Donne nell’esport: è boom nel Regno Unito

Donne nell’esport: è boom nel Regno Unito

Donne nell’esport: è boom nel Regno Unito

199
3

Spesso il binomio donne e videogiochi non è tra i più comuni: l’attività videoludica, tra promozioni ed eventi, sembra quasi essere rivolta esclusivamente all’universo maschile. La realtà è ben diversa e le giocatrici sono aumentate sempre più anno dopo anno, trascinate soprattutto dalla diffusione del fenomeno dell’esport. Kids Insight, un gruppo specializzato in ricerche di mercato, ha recentemente pubblicato un report che evidenzia come nel 2018 gli esport nel Regno Unito siano più comuni tra le ragazze dai 13 ai 15 anni piuttosto che nei ragazzi della stessa fascia d’età.

La ricerca evidenzia non solo le potenzialità delle giovani giocatrici e la crescita del loro numero nel settore ma anche il maggior interesse nei titoli per console piuttosto che in quelli per PC. Un dato totalmente nuovo in un mercato finora mirato quasi esclusivamente al PC: il 90% dei titoli più seguiti si giocano infatti su PC, da League of Legends a Counter-Strike, da Overwatch a Dota2, fino a Heroes of the Storm, a Starcraft II e Hearthstone. I soli Call of Duty, FIFA e PES possono vantare una scena competitiva di altissimo livello e di elevata partecipazione su console. Un dato confermato anche dai giochi più seguiti dagli intervistati: i solitamente più popolari LoL, Dota2 e CS:GO sono rimpiazzati proprio da FIFA e Call of Duty, senza dimenticare Overwatch, favorito dall’essere presente sia su PC che su console. I motivi risiedono principalmente nella popolarità e nel target a cui si riferiscono. È innegabile che un titolo come Overwatch sia fruibile anche per le famiglie e i più giovani mentre è apprezzato da un pubblico indubbiamente più adulto.

Tornando alla differenza tra i sessi, il 15% delle ragazze intervistate ha dichiarato di seguire regolarmente gli esport e gli eventi competitivi. E anche nel giocare i numeri danno loro ragione: l’84% delle ragazze trascorre il proprio tempo libero sui videogiochi contro il 75% nello stesso periodo dello scorso anno. Ottime percentuali, quindi, per la fascia 13-15 anni che fanno ben sperare per il futuro. Al momento nella successiva fascia 16-18, infatti, la situazione non è delle migliori. La percentuale di ragazze che guarda regolarmente esport si abbassa al 10% mentre nei ragazzi il rapporto è di 1 a 3: il 33% dei giovani maschi del Regno Unito guarda eventi competitivi e tornei. In entrambi i sessi, infine, circa il 10% afferma di aver partecipato a competizione come giocatore o giocatrice.

La fortuna degli esport è di non costituire alcuna barriera all’ingresso per genere maschile o femminile. Nella maggior parte dei regolamenti dei titoli esport non si fa nessuna menzione al sesso dei partecipanti ai tornei in quanto nessuna regola vieta la partecipazione di entrambi alla stessa competizione. Non esiste una divisione netta come negli sport tradizionali in cui ogni disciplina ha il proprio campionato maschile e femminile. Una divisione ancora accettabile negli sport e giustificata dalle reali differenze di costituzione fisica tra uomo e donna ma impossibile da adottare negli esport in cui i riflessi e la preparazione mentale sono gli aspetti su cui si basa l’intera disciplina.

Avere uomini e donne insieme nella stessa squadra è la fortuna dell’esport perché può coinvolgere trasversalmente e senza barriere intere fasce di popolazione a prescindere dal sesso di appartenenza. Rappresenta il futuro senza divisioni: un futuro che già oggi è un po’ più vicino, almeno nel Regno Unito.

Image credtis to Intel IEM event

(199)

Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE