BRESCIA-SASSARI PLAYOFF GARA 2: LA LEONESSA VUOL RUGGIRE ANCORA

BRESCIA-SASSARI PLAYOFF GARA 2: LA LEONESSA VUOL RUGGIRE ANCORA

BRESCIA-SASSARI PLAYOFF GARA 2: LA LEONESSA VUOL RUGGIRE ANCORA

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Quel che hanno fatto Amedeo Della Valle e Naz Mitrou-Long nella gara che ha aperto la campagna play-off della Germani Brescia è già nella storia: 30 punti la guardia italiana, 24 il play di origini trinidadiane ma con passaporto canadese e greco, record assoluto di franchigia per una gara di post season (54 punti combinati da quelle parti chi l’aveva mai visti?) e monito forte e chiaro all’indirizzo di una Dinamo alla quale non è bastato accendersi a più riprese per arginare lo strapotere offensivo della Leonessa.

Che magari avrà concesso qualche canestro di troppo agli avversari, ma che rimane indiscutibilmente padrona del proprio destino. E che stasera in gara 2 (palla a due alle 20,30, diretta su Eurosport 2) punta a indirizzare definitivamente una serie che per quanto fatto vedere nella gara d’esordio ha dimostrato di voler chiudere in fretta.

Brescia ha fatto la parte del leone (e non potrebbe essere altrimenti…) soprattutto perché l’attacco ha girato che è una meraviglia, scendendo appena al di sotto del 50% ma riuscendo comunque a far male quando c’era da scuotere la retina, e impedire così a Sassari di rimettersi in carreggiata e ricucire il gap.

Eppure per i ragazzi di coach Bucchi non è stata una disfatta: certo il 72% da due (24/33 in area) avrebbe meritato un epilogo differente, che tale non è stato reso possibile dalla sterilità del tiro dall’arco (7/25). E sarà questa una possibile chiave di lettura del secondo atto della serie: se non entreranno nemmeno stavolta i tiri da fuori, per i sardi il compito potrebbe rivelarsi davvero improbo.

ATTACCO SUPER, MA COACH MAGRO VUOLE PIÙ DIFESA

In casa bresciana però nessuno si illude: sarà una serie lunga, anche perché Andrea Magro sa perfettamente quanto certe partite possano cambiare direzione in un amen.

La prima partita è sempre particolare, anche perché per una squadra giovane come la nostra era difficile capire cosa attendersi e soprattutto come avremmo reagito una volta entrati in campo. L’approccio è stato ok, ci siamo presi i nostri rischi, accettando di andare spesso uno contro uno e soprattutto difendendo bene sul perimetro, così da evitare loro di tenere una media elevata a livello di assist (Sassari entrava nella partita con oltre 20 di media). Ma è stata solo gara 1, e dalla prossima si riparte di nuovo da 0-0. Era importante partire col piede giusto, lo è forse di più riuscire a far valere le proprie ragioni nel secondo atto di una serie che secondo me sarà lunga e tortuosa.

Una serie aperta un po’ come tutte le altre di questi quarti di finale con qualche polemica arbitrale di troppo:

Bisognerebbe capire bene qual è il metro arbitrale che viene usato. Diciamo che dobbiamo adattarci tutti a una situazione diversa rispetto alla regular season, ma in effetti se uno legge il tabellino di gara 1 pare che sia stata una battaglia dai toni decisamente troppo elevati, quando in realtà c’è stato agonismo, ma forse non tale da giustificare tutti quegli antisportivi e quei tecnici fischiati.

Brescia però ha saputo tenere i nervi saldi e ha trovato anche punti pesanti da John Brown III, che proprio a causa dei problemi di falli di qualche compagno è dovuto restare sul parquet molti più minuti rispetto a quanto inizialmente preventivato (27’, solo ADV e Mitrou-Long sono rimasti in campo più a lungo). Se poi si vuol trovare una chiave di volta del match, citofonare a Christian Burns: 4 punti, un rimbalzo e un assist in 14’, ma un +18 di plus/minus che ha fatto tutta la differenza di questo mondo.

BUCCHI E IL BICCHIERE MEZZO PIENO (CHE NON BASTA)

Sassari non è spalle al muro (e ci mancherebbe), ma deve mettere a posto qualche ingranaggio se non vuol mettere un piede e mezzo fuori dai play-off già dopo i primi 96’ di battaglia. Intanto limitare la combo di casa Leonessa: concedere altri 54 punti (e 14 assist) rappresenterebbe un problema enorme e di non facile soluzione.

Meglio allora volgere lo sguardo anche alle note liete: l’impatto sulla serie di Bilan, autore di 15 punti e 7 rimbalzi e capace soprattutto di mettere ferro a fuoco la difesa di casa, è la pietra angolare sulla quale costruire la rimonta. E anche Burnell ha mandato segnato importanti, costringendo spesso la Germani a raddoppiare in post basso e creare le condizioni per armare le guardie sul perimetro.

La Dinamo in gara 1 è stata resiliente quanto basta, arrivando persino a -4 e ad avere un paio di tiro wide open per avvicinarsi ulteriormente negli ultimi 100 secondi di partita.

Il bicchiere è mezzo pieno – ha commentato Bucchi dopo gara 1 – perché tutto sommato siamo sempre rimasti aggrappati alla partita, pur se nel secondo quarto ci siamo complicati la vita da soli con troppe palle perse. La prima partita è sempre particolare, anche l’arbitraggio mi ha lasciato un po’ perplesso, ma noi abbiamo fatto un grosso sforzo per rendere la vita dura ai nostri avversari e ora dovremo cercare di fare di più per aumentare le nostre chance di tornare in Sardegna sull’1-1.

Auspicando che la serata storta di Gerald Robinson diventi presto un ricordo: le chance della Dinamo passano anche e soprattutto dalle mani del suo play.

(Credits: Getty Images)

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