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Una giornata da incorniciare per lo sport italiano. Per la prima volta, la Nazionale maschile di cricket parteciperà alla Coppa del Mondo T20, in programma tra febbraio e marzo 2026 tra India e Sri Lanka. Un traguardo mai raggiunto prima, che proietta gli azzurri tra le 20 migliori selezioni del pianeta nel formato breve, proprio mentre questa disciplina si prepara a debuttare nel programma olimpico di Los Angeles 2028.

L’Italia del cricket nella storia

Il percorso per la qualificazione è stato lungo e combattuto. Dopo aver dominato il proprio girone iniziale senza sconfitte, l’Italia ha affrontato la fase finale europea, svoltasi nei Paesi Bassi, sfidando Scozia, Jersey, Guernsey e i padroni di casa. Il cammino azzurro si è aperto con una vittoria su Guernsey, seguita da un match annullato contro Jersey a causa della pioggia. Ma è stata la prestazione contro la Scozia a scrivere la pagina più emozionante: un successo per 167/6 a 155/5, firmato da uno strepitoso Harry Manenti, capace di incidere sia con la battuta sia con il lancio, ottenendo cinque eliminazioni decisive.

Il verdetto definitivo è arrivato l’11 luglio, in un’ultima giornata dal finale incandescente. Nonostante la sconfitta per 135/1 contro i Paesi Bassi, che hanno chiuso in testa al girone con 6 punti, l’Italia ha conservato la seconda posizione — l’ultima utile per la qualificazione — grazie a un vantaggio determinante nella differenza tra punti fatti e subiti. È questo il cosiddetto Net Run Rate, che ha premiato gli azzurri (+0.612) a scapito di Jersey (+0.306), formazione che condivideva lo stesso punteggio in classifica.

Prima qualificazione ai Mondiali T20

Fondamentali, in questo senso, sono stati la solidità nel match finale e il contributo di giocatori come Benjamin Manenti, protagonista con un colpo pesante nel momento più delicato, e Grant Stewarts, autore di un’accelerazione decisiva nelle fasi finali della partita. L’Italia, limitata a 134/7, ha poi resistito abbastanza a lungo da impedire agli olandesi una vittoria rapida, riuscendo a contenere il gioco fino al 17° over. Tanto è bastato per staccare un biglietto per la rassegna mondiale.

L’impresa azzurra va oltre il semplice risultato sportivo: è il segno di un movimento che cresce, alimentato dal lavoro della Federazione e dall’impegno di atleti spesso poco noti al grande pubblico. A meno di un anno dal Mondiale, il cricket italiano ha finalmente trovato la sua occasione per brillare sotto i riflettori globali.