RUGBY TEST MATCH: IN GEORGIA L’ITALIA SI GIOCA UN PEZZO DI FUTURO

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RUGBY TEST MATCH: IN GEORGIA L’ITALIA SI GIOCA UN PEZZO DI FUTURO

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Non è una finale, per carità, ma forse è persino più importante di una finale. Perché quando si scende in campo per una partita di rugby c’è sempre qualcosa per cui valga la pena di lottare. Stavolta però è diverso: a Batumi l’Italia di Kieran Crowley si gioca un pezzo del proprio futuro, e non è affatto un modo di dire.

Perché la Georgia è la perfetta rappresentazione del nuovo che avanza, della nazionale che più di tutte spinge per entrare a far parte dell’elite continentale, tanto che da anni si sente dire che prima o poi arriverà il giorno in cui le porte del VI Nations si apriranno per far posto ai georgiani, e che magari saranno proprio gli italiani a far loro spazio.

Questa data sul calendario a Tbilisi l’hanno cerchiata col rosso da chissà quanto tempo: battere l’Italia darebbe una spinta enorme ai propositi dei “Lelos” di spodestare la nazionale azzurra dal gotha del rugby europeo, anche se tra il dire e il fare al solito ci passa in mezzo il mare. Ma sarebbe un segnale forte che finirebbe per scuotere anche l’ambiente italiano: perdere all’Adjabaret Arena potrebbe rivelarsi peggio di qualunque altra sconfitta recente (e ce ne sono state fin troppe) del rugby di italica virtù. E perché no, persino terremotare una federazione che non gode di tutta questa stima da parte del movimento nazionale.

LA SPINTA DEI GEORGIANI VERSO IL XV NATIONS

Il fatto di aver “accettato” di andare a sfidare a casa loro proprio i temuti rivali che vorrebbero fare le scarpe all’Italrugby è di per sé una dichiarazione “di sfida” da parte della nazionale di Crowley. Che nelle vittorie contro Portogallo e Romania ha seminato i soliti dubbi che da tempo immemore ormai ne costellano il cammino. Fare filotto e conquistare la terza vittoria su altrettanti test match estivi avrebbe certamente un effetto corroborante e darebbe credito al lavoro sin qui svolto dal coach neozelandese, salito sul proscenio a partire dal luglio del 2021. Che poi, a voler essere pignoli, sarebbero quattro le vittorie consecutive, pensando all’incredibile rimonta piazzata a Cardiff a fine marzo nell’ultima sfida di VI Nations.

Quattro vittorie di fila la nazionale azzurra non le mette in fila da una vita, a differenza di una Georgia che in una certa misura è più abituata a vincere, poiché spesso e volentieri il livello delle avversarie affrontate è notevolmente inferiore. Ma questa non è una partita come le altre per i georgiani, che dopo aver mandato segnali inequivocabili al resto del mondo durante la Coppa del Mondo 2015, battendo Tonga e facendo soffrire pure gli All Blacks, e dopo aver sfiorato una clamorosa vittoria in casa del Galles nel 2017, negli ultimi anni hanno proseguito il loro percorso di crescita, chiedendo sempre maggiore considerazione.

MISCHIA E FISICITÀ, ECCO I PUNTI DI FORZA DEI “LELOS”

La Georgia ha tutto per poter rendere la vita dura all’Italia: una mischia chiusa tra le più forti a livello mondiale, punti d’incontro efficaci che fanno delle proprie seconde e terze linee delle piccole Maginot contro le quali è fin troppo facile andare a sbattere il muso. E in generale è una squadra sufficientemente esperta per affrontare ogni battaglia con la giusta concentrazione e la fame che solo nazionali emergenti sanno di avere, un po’ come accadeva con l’Italia degli anni ’90.

La fisicità dei “Lelos” è la prima chiave di lettura di una sfida che per il XV azzurro si presenta tutt’altro che priva di incognite, ma che dovrà vedere Lamaro e compagni pronti a non lesinare alcuno sforzo. Per quanto visto contro Portogallo (vittoria stretta e per nulla convincente) e Romania (successo ben più limpido e ampio), a livello di fisicità questa nazionale offre ampie garanzie, che pure dovranno essere corroborate dal gioco al piede e dalla capacità di costringere i georgiani a ripiegare spesso nella loro metà campo, andando a prenderli alti.

E proprio Michele Lamaro, capitano azzurro, sa perfettamente cosa servirà fare:

“Dovremo essere dentro la partita sin dal calcio d’inizio e non lasciare in alcun modo l’iniziativa ai nostri avversari. La Georgia è una squadra che fa della mischia il suo punto di forza, noi però dovremo solo entrare in campo concentrati e pensare a fare bene le nostre cose. Rispetto a 4 anni fa la pressione sarà molto di più sulle nostre che sulle loro spalle: sarà una prova di maturità e dovremo farci trovare pronti, dimostrando anche di essere cresciuti tanto dopo le vittorie contro Galles, Portogallo e Romania. Ma personalmente non mi hanno mai infastidito le voci su un possibile avvicendamento tra noi e la Georgia nel VI Nations: loro stanno dominando il torneo delle restanti nazionali, ma noi dobbiamo solo pensare a fare il nostro”.

AVANTI CON GARBISI E ALLAN ALL’APERTURA

Crowley, che deve rinunciare a Zuliani per via di un colpo ricevuto nell’ultimo test match a Bucarest, riproporrà Ruzza in terza linea al pari di Halafihi e procederà con Tommaso Allan all’apertura e Alessandro Garbisi mediano di mischia. Rispetto alla gara con la Romania si rivede Nacho Brex al centro accanto a Zanon, con capitan Lamaro a completare la terza linea e Fischetti che rileva Nemer nel ruolo di pilone.

Si va avanti nel solco già tracciato nelle ultime uscite, con Crowley che si affida una volta di più alla linea verde per cercare di allontanare lo spettro di essere incalzato dalle spinte di grandeur georgiane. L’obiettivo dell’Italia è di arrivare pronta e preparata alla Coppa del Mondo 2023, e non sarà certo una singola partita a spostare gli obiettivi. “Rispetto e credibilità”: questa è l’unica cosa di cui gli azzurri oggi sentono di avere bisogno. Appuntamento alle 18, diretta su Sky Sport.

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Redazione Redazione SNAI Sportnews... VAI ALLA PAGINA AUTORE