se davvero Pacquiao tornerà a combattere, come annunciato per luglio, chissà che non tocchi a lui salire sul ring del Colosseo.
