Overwatch League: dal 2020 ogni squadra avrà la propria casa

Overwatch League: dal 2020 ogni squadra avrà la propria casa

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Il primo vero obiettivo che la massima competizione di Overwatch si è proposto consiste nel dare a ogni squadra una casa: uno stadio dove accogliere i propri tifosi e ospitare le partite di campionato. Nella stagione inaugurale della Overwatch League non è stato possibile, visti i tempi ristretti, creare una struttura parallela agli sport tradizionali: tutte la partite si disputano attualmente alla Blizzard Arena di Los Angeles con le squadre che vivono e si allenano in California nonostante rappresentino 9 città americane, Londra, Shanghai e Seul.

Dalla terza stagione invece, nel 2020, sembra si potrà concretizzare il piano dei creatori della competizione che non si esaurisce con il semplice franchising, ovvero col tipico modello NBA senza promozioni né retrocessioni. Il campionato continuerà a essere suddiviso in due sezioni: la Pacific Division, con gli stati occidentali degli USA e le città asiatiche; in modo opposto l’Atlantic Division accoglierà gli stati orientali della costa nordamericana e città europee. Un progetto che procede di pari passo con l’allargamento delle squadre partecipanti da 12 a 18-20 in cui entreranno, secondo quanto riportano le prime voci, più squadre europee e orientali nel tentativo di bilanciare la presenza eccessiva di quelle americane nel campionato attuale.

Nate Nanzer, direttore della Overwatch League, ha dichiarato a ESPN che saranno “presto annunciati nuovi dettagli sul format che utilizzeremo nelle prossime stagioni della lega. È un discorso complesso che dobbiamo discutere con i team già presenti e con le realtà che hanno mostrato interesse nel farne parte in futuro. Indubbiamente la risposta più che positiva data dai tifosi sul crescente interesse nella Overwatch League ci spinge a considerare necessaria l’idea di portare la competizione dal vivo ovunque nel mondo anziché limitarla alla sola costa occidentale degli Stati Uniti.”

Come in altri sport inizia a nascere il bisogno di localizzare gli eventi live e le partite. Raggiunto un certo livello di intrattenimento e di interesse, la diretta streaming visibile gratuitamente in tutto il mondo non basta più agli appassionati: i tifosi esigono di vedere i propri giocatori preferiti all’opera a pochi metri di distanza, senza dimenticare l’esperienza dal vivo di un evento di tale portata. È sufficiente pensare alla differenza tra una partita di calcio vista in TV e seduti allo stadio: nel secondo caso si vivono emozioni indelebili, che la propria squadra del cuore vinca o perda. E il format della partite “in casa” e “in trasferta” è il semplice e immediato strumento da applicare per raggiungere tale scopo. Oltre, ovviamente, a fidelizzare ancora di più i tifosi della squadra della propria città e a coinvolgerne di nuovi.

Un disegno sempre più concreto che mira a convincere soprattutto le squadre sui futuri introiti della competizione derivanti da merchandising, biglietti e diritti TV e streaming. Principalmente le future squadre che vorranno farne parte: per loro si parla di un incremento della quota d’ingresso dai 20 milioni richiesti inizialmente per la stagione inaugurale a una cifra compresa tra 30 milioni e 60 milioni per le successive. Blizzard sarebbe già in contatto con numerose realtà europee dislocate tra Parigi, Amsterdam e Berlino ma anche in Scandinavia: Londra, rappresentata dai London Spitfire, non è sufficiente a rappresentare l’intero Vecchio Continente. L’obiettivo finale, ha fatto intendere Nate Nanzer, è di arrivare intorno alle 30 squadre partecipanti per dichiarare conclusa l’espansione della Overwatch League.

Il sistema delle sfide in casa e in trasferta, ognuna nel proprio stadio, non è tuttavia una novità nel mondo degli eSport. Un primo tentativo è attualmente in corso in Cina per il campionato LPL di League of Legends già passato al modello franchising a inizio 2018. Tre delle 14 squadre hanno già creato la loro arena dove giocare i propri incontri in casa: gli LGD Gaming a Hangzhou, gli Snake eSports a Chongqing e gli OMG a Chengdu, mentre tutti gli altri hanno come base operativa Shanghai dove si disputano la stragrande maggioranza degli incontri. Il piano, anche in questo caso, è fare in modo che ogni squadra abbia una propria arena da chiamare casa.

Gli eSport iniziano così a promuovere la propria componente premium, ovvero quella a pagamento legata alle esperienze dal vivo. Dopo anni di gavetta e di crescita tramite le dirette streaming gratuite seguite da milioni di persone nel mondo, è giunto il momento di dedicarsi anche ai propri tifosi locali, pronti a mettere mano al portafoglio per assistere alle partite della squadra del cuore.

 

Image credits to Blizzard Press Center

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Francesco Lombardo Dal 2014 racconto il mondo dell’esport attraverso personaggi, eventi e tornei. Sia sotto il profilo geografico, con notizie dall’Italia e dall’e... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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