BARCELLONA-OLIMPIA MILANO, AL PALAU BLAUGRANA SOGNANDO L’IMPRESA

BARCELLONA-OLIMPIA MILANO, AL PALAU BLAUGRANA SOGNANDO L’IMPRESA

BARCELLONA-OLIMPIA MILANO, AL PALAU BLAUGRANA SOGNANDO L’IMPRESA

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Per ora la Spagna parla italiano: il blitz della Virtus a Madrid è il miglior viatico possibile per provare a spingere anche l’Olimpia verso l’impresa, anche se al Palau Blaugrana non è facile per nessuno riuscire a portar via la posta. Ma questa versione di Milano, seppur orfana chissà per quanto tempo di Shavon Shields, ha dimostrato di non temere il calore di certi palazzetti: le vittorie recenti contro Partizan e Bayern stanno lì a raccontare di ciò di cui è capace la formazione di Messina, che in casa di un Barcellona un po’ raffazzonato cercherà di imprimere un’altra bella accelerata al suon sin qui onesto e certamente positivo cammino europeo.

Shields non si sostituisce tanto facilmente, e la sconfitta patita in campionato a Venezia sta lì a dimostrarlo. Ma l’Olimpia ha i mezzi per riuscire a venirne a capo: aspettando il rientro di Mitrou-Long (sempre più vicino), e col solo Baldasso ancora out (Datome è già rientrato), in Catalogna l’obiettivo è quello di sempre, cioè cercare di puntare al bersaglio grosso. Anche perché il Barça non è che se la stia passando benone, e avrà tutta la pressione addosso nel dover cercare a tutti i costi di vincere.

 

DIFENDERE SU TUTTA LA LINEA: LA RICETTA DI MESSINA

Nikola Mirotic è il grande assente di serata: i catalani gli hanno costruito un vestito su misura, ma nel momento in cui hanno deciso di toglierlo dall’armadio si sono accorti che manca proprio il… modello che avrebbe dovuto indossarlo. Jasikevicius, coach amante della difesa, non è comunque impreparato: il Barça ha tanta fisicità nel reparto lunghi e la capacità di saper sopperire con talento e classe a certe mancanze. Uomini chiave? Laprovittola e Oscar Da Silvia, ma anche Abrines, Sanli e Vesely. E pure a Tomas Satoranski: vero, il ceco dovrà soprattutto buttare un occhio nella propria metà campo, perché Kevin Pangos potrebbe fargli girare la testa, ma rimane una pedina molto temibile e da limitare, nel limite del possibile.

A Milano comunque le carte per rispondere non mancano: Baron ha dimostrato di poter essere affidabile in entrambi i lati del campo, Thomas è chiamato ad alzare ulteriormente il suo livello, e mai serata sarebbe più indicata, visto che nel ruolo di ala piccola al momento è lui il titolare, con Datome abile e arruolabile per una manciata di minuti appena. Sperare nella solita prestazione top di Nick Melli è abbastanza scontato, ma a Barcellona si vince di squadra, non certo con i singoli. E Messina ha dettato le sue condizioni.

“Circolazione di palla, difesa in post basso e massima attenzione sui tagli dei lunghi verso il post alto. Chiaro che contro squadre così forti e profonde è dura riuscire a fare la partita che vorresti, ma difendendo a tutto campo e mettendoci intensità per 40’ potrebbe venirne fuori qualcosa di buono”.

 

(Credits: Getty Images)

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