Sei Nazioni 2018, 3/a giornata: assalto al Garibaldi marsigliese

Sei Nazioni 2018, 3/a giornata: assalto al Garibaldi marsigliese

Sei Nazioni 2018, 3/a giornata: assalto al Garibaldi marsigliese

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Se il Sei Nazioni non fosse un torneo a inviti con partecipazione garantita (almeno sino al 2020), si parlerebbe di “scontro salvezza”: Francia-Italia, venerdì sera a Marsiglia, vede fronteggiarsi le uniche squadre con due sconfitte dopo altrettante giornate (ma i Bleus sopravanzano gli Azzurri per 2 punti accumulati grazie al bonus difensivo). E proprio perché si tratta per entrambe di un’ultima spiaggia, l’edizione 2018 del Trofeo Garibaldi (il titolo in palio tra francesi e italiani in occasione del Six Nations) presenta molti motivi di interesse, sia sotto il profilo sportivo sia per le scommesse sportive, ovviamente con quote SNAI.

Le speranze azzurre

È innegabile che le “scoppole” rimediate dagli uomini di Conor O’Shea contro Inghilterra (a Roma) e Irlanda (a Dublino) abbiano in parte fiaccato l’umore in tutto l’ambiente, ma perdere contro seconda e terza del ranking mondiale non può certo sorprendere. Il XV azzurro ha dimostrato, specie all’Olimpico, progressi importanti nel gioco offensivo (tendenza al possesso palla, capacità di giocare alla mano), purtroppo non supportati dalla tenuta difensiva, specie in mischia, in quella che, un tempo, era il nostro fiore all’occhiello.
L’innesto di nuove forze (l’estremo Matteo Minozzi su tutti: ecco la meta segnata in Irlanda) e la progressiva maturazione di altri prospetti (Tommaso Allan che sembra aver trovato le chiavi della squadra) fanno ben sperare per il futuro, posto che il presente, complice un calendario complicatissimo, è tutto da lottare e guadagnare.
Il moderatissimo ottimismo in casa azzurra è giustificato dalla situazione francese: dopo la brutta prestazione offerta in Scozia (sconfitta 32-26) e, soprattutto, il dopo-partita che ha visto parte degli atleti coinvolti in una rissa (pare da testimoni) e trattenuti dalla polizia locale, il ct transalpino Jacques Brunel ha letteralmente “epurato” buona parte della squadra, ossia Belleau, Picamoles, Danty, Lamerat, Iturria, Macalou, Lambey e, soprattutto, Teddy Thomas, uno dei più in palla, oltre che miglior “metaman” del torneo. Si aggiunga l’apertura di un’inchiesta da parte della federazione, ulteriore turbativa per una squadra e che, sinora, ha deluso: sia contro l’Irlanda sia contro la Scozia, i Bleus sono apparsi macchinosi, brutti, incapaci di esprimere il rugby fluido che, in passato, li caratterizzava.
Giocare per la prima volta a Marsiglia (il Sei Nazioni si disputa di solito nelle capitali) potrebbe rappresentare un ulteriore supporto per Parisse e compagnia: sia per la (relativa) vicinanza della città ai confini italiani sia per lo spirito non propriamente patriottardo della città, benché queste siano pure e semplici illazioni.

Le speranze francesi

Brunel non ha lesinato il pugno di ferro, rinunciando ad alcuni elementi chiave della propria squadra, ma è pur vero che, in qualche modo, “se lo può permettere”: il bacino di giocatori da cui attingere è talmente ampio e di livello che le defezioni potrebbero non determinare deficienze qualitative, ma, addirittura, instillare una rinnovata vitalità nel XV dei galletti. E, per quanto le prime due uscite nel torneo siano state opache, davanti a un avversario (l’Irlanda) che contro di noi ha passeggiato per 60’, la Francia ha quasi vinto, sconfitta da un’autentica invenzione a tempo scaduto, mentre in Scozia ha messo sotto gli avversari finendo per soccombere “soltanto” alla distanza.
Fonte di preoccupazione per i nostri dovrebbe essere la tipologia fisica degli avversari: quella francese è squadra molto fisica, più simile all’Irlanda che all’Inghilterra, e ciò potrebbe far soffrire i ragazzi di O’Shea, sinora poco efficaci in mischia e negli “autoscontri”.

Infine, una tripla questione “ambientale”: Brunel, ex ct azzurro, conosce benissimo pregi e difetti azzurri; la Francia è storicamente squadra che rende al meglio quando si trova in difficoltà, e la situazione attuale è senz’altro una di queste (il 10° posto è il peggiore mai toccato da quando è stato istituito il ranking mondiale); gli Azzurri non hanno mai vinto in terra transalpina da quando partecipano al Sei Nazioni.

Statistiche storiche

Su 33 partite in totale, sono soltanto 3 successi azzurri contro i 29 francesi.
La prima vittoria, però, rimane davvero storica anche perché (per ora) è l’unica in trasferta: 22 marzo 1997, finale di Coppa Europa, a Grenoble. Quel 32-40 (con i francesi fermi a 10 sino a 6’ dal termine) fu importantissimo per schiudere, al XV italiano, le porte dell’allora Cinque Nazioni. La Coppa Europa era un torneo minore, da tradizione riservato alle seconde squadre: la Francia schierava la nazionale militare, l’Italia alternava quella maggiore, la “Emergenti” e la “A”, ma una promessa tra i due presidenti federali (Bernard Lapassete Giancarlo Dondi) fece sì che la finale venisse disputata dalle formazioni migliori. Il XV azzurro, allenato dal francese Georges Coste, aveva battuto in gennaio gli irlandesi a casa loro, mentre la Francia di Jean-Claude Skrela era freschissima di Slam al Cinque Nazioni 1997 (appena una settimana prima), impresa che sarebbe stata ripetuta l’anno dopo. Tutti elementi che contribuiscono a rendere unico e leggendario quel successo suggellato dalle mete di Ivan Francescato, Paolo Vaccari, Julian Gardner e Giambattista Croci.

Gli altri due successi sono più recenti, entrambi romani: 22-21 (12 marzo 2011, Stadio Flaminio) e 23-18 (3 febbraio 2013, Stadio Olimpico).
Complessivamente, nel Sei Nazioni, il bilancio tra le due squadre è, su 18 incontri totali, di 2 vittorie italiane, 16 francesi, con 264 punti azzurri contro 627 per i Bleus.

Le formazioni

Francia: 15 Bonneval, 14 Fall, 13 Bastareaud, 12 Doumayrou, 11 Grosso; 10 Beauxis, 9 Machenaud, 8 Tauleigne, 7 Camara, 6 Lauret, 5 Vahaamahina, 4 Gabrillagues, 3 Slimani, 2 Guirado (cap), 1 Poirot. A disposizione: Pélissié, Priso, Gomes Sa, Taofifenua, Galletier, Couilloud, Trinh-Duc, Fickou. All. J. Brunel.

Italia: 15 Minozzi, 14 Benvenuti, 13 Boni, 12 Castello, 11 Bellini, 10 Allan, 9 Violi, 8 Parisse (c), 7 Mbandà, 6 Negri, 5 Budd, 4 Zanni, 3 Ferrari, 2 Ghiraldini, 1 Lovotti. A disposizione: Bigi, Quaglio, Pasquali, Biagi, Ruzza, Gori, Canna, Hayward. All. C. O’Shea,

Quote e pronostico

Proprio perché sbilanciato, l’1X2 Finale ci attrae non poco: la quota “casalinga” è davvero bassa (1,05), il che rende particolarmente attrattivo l’8,50 della vittoria italiana. Ci sarebbe, è vero, il 30,00 del pareggio, ma si tratta di un evento talmente raro da lasciarlo soltanto ai più arditi.

Per quanto concerne le scommesse a handicap, sono ben 4 le possibilità offerte da SNAI: ben tre 1X2 con handicap “intero” a scelta tra 17, 18 o 19 (quindi, con la possibilità effettiva di un segno X, se la Francia vincesse, rispettivamente, di 17, 18 o 19 punti) e il “più classico” Testa/Testa a H con il coefficiente stabilito a 17,5: l’1,85 per l’Italia (segno 2) ci pare assolutamente valere la pena.

Ottimisti sino in fondo, diamo un’occhiata anche al Margine di Vittoria, strettamente legato alle quote 1X2 Finale e, quindi, favorevole ai francesi: proprio per questo, e perché siamo sognatori, punteremmo su B6-10, quota 22, augurandoci che Parisse, Allan e Minozzi possano emulare la magnifica impresa del 1997.
Buona partita a tutti, italiani e francesi, con le quote SNAI.

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Igor Vazzaz Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa a vario titolo di teatro, sport, musica, enogastronomia e scommesse, non necessariamente... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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