Le nuove rockstar? Sono i giocatori di eSport!

Le nuove rockstar? Sono i giocatori di eSport!

Le nuove rockstar? Sono i giocatori di eSport!

178
1

L’intero 2017 è stato contraddistinto dall’introduzione del sistema franchising anche negli eSports. È il principale modello di sostenibilità economica dello sport tradizionale nordamericano, recentemente esteso anche agli sport elettronici con Overwatch e League of Legends. Se la Overwatch League, la più importante competizione al mondo del titolo Blizzard, ha mosso i suoi primi passi con il franchising fin dall’inizio, senza quindi promozioni né retrocessioni ma con un biglietto d’ingresso da 20 milioni di dollari a squadra, destinato ad aumentare, League of Legends di Riot Games ha preferito studiare approfonditamente il sistema prima di accoglierlo definitivamente.

Al momento il franchising è utilizzato nella LPL cinese e nell’NALCS, il campionato nordamericano, mentre l’Europa sembra essere intenzionata ad adottarlo dal 2019. I primi risultati del nuovo modello di sostenibilità nel lungo periodo, capace quindi di attrarre più sponsor e partner finanziari, sembra dare i primi risultati positivi, soprattutto riguardo i videogiocatori professionisti delle squadre americane. Solitamente i dettagli dei contratti stipulati non sono disponibili ma l’idea generale, basati sui dati forniti, è che i salari sono aumentati, sia come media che come estremi inferiore e superiore. Romain Bigeard, attuale general manager degli OpTic Gaming, una delle realtà più vincenti dell’eSport americano e da quest’anno impegnata anche su League of Legends, ha le idee chiare sulle principali conseguenze dell’adozione del franchising, invitando l’Europa a seguire gli stessi passi:

Sono convinto che il franchising sia stato un punto chiave per la crescita dell’NALCS. La retribuzione media annuale è salita da 105.000 $ nel 2017 a 327.000 $ nel 2018, un incremento del 220%. Così come l’ammontare di liquidità investita dalle varie organizzazione nelle infrastrutture. Si sta finalmente realizzando un vero e proprio settore con sponsorizzazione di lungo periodo e accordi che forniscono enorme visibilità per entrambe le parti. Credo che sarà la mossa corretta anche per l’EULCS (la competizione europea ndr) e spero vivamente che Riot Games riesca a trovare dieci solidi nomi europei su cui costruire una realtà competitiva appetibile economicamente per il 2019.

Romain Bigeard conosce bene l’Europa, avendo lavorato per diversi anni come Team Manager degli Unicorns of Love, squadra dell’EULCS. Dalle sue dichiarazioni rilasciate a The eSport Observer traspare anche il perché i salari siano aumentati. L’introduzione del franchising ha permesso di stringere accordi significativi con attori dello sport tradizionale, NBA e NFL, e con sponsor di livello superiore agli anni precedenti: la conseguenza è avere a disposizione maggiore liquidità da utilizzare per costruire la propria squadra. La seconda conseguenza diretta del franchising è stato l’ingresso di nuove squadre nella scena americana. Un esempio sono i già citati OpTic Gaming ma anche i Golden Guardians, legati ai Golden Warriors del basket, i Clutch Gaming, legati agli Houston Rockets, e gli 100 Thieves dei Cleveland Cavaliers.

Maggiore liquidità e nuove squadre all’interno del circuito hanno scatenato una vera e propria corsa all’oro per ingaggiare i migliori giocatori di League of Legends, pescando anche in Europa: Fabian “Febiven” Diepstraten, Tristan “PowerOfEvil” Schrage, Jesper “Zven” Svenningsen e Alfonso “mithy” Aguirre Rodríguez sono giocatori che avrebbero potuto trovare posto in una qualsiasi squadra europea. Le sirene americane, tuttavia, sono state più insistenti e, soprattutto, pagano meglio.

D’altronde i videogiocatori professionisti sono le vere star di oggi, coloro che muovono gli spettatori e i tifosi. E che di riflesso decidono le sorti economiche di una realtà. Ne è convinto anche Jeremy McIntyre, eSports manager di World of Warcraft alla Blizzard:

I giocatori sono ormai delle vere e proprio rockstar che riempiono i palazzetti degli eventi live e radunano centinaia di migliaia di spettatori in streaming. D’altronde gli stessi format competitivi sono cuciti addosso a loro per metterli in risalto, creando storie, rivalità e contenuti che appassionano lo spettatore e lo invogliano a seguire poi le partite.

Non sono, tuttavia, tutte rose e fiori. Se i giocatori gongolano per i loro salari più alti, una minima preoccupazione inizia a serpeggiare tra le squadre. I numeri attuali rivelano che il franchising non ha incrementato il numero di tifosi. Senza dimenticare che nel 2018 la concorrenza è anche aumentata con il lancio della Overwatch League e dell’ascesa di titoli come PUBG e Fortnite. Tre titoli che negli Stati Uniti stanno conquistando sempre più affezionati.

(178)

Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

Commento(1)

LASCIA UN COMMENTO

LOGIN REGISTRATI