Oxford apre agli eSports: presto i corsi dedicati

Oxford apre agli eSports: presto i corsi dedicati

Oxford apre agli eSports: presto i corsi dedicati

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Numerose università americane hanno iniziato negli anni a interessarsi agli eSports, classificandoli a tutti gli effetti come discipline alternative agli sport tradizionali nell’acquisire crediti formativi. Alcune sono andate oltre, presentando corsi universitari dedicati al mondo dei videogiochi competitivi. La spiegazione è che gli eSports non rappresentano solo ed esclusivamente coloro che disputano i tornei come videogiocatori ma tutto un indotto al cui interno si trovano allenatori, tecnici, strateghi, team manager, preparatori atletici, nutrizionisti e mental coach.

D’altronde la popolarità delle competizioni elettroniche è ormai in netta ascesa da diversi anni e sperare di ignorare tale fenomeno sarebbe come costringersi a bendare gli occhi. Non è una moda o un’attenzione passeggera: gli eSports si stanno radicando sempre più. In tal modo il settore necessita di figure professionali preparate non solo per i tornei di oggi ma anche per quelli di domani. Quale università avrebbe potuto dare maggiore lustro a queste professioni se non una delle più antiche e prestigiose al mondo? È così che è nata la collaborazione tra la Oxford University e la Tencent, l’azienda cinese con uno dei rami eSport più estesi di tutto il globo. Detiene sia la Riot Games, publisher del conosciutissimo e giocatissimo League of Legends, che di numerosi titoli mobile, primo fra tutti Arena of Valor. Come se non bastasse possiede una quota di maggioranza della Epic Games, il publisher dietro Fortnite, il successo del momento.

La Tencent ha siglato un Memorandum of Understanding con il dipartimento del commercio internazionale del Regno Unito, al cui interno sono presenti le basi per l’accordo con la Oxford University: da una parte l’offerta di corsi per gli studenti che vogliono approcciarsi al gaming professionistico; dall’altra Oxford ospiterà tornei di eSport per agevolarne la diffusione tra i propri studenti. Un’impostazione simile a quella che sperimentano i loro colleghi universitari di York o dello Staffordshire.

In Italia i corsi universitari sono ancora inesistenti ma l’eSport inizia ugualmente a farne parte. Se da un lato la UES – University Esport Series ha portato i giocatori universitari di League of Legends a sfidarsi fra atenei italiani per affermare la propria supremazia, dall’altro sta riscuotendo sempre più successo l’iniziativa partita dalla LUISS di Roma grazie ai propri studenti ed ex-studenti che hanno dato il via al progetto Gamerwall. Cinque giovani, Gianpiero Miele, Emiliano Spinelli, Fabia Parodi, Christopher Cammarano e Nicolò Insofferenti, hanno lanciato un format di tornei competitivi all’interno delle università con l’obiettivo di “avvicinare gli studenti universitari al mondo e alla cultura del Gaming. Abbiamo ideato la miglior esperienza di videogame a misura di studente, per far sì che chiunque possa divertirsi insieme a noi.” Giovani menti che non hanno semplicemente proposto di realizzare tornei ma di mettere in palio una borsa di studio a chi raggiunge i migliori risultati sia in ambito accademico che in ambito videoludico. Partita come una semplice idea, Gamerwall si è strutturato come un torneo a tappe con un sistema di classifica innovativo. e per la seconda edizione ha in programma di ampliare l’intero progetto.

In un futuro non troppo lontano la storica regata tra Oxford e Cambridge potrebbe spostarsi su PC o console.

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Francesco Lombardo Matematica e Fisica sono la mia religione. Ho trasformato la passione per i videogiochi in una nuova professione: l'eSports reporter. Ho iniziato a oc... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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