Italvolley Fefè De Giorgi

Italvolley Fefè De Giorgi

Quando il 29 agosto 2025 l’Italvolley maschile scendeva in campo al Pala Gianni Asti di Torino per la Fipav Cup Men Elite contro la Germania, l’atmosfera era ben diversa rispetto ai trionfi degli ultimi anni. I campioni del mondo 2022 e quarti classificati alle Olimpiadi di Parigi 2024 avevano cominciato la preparazione al Mondiale maschile 2025, in programma nelle Filippine dal 12 al 28 settembre, con la consapevolezza di dover rinunciare a un tassello chiave: Daniele Lavia.

Non solo: l’universo del volley italiano si è scoperto improvvisamente vulnerabile di fronte a una serie di infortuni che hanno messo in discussione la preparazione e hanno riacceso antiche tensioni tra club e Nazionale.

Il 21 agosto 2025 l’Italvolley perde improvvisamente il suo schiacciatore titolare. Secondo la nota della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), Lavia stava svolgendo un esercizio di pesistica quando ha perso l’equilibrio: cadendo da un plinto mentre impugnava un peso da 15 kg, il manubrio gli è caduto sulla mano destra.

L’infortunio di Daniele Lavia: la scintilla della polemica

La federazione riferisce che l’atleta ha riportato fratture alle dita, lesioni tendinee e cutanee. Sottoposto a un intervento di ricostruzione durato tre ore, è stato dimesso dopo un breve ricovero ma la prognosi prevede un lungo periodo di riabilitazione. Lavia, che negli ultimi tre anni era diventato il simbolo della nazionale dovrà stare fermo tre mesi e deve così salutare il Mondiale 2025.

La ricostruzione dell’incidente fornita da FIPAV ha scatenato l’ira di Bruno Da Re, direttore generale di Itas Trentino, il club proprietario del cartellino di Lavia. In diverse interviste il dirigente parla di “dinamica assurda”: secondo Da Re, un giocatore reduce dai carichi di allenamento estivi non avrebbe dovuto eseguire quel tipo di esercizio e, scivolando, “un peso da 15 kg gli è caduto sulla mano, maciullandogli due dita”, ha detto a il “T Quotidiano”.

Il dirigente rimarca che l’infortunio poteva essere evitato e che il club si riserva di chiedere un risarcimento per i danni sportivi subiti.

Da Re punta il dito contro l’assenza di un’assicurazione che copra i giocatori 12 mesi all’anno e accusa la federazione di responsabilità. Dall’altra parte, il presidente FIPAV Giuseppe Manfredi risponde che gli atleti sono coperti da assicurazioni federali durante gli impegni con la Nazionale e che non è possibile garantire la copertura per tutto l’anno. Manfredi ribadisce la disponibilità a discutere eventuali risarcimenti, ma respinge le accuse di negligenza. Il CT De Giorgi definisce l’incidente una “sfortuna”, sottolinea che “infortuni di questo tipo possono capitare” e che la squadra dispone di alternative valide.

Italvolley, la catena di infortuni: Giovanni Gargiulo 

Da Re, nelle sue parole, ha rimarcato anche l’inadeguatezza degli allenamenti: “Quell’esercizio non doveva proprio farlo, non in quel momento, non in quelle condizioni. È stata una dinamica assurda”. Il tema si intreccia con un calendario sovraccarico di impegni: tornei nazionali, coppe europee, VNL e grandi eventi internazionali. E i dubbi sulle scelte di allenamento non si sono placate: Marcello Poli, presidente di Trento volley, ha commentato così nelle parole riportate da Il Dolomiti: “Se il fatto in sé può essere riconducibile alla casualità, c’erano comunque solidi motivi per cui era opportuno che l’atleta sabato mattina non fosse a fare pesi in palestra. Si trattava fra l’altro dell’ultima sessione di allenamento del collegiale, ininfluente ai fini della preparazione al Mondiale. C’era veramente bisogno di metterlo in una situazione simile?”.

La sfortuna non si ferma a Lavia. Durante la Fipav Cup Men Elite di Torino, torneo amichevole organizzato per testare la squadra prima del Mondiale, altri due azzurri escono malconci dagli allenamenti e dalle partite. Giovanni Gargiulo, centrale protagonista nella Nations League 2025, subisce una distorsione alla caviglia destra con lesione capsulo-legamentosa anche lui nel corso di un allenamento; la federazione comunica che il giocatore è stato messo a riposo e sarà valutato nei giorni successivi. La lesione è considerata seria e richiede almeno tre settimane di stop; diversi media parlano di forfait quasi certo per il Mondiale.

I guai di Yuri Romanò

Quasi contemporaneamente arriva la notizia dell’infortunio dell’opposto Yuri Romanò. L’azzurro, uno dei protagonisti del titolo olimpico 2024, soffre di uno stiramento al vasto mediale della coscia sinistra. La FIPAV specifica che l’infortunio è più lieve: Romanò sta seguendo un programma di lavoro differenziato e verrà valutato per capire se potrà tornare in gruppo. Tuttavia, per precauzione viene escluso dalle partite della Fipav Cup e la sua partecipazione al Mondiale resta un’incognita.

Questa ennesima tegola scatena un’altra ondata di polemiche. Gli infortuni di Gargiulo e Romanò sono avvenuti durante sedute di allenamento particolarmente intense, tanto da creare il sospetto di allenamenti sbagliati che favoriscono gli infortuni.

Il presidente di Trentino Volley Poli, nell’intervista a Il Dolomiti, la vede così: “I nostri giocatori hanno dovuto – obbligatoriamente – frequentare dei corsi di formazione. Questo a mio avviso dovrebbe essere ripetuto in sede di Nazionale, che per lungo periodo deve tutelare la sicurezza degli atleti. Si dovrebbe aver verificato ad esempio se il plinto fosse a norma, se la disposizione degli attrezzi in palestra soddisfacesse i requisiti di sicurezza. Ripeto: la questione degli infortuni degli atleti, mentre sono impegnati con la Nazionale, è stata fino ad oggi affrontata forse con scarsa considerazione, senza aver provato a risolvere in modo strutturale le problematiche che ci sono state e che, purtroppo, anche in futuro ci saranno. E’ ora di farlo, non solo per la situazione contingente che riguarda a Daniele Lavia e a Trentino Volley, ma per mettere in tranquillità tutte quelle società che contribuiscono con i loro atleti alle fortune della Nazionale”

Italvolley, le (poche) alternative

L’assenza di Lavia apre un vuoto pesantissimo nello schieramento: lo schiacciatore era un punto fermo della linea offensiva. Al suo posto, il ct ha convocato Francesco Sani, giovane di belle prospettive, e rilanciato Mattia Bottolo, chiamato a step di crescita improvvisi.

Con Lavia out, lo starting six vede Alessandro Michieletto e Mattia Bottolo (quest’ultimi indiziato di prendere il posto di Lavia) in banda; come alternative sono stati convocati Luca Porro e Francesco Sani, giovane schiacciatore che prima della Fipav Cup era considerato una riserva ma ora sale nelle gerarchie. Il lungo elenco dei preconvocati includeva anche Rokas Recine e Davide Gardini, ma al momento della Fipav Cup sono rimasti fuori dal gruppo.

Per completare il reparto dei centrali, De Giorgi dispone di Galassi, Anzani, Russo e, se recupererà, Gargiulo; qualora il numero 16 dovesse dare forfait, il posto nelle convocazioni mondiali potrebbe essere di Giovanni Sanguinetti. Sui due diagonali, il regista Simone Giannelli è affiancato dal secondo palleggiatore Riccardo Sbertoli, mentre come opposti figurano Kamil Rychlicki e Romanò. In caso di assenza di quest’ultimo, l’unico opposto disponibile diventerebbe Rychlicki, e la federazione sta valutando la convocazione di Alessandro Bovolenta, figlio d’arte del grande Andrea, come possibile rinforzo. I liberi sono Fabio Balaso e Leonardo Pace, già rodati nelle competizioni internazionali.

La Fipav Cup come banco di prova: oggi l’ultimo test con l’Olanda, dove vederlo in TV

La Fipav Cup Men Elite a Torino è stata l’ultimo vero test prima della partenza per l’Asia. Dopo il 3-1 alla Turchia, con Rychlicki miglior marcatore e Bottolo già positivo, gli azzurri hanno piegato 3-0 la Germania, mostrando progressi nella gestione del gioco. Il 31 agosto è previsto l’ultimo match con l’Olanda, prima del taglio finale dei convocati. Il match è in programma oggi alle ore 18 e sarà trasmesso in diretta da RaiSport e Discovery +. Dopo questo match, gli azzurri si trasferiranno in Giappone dove affronteranno i padroni di casa in due amichevoli.

Italvolley, il calendario del Mondiale

Il Mondiale 2025 si disputa nelle Filippine dal 12 al 28 settembre. L’Italia è inserita nel girone B con Algeria (14 settembre), Belgio (16 settembre) e Ucraina (18 settembre). Le prime due classificate di ciascun girone accedono alla fase a eliminazione diretta. L’obiettivo minimo è la qualificazione ai quarti, ma gli azzurri, campioni in carica, puntano alla riconferma.

Nonostante la sfilza di infortuni, De Giorgi ribadisce che l’Italia rimane tra le favorite. Accanto al carisma e alla regia di Giannelli, l’attacco può contare sulla potenza di Michieletto e sull’esperienza di Bottolo, mentre la diagonale Giannelli-Rychlicki, testata nella Fipav Cup, sembra garantire punti importanti. In difesa, l’affidabilità del libero Balaso e l’esperienza di Anzani ai centrali offrono una base solida. Le incognite riguardano la convocabilità e l’eventuale tenuta fisica degli atleti che rientrano da infortuni (Romanò e Gargiulo) e l’inserimento dei giovani Sani e Porro nei momenti decisivi.

Un mondiale in salita

L’Italia si presenterà nelle Filippine con il titolo da difendere, ma senza certezze. De Giorgi ha parlato di “squadra che deve restare compatta” e ha escluso che si possa ridurre l’obiettivo a una sola medaglia. Il messaggio è chiaro: nonostante le assenze, l’Italia deve giocare per vincere.

Resta il dubbio se il talento e l’entusiasmo dei giovani potranno compensare la perdita di pedine così importanti. La preparazione travagliata, tra infortuni e polemiche, ha reso questo cammino verso il Mondiale molto più accidentato del previsto.

(Credit: Getty Images)