Esports – L’Italia torna nella serie cadetta del campionato europeo di League of Legends

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Intervista esclusiva a Simone Benedetti, Team Manager degli Outplayed

A poco più di sei mesi di distanza dall’ultima apparizione dell’Italia nel palcoscenico che conta di League of Legends, seppur non il principale, la scena competitiva del nostro Paese torna protagonista nel campionato europeo. Un risultato raggiunto in modo leggermente differente rispetto al caso precedente: se l’anno scorso i Team Forge riuscirono a conquistare l’accesso alla serie cadetta dopo un lungo, tortuoso e dispendioso percorso, questa volta l’obiettivo è stato conquistato con grande lungimiranza e un pizzico di fortuna, ricetta perfetta per un vero miracolo (e)sportivo.

A portare in alto i colori italiani saranno gli Outplayed, realtà relativamente nuova del panorama italiano che in pochi mesi ha già conquistato il cuore dei tifosi e degli appassionati. Da quasi sconosciuti a protagonisti dei principali campionati nazionali: finalisti al Comicon di Napoli con Legacy Go Pro e saldamente al secondo posto su Lega Prima come unica squadra ancora imbattuta proprio insieme ai Forge.

Tante domande per questo nuovo percorso anche a livello internazionale: le risposte sono arrivate da Simone Benedetti, Team Manager degli Outplayed. La squadra, come si legge nell’annuncio ufficiale, ha affermato di aver acquistato parte del team dei Wind and Rain. “Grazie alla collaborazione con un importante partner internazionale abbiamo acquisito alcune quote della squadra di origine scandinava: una società con cui ci confrontiamo in realtà già da diversi mesi.”

Un’acquisizione che, a giudicare dalla parole utilizzate, sarebbe stata impossibile senza l’intervento di tale partner di tale calibro: ma di chi si tratta?

B: Il nostro partner non ama assolutamente la “notorietà” ma confermo che senza il suo aiuto sarebbe stato molto difficile per noi attualmente poterci permettere un team così importante.

Passiamo al lato puramente venale: di quali cifre stiamo parlando per un team che attualmente disputa le Challenger Series europee?

B: Partiamo dal presupposto che abbiamo puntato su questa squadra poco dopo la vittoria del Ragnarok, ossia poco dopo aver raggiunto l’ultimo torneo di qualificazione, sostanzialmente l’anticamera della serie B. Il valore di un team che era, secondo quasi tutti gli esperti del settore, destinato a piazzarsi nelle ultime posizioni del girone non era di certo proibitivo. Motivo per cui si è a tutti gli effetti trattato di una scommessa in cui abbiamo creduto e per cui abbiamo lavorato alacremente. Tanto impegno e dedizione che hanno permesso alla squadra di vincere il girone prima ed i playoff poi. Risulta quindi inesatto affermare che la squadra è stata acquistata solo una volta arrivata alle Challenger Series perchè sminuirebbe il lavoro svolto durante tutte le qualificazioni e il vero miracolo (e)sportivo che ha permesso l’accesso alle CS. Le cifre sono quindi simile ad altri team del campionato e legate soprattutto agli stipendi dei giocatori e dello staff.

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Finora il team ha giocato con il vecchio nome di Wind and Rain: sarà possibile modificarlo utilizzando quello di Outplayed oppure il regolamento vieta cambi in corso d’opera?
B: Il nome Wind and Rain è il brand europeo sul quale si vuole puntare. Escludiamo un cambio di nome in futuro perchè a livello di marketing rappresenta, sia per noi che per i nostri partner, le “origini” nordiche della squadra. L’idea è di sviluppare un’idea nuova che fosse a livello europeo più interessante. Per contro sarà più probabile che la sezione italiana subisca qualche modifica nel nome come probabilmente il cambio da Black e White [gli attuali due team italiani degli Outplayed ndr] in Wind e Rain.

Breve postilla: rivedremo i colori della bandiera italiana accanto al nome durante le partite oppure rimarrà quella europea?

B: Al momento, seppur sofferenti, rimarrà europea. La nostra intenzione è di lavorare non solo nel campionato italiano ma anche in altre competizioni straniere; sicuramente in quello scandinavo e, molto probabilmente, anche in quelli inglese e/o tedesco. Per questo motivo coerenza vorrebbe che sposassimo la bandiera dell’UE.

Concentriamoci sul lato competitivo: quali sono le reali possibilità per il team di accedere ai playoff, necessari per provare a entrare nella massima serie dell’EULCS?

B: Purtroppo il regolamento Riot pretende che la prima partita sia disputata con almeno tre giocatori della formazione che ha ottenuto la qualificazione, nonostante siano tutti ormai degli “ex” e militino ora negli Origen. Tre punti potenziali persi che cercheremo di recuperare nelle restanti partite anche se siamo del tutto consapevoli che servirà un altro miracolo per conquistare almeno il quarto posto valido per i playoff.

I Wind and Rain, attualmente, hanno una formazione di tutto rispetto: ci sarà spazio anche per i giocatori italiani?

B: Stiamo lavorando su questo obiettivo. Si tratta di un’occasione per i nostri giocatori e il nostro staff che avranno la possibilità di confrontarsi a un livello del tutto nuovo e che speriamo possa aiutarli a migliorare sotto tutti i punti di vista. Siamo sicuri che il lavoro a stretto contatto con giocatori e staff internazionali sia, al momento, l’unica possibilità per i giovani italiani per fare il definitivo salto di qualità.

Al contrario: avremo la possibilità di vedere all’opera alcuni giocatori della squadra europea nelle competizioni italiane?

B: Probabile. Forse non quelli del team principale ma la nostra prospettiva è di fungere da Accademia per alcuni giocatori stranieri per farsi le ossa nelle competizioni italiane.

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Siete un’organizzazione che solo da poco è arrivata agli onori della cronaca, anche grazie al vostro splendido percorso in Lega Prima da neopromossa. Non avete la sensazione di star facendo il passo più lungo della gamba?

B: Da quando abbiamo fatto il nostro ingresso nell’esport sono stati in tanti a porci questa domanda. Sulla carta tante nostre decisioni erano rischiose, come una qualsiasi altra gestione aziendale. Il duro lavoro e l’attenta programmazione sono stati fondamentali. Viviamo questa esperienza come un punto di partenza per qualsiasi progetto futuro: non abbiamo né la necessità né l’obbligo di vincere ma quello di migliorare e di iniziare a costruire una base solida per il futuro. Il risultato sportivo delle CS non è il punto focale del nostro percorso: non abbiamo comprato uno slot delle challenger series ma abbiamo iniziato la collaborazione europea ancora prima di arrivarci perché il nostro fine ultimo è quello di creare un ponte diretto con l’Europa per un progetto molto più duraturo delle Challenger Series, fiduciosi che a prescindere dal risultato di queste ultime la nostra destinazione sia quella internazionale.

All’EUCS è presente anche l’italiano Daniele “Jiizuké” Di Mauro, giocatore degli spagnoli Giants che avete già affrontato nella prima partita della stagione. Pensate che abbia la possibiltà di raggiungere l’EULCS?

B: Lo speriamo vivamente. Glielo auguriamo di tutto cuore perchè se lo merita. Tifiamo anche per lui, almeno finché non dovremo nuovamente incrociare i nostri destini sulla Landa.

Nel girone, oltre i già citati Giants, ci sono colossi come PSG e Schalke04. Quali rappresentano l’ostacolo più difficile da superare per il vostro percorso verso l’EULCS?

B: Personalmente ritengo RedBulls e Shalke04 i team più forti e competitivi del girone. Tuttavia quest’anno è davvero difficile fare previsioni: il livello è decisamente più equilibrato degli anni precedenti.

Progetti futuri: avete intenzione di allargare la collaborazione con il vostro partner internazionale anche su altri titoli esportivi?

B: Al momento ci concentreremo principalmente su League of Legends a livello europeo. A livello italiano continueremo a lavorare sui giochi che seguiamo principalmente come CSGO, Hearthstone, Fifa e, spero presto, anche su Overwatch.

L’Italia torna a essere protagonista in Europa. La notizia importante, però, è un’altra: esistono investitori pronti a puntare anche sulle realtà esportive italiane. E questa, senza alcun dubbio, è un’ottima notizia.

 

(Image credits to Riot Esports @Flickr, GEC, Outplayed)

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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