20 milioni di montepremi: ancora Dota2, ancora record

20 milioni di montepremi: ancora Dota2, ancora record

20 milioni di montepremi: ancora Dota2, ancora record

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Se in molti nel mondo ancora si stupiscono che giocando ai videogiochi si possano vincere premi e vivere agiatamente, è giunto il momento per queste persone di fare i conti con la realtà. Ancora una volta Dota2, titolo prodotto da Valve, ha infranto tutti i record assoluti precedenti nella storia degli Esports: il The International 7 sarà avrà un montepremi superiore a 20 milioni di dollari.

Non è una novità su Dota2, considerato che da diversi anni detiene il record. Lo stupore, però, è costante anno dopo anno, quasi non si riesca a farne l’abitudine. Se nel 2014 il montepremi aveva appena superato i 10 milioni, nel 2016 aveva già raddoppiato. Sarebbe stato difficile replicare ancora nel 2017: smentiti dopo 66 giorni dall’apertura dei Battle Pass con il prizepool che ha raggiunto (e poi superato) la stessa cifra dell’anno precedente con venti giorni d’anticipo. Il merito è tutto di Valve? Circa. L’azienda produttrice del videogioco porta in dote una cifra base di 1,6 milioni di dollari a cui vanno aggiunti, per determinare il premio finale del The International, una percentuale dei ricavi dei contenuti in-game, ovvero acquistabili all’intero del videogioco, creati appositamente per l’occasione. È da lì che arrivano i 17 milioni di dollari aggiuntivi e, soprattutto, non ancora definitivi: rimangono ancora 30 giorni prima che l’importo sia determinato.

Nei primi quattro giorni il montepremi è salito a 7 milioni, incrementando del 437,5%. In totale è cresciuto del 1200%, segno di quanto gli appassionati di Dota2, e degli sport elettronici in generale, siano sensibili al crowdfunding promosso da Valve. Attualmente, ma in continuo divenire, il montepremi ha raggiunto i 20,796,023 $, cifra costantemente aggiornata sul sito ufficiale del TI7.

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Se si pensa che solo il 25% dei ricavi del Battle Pass si traduce in montepremi, diventa anche semplice comprendere quanto l’azienda stia guadagnando ogni istante: esattamente 10,86 $ al secondo, 651 $ al minuto, 39.096 $ all’ora. Una cavalcata costante e continua che rappresenta anche un aspetto del marketing targato Valve: far conoscere in tempo reale l’importo del montepremi si sposa ottimamente con l’ossessione per i record. Permette ai giocatori di sentirsi protagonisti di un’impresa titanica anno dopo anno, dando loro l’opportunità di contribuire attivamente alla storia degli sport elettronici.

E poi c’è l’evento competitivo che passa quasi in secondo piano davanti a cifre monstre come quelle esaminate. Sarà ancora una volta la KeyArena di Seattle il teatro delle sfide tra le 18 squadre partecipanti, due in più rispetto all’anno scorso. 25, invece, le diverse nazionalità dei giocatori (nessun italiano). Si comincerà il 2 agosto con la prima fase a gironi per chiudersi il 12 con la finale che assegnerà la quota più consistente del montepremi alla squadra vincitrice.

Il The International è ormai l’evento che tutti gli analisti e gli esperti attendono per capire lo status del mercato esport. Nonostante si tratti di un unico titolo, rappresenta in realtà il termometro annuale della crescita, o meno, dell’intero settore. Proseguire nella sua apparentemente inarrestabile corsa verso cifre sempre più alte è indice del coinvolgimento dei giocatori amatoriali e casuali, ovvero la base principale da cui attingere. Finché è viva la loro partecipazione, gli esports possono dormire sonni tranquilli. Se il trend dovesse invertire la rotta, sarà il momento in cui inizieremo a chiederci se e quanto sia sostenibile tale business.

(Image credits to The International Flickr)

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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