Dall’NBA agli esport: Chris Bosh entra nei Seul Dynasty

Dall’NBA agli esport: Chris Bosh entra nei Seul Dynasty

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Sempre più personalità dello sport tradizionale si uniscono agli sport elettronici. La maggior parte di loro diventano i primi investitori della neo industria degli esport, puntando alla proprietà delle più importanti realtà esistenti o creandone di nuove. Lo ha fatto Rick Fox, ex cestista, fondando l’organizzazione Echo Fox; discorso simile per Shaquille O’Neal con gli Immortals. Senza dimenticare i numerosi proprietari di squadre dello sport nordamericano, come hockey e football, che hanno investito in team della Overwatch League.

È invece atipico diventare consulente per una squadra esport dopo un’intera carriera nell’NBA. È il caso di Chris Bosh, ex giocatore dei Miami Heat che ha recentemente annunciato il suo ingresso nei GenG come management advisor dei giocatori. Un titolo apparentemente complicato che in realtà racconta di come Bosh aiuterà i giocatori dei vari team competitivi della suddetta organizzazione coreana su temi come leadership, teamwork e gestione della pressione ad alti livelli. L’esperienza dell’ex cestista sarà quindi migrata e incanalata per aiutare i giocatori a migliorare non nel gioco in se ma nella gestione delle situazioni extra-game, ormai impossibili da sottovalutare negli esport.

Lo stesso Bosh ha confermato quanto queste proprietà siano indispensabili per competere al massimo: “Tutti i valori ricercati dai GenG sono perfettamente allineati con i miei interessi, essendo io stesso un gamer. Allenare e sostenere i giocatori ha sempre fatto parte del mio piano nel lungo periodo: l’obiettivo è costruire una cultura vincente accompagnata a un’integrità mentale basata sul concetto di collaborazione tra tutti gli attori.”

I GenG sono una delle nuove organizzazioni coreane che vanno affermandosi sempre più, in particolre grazie alla collaborazione tra investitori di Seul e della Silicon Valley americana. Il mix perfetto tra l’esperienza della Corea nel settore esport e la rete di investimenti, persone e risorse rappresentata da una delle più prolifiche regioni nordamericane. I GenG sono attualmente presenti su League of Legends, in questi giorni protagonisti al mondiale 2018, su Heroes of the Storm, PUBG, Clash Royale e nella Overwatch League, in cui si presentano sotto il nome di Seoul Dynasty.

Secondo Arnold Hur, Esports Chief dei GenG, la scelta tra i tanti nomi è ricaduta su Bosh per la sua mentalità vincente e per la sua provenienza dagli sport tradizionali ad altissimi livelli. Nonostante sia attualmente segnato come svincolato, e quindi arruolabile nel campionato NBA, i problemi di salute riscontrati nel 2017 lo avevano costretto a lasciare i Miami Heat. La nuova carriera negli esport potrebbe aprire un capitolo poco esplorato nel settore, soprattutto in virtù degli eventuali risultati positivi raggiunti. È un esperimento che non ha tuttora trovato numerose applicazioni ma che potrebbe spingere anche le altre organizzazioni nella direzione di sfruttare il know-how dei maggiori esponenti dello sport nei videogiochi competitivi.

Un esempio lampante di come e quanto possa funzionare un simile approccio è fornito dalla sezione esport dello Schalke04. Il club tedesco non ha ingaggiato alcun
ex-calciatore famoso ma ha ugualmente deciso di utilizzare la propria struttura sportiva per metterla a disposizione del team di League of Legends. In particolare l’intero staff di preparazione atletica con i relativi strumenti di monitoraggio segue quotidianamente i giocatori impegnati nella competizione europea e i risultati nell’ultimo split sono stati evidenti. Dai primi mesi del 2018, vissuti nel più completo anonimato, lo Schalke04 è arrivato alla stagione estiva in forma smagliante, atletica ma soprattutto mentale con una concentrazione invidiabile. Il risultato è stato raggiungere la finale dell’EULCS, poi persa contro i Fnatic, sfiorando anche la qualificazione al mondiale.

Sport e esport presentano indubbiamente enormi differenze sotto il profilo esteriore: da una parte un’intensa attività fisica, dall’altra soprattutto mentale. Tuttavia i due mondi sulla gestione dei giocatori iniziano a convergere sempre più. Mauro Lucchetta, psicologo dello sport, è stato uno dei primi in Italia ad affacciarsi anche al mondo dell’esport negli ultimi anni, sostenendo che l’approccio è sostanzialmente simile quando non identico: le problematiche di stress e gestione delle informazioni dal gioco, sportivo o meno, al cervello sono le stesse. Pertanto devono e possono essere affrontate con gli stessi strumenti dello sport tradizionale.

 

(Credits: Getty Images)

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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