EUROCUP VIRTUS BOLOGNA-BURSASPOR: LA NOTTE DELLE V NERE PER PRENDERSI L’EUROLEGA

EUROCUP VIRTUS BOLOGNA-BURSASPOR: LA NOTTE DELLE V NERE PER PRENDERSI L’EUROLEGA

EUROCUP VIRTUS BOLOGNA-BURSASPOR: LA NOTTE DELLE V NERE PER PRENDERSI L’EUROLEGA

378
0

Questa è la notte, questo è il momento che la Bologna del basket, quella targata V nere, aspettava da almeno 20 anni: di nuovo una finale continentale, di nuovo un’opportunità per rimettere piede nel gotha della pallacanestro europea passando dalla porta principale, perché questo è ciò che il popolo bianconero brama di ritrovare dopo aver rimesso la propria bandiera sulla vetta del movimento nazionale con lo scudetto conquistato nella passata stagione.

Bologna sogna, almeno quella di fede virtussina (in casa Fortitudo, invece, dopo la retrocessione è grande il timore per un altro boccone amaro da ingoiare), che stasera alle 20,30 alla Segafredo Arena proverà a spingere i propri beniamino verso l’impresa contro i turchi del Bursaspor. Giocare la finale sul parquet amico è certamente un vantaggio, ma non tale da mettere al riparo i ragazzi di Sergio Scariolo da tutti i potenziali rischi del caso.

Stasera però vincere non è la cosa più importante, è semplicemente un dovere: per la storia e il blasone delle V nere, per il bene del basket italiano (che attende ancora di alzare al cielo la prima Eurocup della sua storia), soprattutto per garantirsi finalmente un posto nell’Eurolega 2022-23, assegnato a chi conquista la competizione. Lo scorso anno la Virtus ci andò vicino, costretta però alla resa in semifinale da Kazan.

Stavolta un altro ko. non è contemplato: l’obiettivo preminente della stagione era qualificarsi per la prossima Eurolega, e tutto passerà dai 40’ (più eventuali supplementari) più lunghi della stagione.

BURSASPOR, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Che Bologna si favorita è fuori discussione: ha vinto entrambi i precedenti stagionali, soprattutto ha fatto vedere di star bene, cosa non di poco conto quando ci si ritrova davanti al mese più bello e dannato della stagione, con i play-off scudetto al via domenica prossima (è Pesaro la rivale della Virtus nei quarti). Arrivare alla post season nazionale con il pass già staccato per l’Eurolega che verrà è molto più di un proposito, ma il Bursaspor non è salito in Emilia a fare la vittima sacrificale.

Quella turca è squadra di talento, anche se non in abbondanza come quello a disposizione di Scariolo. Ha una predilezione piuttosto marcata per il gioco offensivo, potendo peraltro contare su elementi particolarmente efficaci dall’arco, vedi gli americani Needham e Andrews (entrambi tirano col 50%). Una squadra che non era per nulla attesa sul palcoscenico della competizione ma che s’è fatta largo a piccoli passi, arrivando con viva sorpresa di tanti addetti ai lavori all’epilogo del torneo e lasciando intendere di avere i mezzi per continuare a stupire.

Il tutto, va rimarcato, non potendo più contare da metà stagione in poi su Allerik Freeman (che viaggiava a 20 punti di media, tirando col 44% da tre: è andato a febbraio al CSKA Mosca, e suo malgrado è già in vacanza da un paio di mesi…) e neppure su Anthony Brown.

Coach Alimpijevic ha però compiuto un piccolo miracolo, peraltro andando a vincere tutte e tre le gare disputate nei play-off in trasferta in casa di Partizan, Cedevita e Andorra. Numeri che non possono lasciare indifferenti e che testimoniano quanto il compito della Segafredo, al netto della spinta dei quasi 10.000 sostenitori presenti nell’impianto del PalaFiere, sia tutt’altro che semplice e scontato.

LA FORZA DELLA VIRTUS: ROSTER PROFONDO E TALENTO

Curioso è il fatto che la sfida tra Virtus e Bursaspor in qualche modo chiuda la stagione di 7DAYS Eurocup dopo che le due formazioni si erano affrontate proprio nella giornata d’esordio del torneo. E da allora le V nere hanno cambiato pelle, tanto da presentare oggi a roster giocatori del calibro di Daniel Hackett e Tornike Shengelia (quest’ultimo ha vinto la competizione due anni fa con Valencia).

E poi l’MVP della stagione regolare risponde sempre al nome di Mouhammad Jaiteh, fresco di nomina arrivata proprio a ridosso della sfida che assegnerà il titolo. Sergio Scariolo sa di avere a disposizione un roster profondo e completo in ogni suo tassello, tanto da potersi permettere anche di gestire e dosare i minuti di Milos Teodosic, che seppur non al meglio della condizione non far mancare il suo apporto nel quintetto di partenza che contemplerà anche Jaiteh,

Shengelia, Weems e Hackett. In uscita dalla panchina, poi, ecco Marco Belinelli, Nico Mannion, Alessandor Pajola e JaKarr Samson, armi potenzialmente distruttive per la difesa turca.

Il coach però ha messo tutti in guardia:

Il Bursaspor, come noi, ha cambiato pelle rispetto alla stagione regolare. È una squadra tosta che fa del collettivo e della produzione offensiva le sue armi migliori, ma che sa adeguarsi a qualsiasi tipo di avversario e in più riesce anche a esprimersi al meglio lontano da casa, come dimostrano le tre vittorie su altrettante gare disputate nei play-off. Noi dovremo fare il nostro, essere concentrati e fare attenzione anche ai dettagli più minimi. È una partita che aspettavamo tutti con ansia, ma dovremo affrontarla come si conviene a una finale. E se qualcuno non avrà le giuste motivazioni per una sfida così, allora è bene che vada dal medico e farsi vedere.

Delle 10 finali europee disputate nella sua storia, la Virtus ne ha vinte 5 e perse altrettante. Questa funge un po’ da ago della bilancia: dopo la retrocessione in A2 del 2016, ma più in generale dopo il mare di traversie affrontate dal 2003 (anno del fallimento della vecchia Virtus) in poi, conquistare l’Eurocup somiglierebbe a una chiusura del cerchio. E farlo davanti al pubblico amico renderebbe il tutto ancor più speciale.

(Credits: Getty Images)

(378)

Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE