Esports & Università: Overwatch sarà materia di studio

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Il mondo delle università è sempre in continua evoluzione e chi ha frequentato gli atenei decenni fa si trova oggi a vivere un’esperienza, con figli o nipoti, totalmente diversa. Sia per numero di corsi che per la varietà dell’offerta formativa. Una gamma di percorsi che diventa ogni anno più ampia, anche e soprattutto per soddisfare le esigenze del mercato. Anche di un settore emergente come quello degli Esports.

Che gli sport elettronici e le università siano ormai un binomio vincente non è più tanto un mistero. In Italia esiste addirittura un circuito universitario competitivo di League of Legends, simile ai tornei collegiali dell’NBA, mentre nello Staffordshire, in Inghilterra, dal 2018 si terrà il primo corso interamente dedicato al settore Esport per formare gli esperti di domani. In Nord America gli atenei non sono da meno e sono già diverse le possibilità offerte agli studenti in tema di sport elettronici. Chi offre crediti formativi ai giocatori competitivi, chi riconosce le attività extracurriculari di allenatori, preparatori e manager delle varie squadre virtuali. E chi, poi, presenta veri e propri corsi legati al settore: sia generali che specifici.

È  il caso, ad esempio, dell’UCI, l’Università della California, una delle prime istituzioni universitarie del Nord America ad ammettere corsi esportivi nel proprio piano di studi. Il primo riguardava, e riguarda tuttora, League of Legends ma un secondo corso è in arrivo. Dall’autunno 2017 Overwatch, il titolo Blizzard, si affiancherà al videogioco targato Riot Games con un corso interamente dedicato.

Mark Deppe, direttore della sezione Esports dell’UCI, ha dichiarato che si tratta di un passaggio naturale in un cammino ormai inarrestabile: “Siamo entusiasta di percorrere questo altro importante passo per aumentare la nostra offerta formativa, rimanendo aggiornati con le dinamiche di interesse del settore e dei nostri studenti.” Un corso che si fonda su tre aspetti fondamentali: “Academics, Community, Entertainment”, ovvero fornire le nozioni base e specifiche del gioco per costruire un gruppo di giocatori e di appassionati che possa realizzare un’occupazione da quello che per molti è un semplice hobby. Senza dimenticare il carattere di intrattenimento in uno show.

L’università di occuperà anche di fornire un aiuto finanziario agli studenti selezionati per il corso con 2.500 $ all’anno. In cambio di 15-20 ore a settimana per gli allenamenti, le riunioni con la squadra, i servizi per la community universitaria di Overwatch, esercizi e organizzazione di tornei. Ogni studente vivrà come un vero giocatore professionista, compresi gli incontri e i confronti con un allenatore, un personal training, un team di psicologi e le partite nell’arena della facoltà. Una decisione d’investimento maturata dopo le vittorie nei circuiti universitari del Nord America proprio della squadra di Overwatch dell’UCI.

È quindi un’università che forma nuovi giocatori? Nel modo più assoluto: no. Il corso dell’UCI serve a far comprendere a un futuro manager, coach, proprietario di una squadra o organizzatore di competizioni come pensa e come vive un videogiocatore professionista. Percorrerne le orme in una grande simulazione è il miglior modo per immedesimarsi nei giocatori e carpirne la mentalità.

Rassegnamoci: i nostri figli e nipoti avranno ben altre ambizioni. Addio a medicina e giurisprudenza: benvenuti Esports.

 

(Image credits to Blizzard)

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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