Un mondiale d’Oro

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Un mondiale d’Oro

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Dal 9 settembre al 20 ottobre abbiamo vissuto la bellezza di 40 giorni mondiali.

Prima il mondiale maschile tra Italia e Bulgaria, poi quello femminile in Giappone.

Ed è proprio delle ragazze che vogliamo parlare oggi, di quelle giovani giocatrici che ci hanno fatto battere il cuore rendendoci orgogliosi di appartenere ad una Nazione che ha dato i natali a questi fenomeni di cui oggi tutto il mondo parla.

Hanno combattuto come vere guerriere, portando la finale al tie break, perché doveva andare così, dovevano arrivare fino lì, fino all’ultimo respiro, finché avevano ancora la forza di saltare, ricevere, schiacciare.

La forza, quella che le ha accompagnate fino alla finale contro il mostro Serbia.

Hanno iniziato il loro cammino un po’ in sordina, si stava ancora giocando il mondiale maschile a Torino e le ragazze sono partite per il Giappone senza quel tipo di supporto che si meritano. A loro, però, non è importato. Loro sanno di esse lì solo ed esclusivamente per la maglia che stanno indossando.

Cominciano a collezionare nove punti con Bulgaria, Canada e Cuba.
Poi tocca al faticoso match contro Turchia, ma per bravura delle Azzurre, il fischio finale ha segnato un’altra vittoria. Continua il ciclo più che positivo anche contro Cina, Azerbaigian e Thailandia, fino ad arrivare a quelle forti per davvero: Russia, Stati Uniti e Giappone. Ancora altre, altre ed altre vittorie
Adesso sì che l’Italia presta attenzione a queste ragazze che stanno portando con orgoglio i nostri colori nel mondo. Poi troviamo la Serbia che ci ha portato alla prima sconfitta del mondiale, fortunatamente senza conseguenze, se non giusto la forza di rialzarsi e tirare fuori subito i denti. Ed è proprio quella voglia di riscattarsi, quel cuore pieno d’amore per questo sport che nella semifinale contro la Cina, le nostre guerriere riescono nell’impresa e battono la Cina facendoci staccare quel benedetto biglietto per la finale che aspettavamo tutti da ben sedici anni.

Sedici anni, sedici. Queste ragazze hanno portato l’Italia a conquistare una medaglia in una rassegna iridata e lo ha fatto con una squadra giovanissima che va dai 17 ai 23 anni, senza dimenticare le veterane De Gennaro, Bosetti e Ortolani.

In Nazionale, oggi abbiamo niente di meno che Ofelia Malinov, miglior palleggiatrice, Miriam Sylla, una delle due migliori Bande, Paola Egonu, miglior opposto e Monica De Gennaro, miglior libero.

È un argento dal sapore d’oro. Lo sanno loro, l’abbiamo capito noi: questo è un punto di partenza.

Le ragazze terribili hanno avuto un grande condottiero, Davide Mazzanti, che ha sofferto con loro, faticato con loro e sognato con loro. Volevano questa finale e l’hanno ottenuta e ciò ci fa capire quanto ancora hanno da crescere le ragazze e quanto noi possiamo ben sperare. Dopo due anni di lavoro, hanno giocato una finale mondiale contro una spaziale Serbia, arrivando a perdere al tie break.

Cosa possiamo dire di fronte a tutto questo se non un grande, immenso GRAZIE?

Questi eventi, ci fanno capire quanto l’unione faccia la forza. Le ragazze sono unite, molto unite, esattamente come lo sono i ragazzi. La Nazionale italiana di pallavolo è forte e tornerà a brillare perché, tra le campionesse, ce n’è una che ci ha fatto elettrizzare: Paola Egonu.

Questa ragazza classe 1998, ci ha regalato la bellezza di 324 punti siglati nel torneo, nessuno meglio di lei. 275 schiacciate, 26 muri e 23 ace. Numeri da far girare la testa. Chi non si sentirebbe orgoglioso di avere in nazionale una tale fuoriclasse???

 

In un modo che è il calcio a farla da padrone, vedere campioni di altri sport è pur sempre una ventata d’aria fresca.

La nazionale italiana di pallavolo ha da sempre tirato fuori grandi nomi come Lucchetta, Giani, Anastasi, Fei e Piccinini, Cacciatori, Lo Bianco, Rinieri.

Oggi abbiamo Ivan Zaytsev, il capitano della Nazionale, con il servizio da record mondiale con 134 km/h in battuta, un signor palleggiatore dal nome Simone Giannelli, Simone Anzani, Daniele Mazzone e per le femmine Miriam Sylla, Paola Egonu, Cristina Chirichella, Ofelia Malinov, Monica De Gennaro, Lucia Bosetti e ancora e ancora.

Sarebbe bellissimo vedere bambini con addosso la maglietta di qualche squadra di pallavolo e non solo quella di calcio.

Si sente spesso dire in giro che non esistono sport oltre il calcio, ma questi quaranta giorni ci hanno fatto capire che non è così, c’è un meraviglioso mondo oltre il calcio, un mondo che ci fa vincere medaglie e porta alto il nome ITALIA in tutto il mondo.

Sì perché per fortuna, ogni tanto, si sente parlare anche bene della nostra Nazione!

Un’ultima annotazione. Non è nostra abitudine nascondere le cose e non cominceremo adesso.

Abbiamo sentito delle polemiche circa il rilievo dato a Paola Egonu solo a causa del colore della pelle e non della sua bravura, a scapito delle altre ragazze.

Non capiamo queste polemiche perché noi abbiamo visto un solo colore, quello della forza, della determinatezza e della professionalità di queste splendide ragazze.

Forza Azzurre, avanti così!

Credits: Getty Images

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Greta Torri Son giovane, tifosa, appassionata di storia del calcio e delle tifoserie. Gli steward degli stadi di tutta Europa mi fanno “ciao”. Forse ho esager... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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