Haven Shepherd, stella del nuoto sopravvissuta alla follia

Haven Shepherd, stella del nuoto sopravvissuta alla follia

Haven Shepherd, stella del nuoto sopravvissuta alla follia

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“Accetta le cose che non puoi cambiare. Cambia le cose che puoi” ama ripetere per darsi la carica, anche se una vittoria straordinaria Haven Shepherd l’ha già conquistata, facendosi beffe di una sorte che sembrava già aver detto tutto. È arrivata a Tokyo per agguantare il podio con la squadra di nuoto statunitense paralimpica, dopo una storia familiare di quelle così drammatiche che tutto il resto appare quasi sfocato.

 

Lei, appena diciottenne e nuova stella emergente del nuoto, concorre senza le parti inferiori delle gambe, amputate di poco sotto il ginocchio a causa dell’esplosione di due bombe, quando aveva appena 14 mesi. A far detonare gli ordigni era stato suo padre, in un ultimo sciagurato quanto folle tentativo di non perdere la propria famiglia. Nel 2004, il destino si abbatte così prepotentemente su un’ignara bambina del Vietnam, originaria della provincia di Quang Nam.

 

Il genitore, messo di fronte alla responsabilità di una relazione extraconiugale, aveva pensato di risolvere la questione in via definitiva, legandosi con moglie e figlioletta a due bombe a mano. Nell’esplosione moglie e marito perdono la vita, ma non la piccola che, seppur privata degli arti inferiori, sopravvive a quella tragedia spaventosa.

 

Una verità rimasta a lungo celata, perché i nonni hanno preferito raccontarle una vicenda alternativa di quell’incidente, in qualche modo più romanzata, spiegando quell’epilogo spietato con una condizione di miseria dalla quale i suoi non riuscivano a sfuggire nemmeno per sposarsi. Eppure, per Haven la speranza di una vita migliore è arrivata quando, per far fronte alle cure costose che i nonni non potevano permettersi, è stata affidata in adozione.

 

A darle ciò di cui aveva bisogno, fisicamente e spiritualmente, sono stati così Shelly e Rob Shepherd, dal Missouri. Lì, Haven non solo ha trovato la propria famiglia insieme a 4 sorelle maggiori e 2 fratelli, ma ha scoperto anche una grande passione per lo sport e per il nuoto in particolare. Seppure costretta a una prova di forza tanto terribile, la ragazza non ha mai smesso di credere nelle proprie possibilità, al punto da essere oggi una rappresentante del Team USA alle Olimpiadi di Tokyo.

 

(Credits: Getty Images)

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