Le eccellenze dell’Esport italiano – Team Forge: la prima squadra italiana in Europa!

Le eccellenze dell’Esport italiano – Team Forge: la prima squadra italiana in Europa!

Le eccellenze dell’Esport italiano – Team Forge: la prima squadra italiana in Europa!

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Proseguiamo il nostro viaggio su SNAI raccontando la realtà del Team Forge, la punta di diamante della scena competitiva italiana di League of Legends. I 4G, questa l’abbreviazione con cui sono conosciuti, sono nati appena un anno fa con un progetto ambizioso che mirava, fin dai primi momenti, a obiettivi ben precisi: raggiungere il palcoscenico internazionale. I Forge sono la conferma che i principi della gestione aziendale, ovvero organizzazione, competenza e allocazione ottimale delle risorse, possono essere applicate anche a una realtà eSportiva per ottenere vittorie e successi. La squadra, con base a Cagliari in Sardegna, è stata la prima, e finora unica, in Italia a seguire il modello della gaming house: giocatori e staff vivono insieme 24 ore su 24, pranzano, dormono e si allenano insieme nella stessa casa adibita appositamente. Tra loro non solo giocatori italiani ma anche stranieri, tra cui spicca la presenza di due giovani coreani, frutto di un progetto in collaborazione con un’università coreana. In soli sei mesi i Forge sono riusciti lì dove mai nessun team arrivato: giocare la Challenger Series, ovvero la Serie cadetta del campionato europeo di League of Legends, sfiorando alla prima partecipazione la qualificazione ai playoff per la Serie A, l’EULCS.

Per l’occasione abbiamo intervistato il team manager del Team Forge: Alessandro “Sekuar” Sesani.

Ciao Alessandro. Prima di tutto ti ringrazio per il tempo che ci stai dedicando e complimenti per il percorso tracciato finora. Avrei molte domande da porti ma iniziamo dalle basilari: vorresti spiegare concretamente quali sono le tue mansioni all’interno del Team Forge?

S: Per risponderti in modo accurato dovrei scrivere un libro ma cercherò di essere il più riassuntivo possibile. Mi occupo di diversi aspetti: alcuni rivolti alla gestione dell’associazione e delle strutture, altri riguardanti l’organizzazione delle attività e degli spostamenti sul territorio. Altri ancora, poi, decisamente più vicini alle esigenze quotidiane dei giocatori e dello staff.

Come si svolge la vita all’interno di una gaming house? Più nel dettaglio: a quali attività sono dedicate le ore della giornata?

S: L’attività che occupa la maggior parte del tempo è sicuramente l’allenamento ma non è l’unica. Ci sono momenti in cui bisogna occuparsi della casa e dei pasti, altri in cui si praticano attività di vario genere (ludiche o sportive ad esempio) e altri in cui ci si rilassa.

Il Team Forge festeggia la vittoria del Torneo Nazionale Riot Games

Image credits to Team Forge & Riot Games

Da quante persone è composto lo staff? Quanti, invece, i giocatori?

S: I numeri variano a seconda dei periodi, diciamo che in genere possiamo contare su uno staff di cinque o sei persone dedicate a dieci o quindici giocatori. Non tutti vivono nella gaming house contemporaneamente: c’è anche chi lavora da casa e giunge a Cagliari solo in determinati momenti della preparazione o dell’anno.

Tornando all’esperienza competitiva del Team Forge, una delle particolarità che vi contraddistingue è stata quella di “saltare” la scena competitiva italiana, contrariamente a quanto solitamente accade, e puntare immediatamente a quella europea. Come mai questa scelta?

S: La scena italiana è ancora in evoluzione mentre quella europea è decisamente più chiara e meglio definita. La decisione di investire risorse in un progetto non può essere presa in modo superficiale e senza determinate certezze che, ad oggi, solo la scena professionale europea gestita direttamente da Riot Games può offrire.

Com’è stato il confronto con le realtà più famose e d’Europa: i giocatori hanno vissuto una sorta di complesso di inferiorità o si sono trovati mentalmente preparati per affrontare chiunque?

S: Nessun complesso di inferiorità nel modo più assoluto. Abbiamo lavorato da subito duramente e, grazie al preziosissimo aiuto dei nostri partner coreani, ci siamo calati presto nella giusta mentalità. Questa prima apparizione sul palcoscenico internazionale è stata un’esperienza importante per tutti quanti di cui speriamo di fare tesoro. Ovviamente cercheremo di ripresentarci all’appuntamento ancora più pronti e più consapevoli.

Il Team Forge prima della finale di Lucca

Image credits to Team Forge

Nell’avventura europea la squadra era composta da due scandinavi, due coreani e l’italiano Daniele “Jiizuké” Di Mauro. E’ stato complesso coordinare giocatori di diversa estrazione geografica?

S: Lo è sempre, non tanto in gioco quanto nella vita. Per ragazzi molto giovani essere catapultati in un ambiente culturalmente diverso da quello in cui si è cresciuti e si è vissuto può essere traumatico, nonostante si parli di professionisti del settore. E’ spesso necessario un periodo di adattamento: poi tutto si risolve nel migliore dei modi quando c’è da ambo le parti la volontà giusta.

Terminato il “semestre” europeo avete deciso di iniziare a competere nei vari eventi italiani. Un dominio quasi incontrastato se si considerano i primi posti all’Italian Gaming League di Firenze, alla Redbull Factions di Milano e al Torneo Nazionale di Lucca contro il secondo posto della Milan Games Week. Vi aspettavate una tale superiorità in Italia?

S: In tutta onestà sì ma l’obiettivo era un altro. Abbiamo avuto modo di lavorare con una selezione di giocatori italiani scelti sia per le loro doti che per la capacità che hanno dimostrato di adattarsi al nostro metodo. Abbiamo lavorato bene raccogliendo i risultati che hai elencato ma con chiaro in mente che lo scopo è in realtà preparare i ragazzi per le competizioni di livello europeo. Non è un segreto che vogliamo portare il maggior numero di giocatori italiani ai massimi livelli, ma solo ed esclusivamente quando saranno pronti per farlo. Affrettare troppo i tempi non aiuta nessuno.

Il Team Firge impegnato a Milano per la finale della Games Week

Image credits to Team Forge

Parlando di futuro: tra poco ricomincia la stagione europea e sarete impegnati nella qualificazione per la Challenger Series. Quali sono le vostre aspettative a riguardo?

S: L’obiettivo rimane lo stesso: raggiungere i massimi livelli in Europa. L’unico modo è affrontare le sfide un passo alla volta, cercando di essere più che preparati per ogni eventualità. E’ chiaro che vogliamo qualificarci di nuovo e, possibilmente, vivere uno split da protagonisti nonostante la presenza di colossi degli sport tradizionali come Paris Saint Germain e Schalke04.

Una curiosità: progettate di espandervi anche su altri titoli o al momento preferite concentrarvi esclusivamente su League of Legends?

S: Al momento siamo concentrati al massimo sul progetto relativo a League of Legends ma non escludo che in un futuro, anche non troppo lontano, l’associazione possa considerare di ampliarsi e scegliere di curare progetti simili su altri titoli.

Prima di salutarci vorresti ringraziare qualcuno?

S: Tutti. A partire dal nostro presidente Sirbone, al nostro fianco giorno dopo giorno e che ha deciso di investire in questo progetto mettendo a disposizione strutture di prima qualità, invidiabili a livello internazionale, e una dose di fiducia decisamente difficile da eguagliare. Tutto lo staff (italiano e coreano) che ha lavorato con noi e ci ha permesso di crescere; tutti i ragazzi che hanno anche solo provato ad avvicinarsi al nostro progetto dimostrando di credere in noi e anche tutti coloro che hanno messo in risalto il nostro operato, permettendoci di diffondere le nostre idee e di trasmettere al pubblico che non conosce lo sport elettronico che esistiamo e che lavoriamo con serietà.

Ti ringrazio vivamente per le tue preziose spiegazioni. Auguriamo al Team Forge di poter proseguire nel migliore dei modi il percorso negli Esports. Un cammino che non sarebbe stato reso possibile senza la passione e la lungimiranza delle persone che per prime hanno creduto nel progetto.

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Francesco Lombardo Dal 2014 racconto il mondo dell’esport attraverso personaggi, eventi e tornei. Sia sotto il profilo geografico, con notizie dall’Italia e dall’e... VAI ALLA PAGINA AUTORE