Esports e streaming sono l’intrattenimento del futuro: parola di Draker88 (e Mia Khalifa)

Esports e streaming sono l’intrattenimento del futuro: parola di Draker88 (e Mia Khalifa)

Esports e streaming sono l’intrattenimento del futuro: parola di Draker88 (e Mia Khalifa)

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Sempre più seguiti, sempre più conosciuti: gli sport elettronici raccolgono pubblico da ogni parte del mondo, di tutte le età. Anche senza l’appoggio dei media tradizionali. Gli eventi di esports, dai più importanti tornei internazionali alle competizioni “casalinghe”, hanno aggirato l’assenza di interesse delle televisioni utilizzando le moderne piattaforme di streaming e l’evoluzione delle linee internet che permettono ormai di trasmettere contenuti di ottima qualità visiva.

Twitch e Youtube sono indubbiamente le piattaforme più famose e globalmente più seguite ma in alcune zone geografiche il duopolio è interrotto da altri competitor: sia per motivazioni politiche (Cina) che per servizi dedicati (Corea). È però indubbio che il mercato per i contenuti video dedicati agli esport sia in crescita globale: il totale di ore visualizzate ha superato i sei miliardi nel 2016, il 19% in più rispetto al 2015 secondi i dati forniti dalla IHS Markit, azienda internazionale di analisi e statistiche, nel report intitolato “The Future of TV”gt;. Il futuro della stessa televisione, intesa come intrattenimento video, sembra ormai indissolubilmente legato (anche e non solo) ai videogiochi competitivi. Seguiti, in particolare, in streaming e online: gli esport occupano infatti l’85% del totale trasmissioni viste via rete. Prima nazione al mondo, senza sorprese, è la Cina che detiene il 57% del mercato totale: 11 miliardi di contenuti nel 2016 contro i 2,7 del Nord America, seconda regione di questa speciale classifica.

Non è quindi una sorpresa che i grandi media inizino ad affacciarsi al settore esport: Amazon e MGT in Nord America ma anche Sky Sport nella nostra Italia. Senza dimenticare la NBC che a giugno ha firmato un contratto con i produttori del videogioco Rocket League  (una sorta di calcio in cui i giocatori sono delle automobili) per trasmettere le partite sul proprio network. Si tratta di un mercato totalmente nuovo da esplorare e con un target che difficilmente riuscirebbero a raggiungere altrimenti con i mezzi tradizionali. La conseguenza più immediata è stata la crescita del volume di pubblicità durante gli streaming e le dirette online. Nel 2016, sempre secondo i dati di IHS Markit, le inserzioni hanno raggiunto un valore per 280 milioni di dollari con la previsione di superare il miliardo nel 2021. La crescita è dovuta in particolare ai contenuti video prodotti da influencer e da personalità del mondo della rete sempre più seguiti, non solo dai giovanissimi.

A cambiare, tuttavia, è anche il modello di business. Chi crea contenuti sui vari canali online non si muove in modo tradizionale ma ha dovuto modificare le proprie priorità: l’obiettivo primario non è semplicemente monetizzare il contenuto video nell’immediato ma creare una rete essere un punto di riferimento commerciale. Un concetto che, in generale, abbiamo imparato con Chiara Ferragni. Nello specifico degli esport lo abbiamo sperimentato in Italia, ad esempio, con Paolocannone, streamer di League of Legends capace di catalizzare su di se migliaia di spettatori. La conferma definitiva è arrivata poi con l’ingresso nel mondo dello streaming di videogiochi di Mia Khalifa. L’ex pornostar ha aperto un canale Twitch che ha raccolto in pochissimo tempo migliaia di iscrizioni e sostenitori. I videogiochi, ha dichiarato, rappresentano la sua seconda passione: protagonista della prima diretta è stato il titolo NHL 2017 (dove non ha particolarmente brillato).

Una delle figure più poliedriche del panorama italiano è indubbiamente Simone “Draker88” Pedrazzi. Ritornato da poco su Twitch, ha rappresentato uno dei principali intrattenitori di League of Legends.

L’esport è davvero il futuro dell’intrattenimento?

SP: Sì, assolutamente. Quando si parla di esport si parla di intrattenimento a 360 gradi che accontenta svariate categorie videoludiche n grado di coinvolgere milioni di persone simultaneamente. L’esport è capace di questo: unire tutti coloro che sono appassionati di un determinato videogioco ed entusiasmarli.

Perché i giovani preferiscono Twitch alla TV tradizionale?

SP: Per svariati motivi. Il più importante è il formato on demand: guardare quello che si vuole, quando si vuole e soprattutto come si vuole. Il poter accedere da qualunque smartphone a piattaforme streaming rende il tutto molto più comodo. La fetta più grande di viewers deriva proprio da piattaforme mobile.

Quanto incide la possibilità di interagire direttamente, senza mediazione, con il protagonista della trasmissione?

SP: Secondo me è fondamentale. Io in primis mi diverto e trovo più stimolante il lavorare tramite Live stream per interagire con le persone. Si può trovare il modo di rispondere a qualche domanda come di condividere un pensiero. Il poter interagire con il pubblico è sicuramente una delle cose che incide di più.

Mia Khalifa non è la prima e non sarà l’ultima personalità “esterna” a decidere di entrare su Twitch. Rappresenta più un business d’immagine o può realmente diventare una professione per sostenersi economicamente?

SP: Già in passato avevamo visto la presenza di Mia Rose, altro caso di personalità “esterna” che aveva deciso di entrare nel settore. Credo che sia un buon modo per guadagnare: alla fine buona parte dell’utenza delle piattaforme streaming è in continua ricerca di figure varie non necessariamente legate al gaming. Non fanno altro che sfruttare la propria fama a favore di un’attività innocua e che richiama l’attenzione di migliaia di persone sui loro canali.

Seguire uno streaming di Draker88: cosa dovrebbe aspettarsi uno spettatore?

SP: Di sicuro una trasmissione incentrata sull’apprendere insieme a una community sana. Per anni ho cercato di creare qualcosa di alternativo a quello che vedo molto in voga in altri canali: maleducazione, parolacce, bestemmie e intrattenimento trash. Punto molto sul far divertire chi segue ma con una comicità pulita e con tanta interazione tra me ed il pubblico. La community che abbiamo creato in questi anni è splendida e sono felice di poterla condividere live dopo live. Chiunque sia interessato a migliorare nel gioco sia a livello di meccaniche, sia a livello di scelte decisionali compie la scelta giusta, quando si sintonizza sul mio canale. Un’alternativa improntata più sull’aspetto professionale che riesca comunque a strappare sorrisi e bei momenti assieme ai propri viewers.

Esport in Italia: solo Sky o vedi anche altre realtà disposte a parlarne in TV?

SP: Sono convinto che nei prossimi mesi vedremo anche altre realtà investire in questo settore. È quasi una corsa all’oro: vinceranno le persone che assolderanno le figure più competenti e con la coscienza pulita. Tra tutte le ultime news sono rimasto piacevolmente colpito dall’entrata di DMAX nel settore. Non nascondo nemmeno l’interesse di poter collaborare un giorno con loro, sarebbe un sogno. Confessioni a parte, direi che possiamo aspettarci l’entrata di altre realtà importanti.

Gli esport e lo streaming online non soppianteranno la TV. Non c’è riuscita la televisione stessa con la radio, nonostante i The Buggles cantassero “Video killed the radio star”. Saranno piuttosto due mondi che andranno inevitabilmente a intersecarsi per completarsi a vicenda.

 

Image credits to Riot Esports Flickr

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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