Esports Industry – Gli sport elettronici verso i Giochi Asiatici grazie ad Alibaba

Esports Industry – Gli sport elettronici verso i Giochi Asiatici grazie ad Alibaba

Esports Industry – Gli sport elettronici verso i Giochi Asiatici grazie ad Alibaba

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A luglio 2016 Alibaba, gigante economico cinese, annunciava la partnership con l’IeSF, la federazione internazionale degli sport elettronici, con un primo investimento di 150 milioni di dollari. Il colosso dell’e-commerce sembra però essere ancora all’inizio nel suo sostegno agli esports.

Secondo quanto riportato dal Daily Esports, la divisione sportiva Alisports avrebbe trovato l’accordo con il comitato olimpico asiatico per portare gli sport elettronici ai prossimi Giochi Asiatici, un evento che coinvolge diverse discipline e atleti di tutto il continente. I prossimi appuntamenti saranno a Jakarta nel 2018 e a Hangzhou nel 2022. Non è ancora chiaro quali saranno i titoli competitivi scelti ma il Comitato ha già fatto sapere che nel 2018 gli esports saranno presenti come “discipline dimostrative” mentre nel 2022, con buona probabilità, saranno a tutti gli effetti una disciplina ufficiale. Una decisione che avrà delle importanti implicazioni anche a livello sociale, in particolare per i giocatori sud-coreani.

Per i rappresentanti di Seul non si tratta semplicemente della possibilità di ottenere una medaglia o un trofeo in più ma di vedere riconosciuta l’esenzione dalla leva obbligatoria del proprio paese. La legge afferma che ogni maschio adulto è tenuto a servire per due anni nell’esercito. Una regola a cui non possono sottrarsi nemmeno i videogiocatori, costretti a seguirla una volta terminata la carriera professionistica. Risulta chiaro che, a parte alcune eccezioni, in una disciplina in cui si inizia da giovanissimi (15-16 anni per le prime competizioni ufficiali) è difficile interrompere la propria crescita professionale, preferendo piuttosto posticipare la leva a un futuro prossimo. Futuro che arriverebbe immediatamente al momento del ritiro dalle competizioni.

I Giochi Asiatici rappresentano in tal senso la speranza di evitare la chiamata dell’esercito. Se ad esempio League of Legends dovesse essere riconosciuto come disciplina ufficiale della competizione, i giocatori sarebbero in corsa per una medaglia d’oro che significherebbe essere liberi da tale costrizione. Una necessità che sembra oggi ancora più attuale con i venti di guerra che soffiano dalla Corea del Nord: un conflitto apparentemente ormai inevitabile a detta degli Stati Uniti, storico alleato di Seul a cui verrà chiesto di partecipare in prima persona in caso di inizio delle operazioni belliche.

Riconoscere gli sport elettronici come discipline sportive non è un semplice capriccio di milioni di appassionati ma un’esigenza socio-politica di cui non è più possibile fare a meno. Nessuno pretende la parità tra esports e sport tradizionali: il punto focale è però conferire ai videogiocatori professionisti lo status di atleta per permettere loro di averne gli stessi diritti. Una richiesta più che legittima, considerato che già adesso ne seguono gli stessi doveri e lo stesso codice etico.

Image credits to The 17th 2014 Incheon Asian Games Flickr

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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