PALIO DI SIENA 2022: L’ATTESA È FINITA, SI TORNA IN PIAZZA

PALIO DI SIENA 2022: L’ATTESA È FINITA, SI TORNA IN PIAZZA

PALIO DI SIENA 2022: L’ATTESA È FINITA, SI TORNA IN PIAZZA

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Quasi tre anni di attesa possono sembrare un tempo infinito. Con una città sospesa che bramava solo all’idea di svegliarsi ancora una volta al pensiero che la giornata che stava per cominciare avrebbe regalato una volta di più una pagina di storia che affonda le radici secoli addietro. Per Siena, tre anni senza Palio sono stati la peggiore delle punizioni possibili.

E sapere che oggi in Piazza del Campo si tornerà a vivere e respirare a pieni polmoni l’atmosfera magica della “carriera” che da sempre l’ha resa grande e illustre nel mondo è la più bella delle notizie. Tanto che in città da giorni ormai occhi, cuore e orecchi sono tutti rivolti al Palio dedicato alla Madonna di Provenzano, quello che squarcia il silenzio di un’attesa infinita e snervante, quello che segna una volta per tutte la rinascita anche delle grandi tradizioni del costume italiano, pronte a mostrarsi in tutta la loro bellezza agli occhi del mondo.

È bastato poco per far scoccare di nuovo la scintilla: la presenza del tufo in piazza, i colori delle bandiere lungo strade e palazzi, la gioia di vivere appieno un’emozione che mancava da troppo tempo.

ISTRICE E CIVETTA, UN’ESCLUSIONE DOLOROSA (MA NECESSARIA)

La verbena, la pianta che cresce in Piazza del Campo, così come amano cantare e ricordare i senesi, è lì al suo posto. Ma il primo Palio post Covid rappresenta più di una rinascita, benché a correrlo paradossalmente saranno appena 8 contrade anziché le 10 previste dal regolamento: Istrice e Civetta sono state escluse dalla commissione veterinaria, che ha ritenuto che i cavalli assegnati alle due contrade (Vankook e Schietta, entrambi esordienti in piazza) non fossero in grado di partecipare alla “carriera” in quanto avevano riportato danni per via delle cadute in cui erano incorsi durante le prove dei giorni scorsi.

Una situazione che è sfociata in una protesta piuttosto accesa da parte dei contradaioli della Civetta, che hanno fatto ritardare la partenza della Provaccia, l’ultima in programma prima del Palio (previsto alle ore 19), ma che pure hanno dovuto accettare la decisione del sindaco Luigi De Mossi, annunciata in conferenza stampa a mezzogiorno. Sarà dunque una mossa teoricamente più snella quella che attende il neo mossiere Renato Bircolotti, alle prese con le sole 8 contrade rimaste: Bruco, Chiocciola, Drago, Leocorno, Lupa, Pantera, Torre e Valdimontone.

TORRE, DRAGO E PANTERA: LE FAVORITE SONO LORO

Parlare di favoriti è quanto mai un azzardo quando di mezzo ci va il Palio. Perché raramente il pronostico viene rispettato, dal momento che il ventaglio di opzioni che possono incidere durante le fasi di avvicinamento alla mossa (a partire dall’estrazione dell’ordine di entrata nei canapi) è assai ampio e tale da far saltare spesso previsioni e progetti.

Nella fattispecie l’incertezza regna ancora più sovrana pensando al fatto che il lotto dei cavalli partecipanti è composto quasi per intero da esordienti, con pochi spunti per capire come potranno reagire una volta scesi su tufo. Il borsino delle accoppiate, rituale dei giorni che precedono il Palio, indica nell’accoppiata della Torre composta da Jonathan Bartoletti (detto Scompiglio) e il cavallo Viso d’Angelo il possibile binomio da battere, peraltro ben comportatosi nelle quattro prove effettuate.

Il rivale più accreditato potrebbe essere rappresentato dal Drago che presenta Giovanni Atzeni (Tittia), il fantino più vincente tra quelli in piazza (7 vittorie, più quella del 2019 con la Selva ma dopo che era stato “scosso” da Remorex), e il promettente cavallo Zio Frac. La Pantera, che ha affidato a Elias Mannucci (Turbine) l’unico cavallo che ha già corso un Palio, cioè Una per Tutti (l’altro era Vankook dell’Istrice, ma come detto non sarà della “carriera”), nelle prove è stato quello che ha impressionato maggiormente, mentre l’esordiente Antonio Mula (Shardana) su Vitzichesu potrebbe rappresentare l’outsider, con il Valdimontone che parte a fari spenti ma con qualche buona velleità.

L’esclusione forzata di Istrice e Civetta ha esaurito anche le cosiddette rivalità in piazza, cioè la presenza contemporanea di due contrade tra loro rivali: dovevano essere Istrice-Lupa e Civetta-Leocorno, ma a questo punto ognuna delle 8 rimaste potrà fare la corsa solo su se stessa, senza dover controllare una rivale. Anche se poi certe dinamiche interne al Palio restano ai più sconosciute, con accordi trasversali di cui chi osserva da fuori (cioè il resto del mondo) non è mai a conoscenza.

ADDIO MAMMA RAI, IL PALIO VA SU LA7 (CON PARDO)

Il primo Palio del terzo decennio del terzo millennio si propone dunque come un Palio di rottura rispetto al passato, un elemento interpretato già a partire dalla scelta di un lotto di cavalli praticamente tutti all’esordio (e in linea teorica rivisto al ribasso come qualità, ma questo è tutto da vedere).

Un’altra grande novità è rappresentata dal cambio di rete nella trasmissione della diretta nazionale: la Rai, che solo nel 1995 aveva saltato la copertura del Palio, è stata sostituita da La7, che per l’occasione ha voluto in cabina di commento nientemeno che Pierluigi Pardo, “prestato” per un giorno dal mondo del calcio ma pronto a fare la sua parte. Dopotutto quella di Siena è una “carriera” che più di qualunque altra ha saputo costruirsi un vissuto e un’identità anche al di fuori dei confini locali: è un patrimonio dell’Italia, ma anche e soprattutto una rappresentazione di una storia lunga secoli che non conosce tramonto.

(Credits: Getty Images)

(1984)

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