Giannis, Harden, Kyrie e i Lakers: che Natale per la NBA!

Giannis, Harden, Kyrie e i Lakers: che Natale per la NBA!

Giannis, Harden, Kyrie e i Lakers: che Natale per la NBA!

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Che la NBA ci tenga a mettere in mostra tutto il meglio che ha da offrire nella notte di Natale è cosa ben nota. Come riescano ogni anno a mettere in piedi un copione pieno di colpi di scena, giocate spettacolari e risultati a sorpresa, però, non ci è dato saperlo.

Ancora una volta nei tradizionali Christmas Games si sono avvicendate sui nostri schermi le migliori stelle della lega, in un crescendo di emozioni e spettacolo che ci ha tenuti sulle spine fino alle prime luci dell’alba.
Ad aprire i giochi ci ha pensato un ormai incontenibile Giannis Antetokounmpo che con i suoi ha demolito i New York Knicks a domicilio: il 109-95 finale fotografa perfettamente la differenza tra le due squadre ma vedere un ventiquattrenne greco di origini nigeriane dominare una delle franchigie storiche della NBA con 30 punti e 14 rimbalzi in un’arena leggendaria non è proprio cosa da tutti i giorni.

A seguire, invece, abbiamo quasi assistito all’aggiornamento di un record dei Christmas Game: nell’equilibratissima vittoria degli Houston Rockets per 113-109 sugli Oklahoma City Thunder, James Harden ha infilato 41 punti, attentando seriamente al record di 44 punti stabilito da Kevin Durant quale miglior realizzatore in attività all’interno di una gara di Natale. Quasi da solo, quindi, The Beard ha condotto i Rockets alla settima vittoria nelle ultime otto gare: niente male per una squadra unanimemente riconosciuta come in difficoltà, anche vista l’assenza prolungata di Chris Paul.

Il big match dell’Est tra Philadelphia 76ers e Boston Celtics, invece, si è rivelato essere una delle più belle sfide dell’anno: un overtime, tante stelle in campo e la solida certezza che, qualora queste due squadre si affrontassero ai playoff, assisteremmo a una straordinaria sfida. Il vero dominatore della serata è stato Kyrie Irving, autore di 40 punti e 10 rimbalzi, nonché di pesantissimi canestri sul finire della gara e nell’overtime, compreso il fade-away jumper che ha portato la sfida al supplementare. A supportare il numero 11 di Boston ci hanno pensato degli eccellenti Marcus Morris e Jayson Tatum da 46 punti in due. Nulla da fare, dunque, per un debordante Joel Embiid da 34 punti e 16 rimbalzi e un solido Butler da 24 punti. Philadelphia, anche complici alcune scelte nel finale davvero discutibili, si conferma la quarta forza dell’Est al momento: manca ancora qualcosa per poter insediare Toronto, Boston e Milwaukee.

La vera, enorme, sorpresa della notte di Natale, però, è arrivata dal derby californiano in cui i Lakers hanno schiantato alla Oracle Arena i Golden State Warriors con uno squillante 127-101. In questo Christmas Game potrebbe essere definitivamente sbocciato il talento di Luke Walton, coach dei Lakers, capace di imbrigliare la squadra più forte del mondo proprio nella notte in cui LeBron James ha subito un leggero infortunio. Gli Warriors non sono praticamente mai sembrati in partita e questo ha portato Steph Curry a fare dichiarazioni anche piuttosto forti: “Non vinceremo il titolo se dovessimo continuare a giocare così”.
Un piccolo-grande campanello d’allarme per Golden State che suona in contemporanea con le più dolce sinfonia della stagione dei giallo viola di Los Angeles, mai così maturi e attenti ai dettagli di una gara.

La lunghissima carrellata di gare natalizie si è conclusa con il +21 di Utah su Portland, pesantissimo in ottica playoff ma non cool quanto le sfide che l’hanno preceduta. Nessun problema però: nella notte di Santo Stefano sono scese in campo le altre venti squadre della lega e lo spettacolo di certo non è mancato, anzi.

Malgrado non sia arrivato alcun upset, ci sono state tante gare dall’alto punteggio e dall’incredibile tasso emozionale anche nella notte appena trascorsa. Da segnalare principalmente è stato il doppio overtime tra Brooklyn Nets e Charlotte Hornets: a sfangarla è stata sono stati i padroni di casa con 37 punti e 11 assist di un Dinwiddie fresco di rinnovo. Inutile per franchigia di Michael Jordan l’ennesima prova monstre di Kemba Walker con 35 punti. Nella sfida tra Anthony Davis e Luka Doncic è stato il giovane sloveno a spuntarla con una quasi tripla-doppia che ha condotto i suoi Mavs al 122-119 sui Pelicans malgrado un The Brow da 32 punti e 18 rimbalzi. Fondamentali in vista di un piazzamento playoff sono state, poi, le due vittorie di Marco Belinelli e Danilo Gallinari, entrambi ottimi protagonisti (con 12 e 14 punti) nei rispettivi successi di Spurs e Clippers contro Nuggets e Kings.

Le grandi sensazioni della nottata, però, sono arrivate dalla costa Est: a Chicago un pubblico festante ha accolto il figliol prodigo Derrick Rose che ha realizzato 24 punti e 8 assist e ha chiuso la partita attorniato dal coro “MVP MVP”, facendo così passare in secondo piano il -25 subito dai Bulls contro i Minnesota Timberwolves.

Come avrete ormai capito, dunque, la NBA non si ferma neanche durante le feste, anzi, se possibile accelera. Tenete gli occhi sgranati nei prossimi giorni perché storicamente molti record vengono battuti verso la fine dell’anno: pensate che solo due anni fa nella notte del 31 dicembre James Harden decise di settare l’asticella in altissimo con 53 punti, 16 rimbalzi e 17 assist, prima di superarsi nuovamente nel corso della sua carriera.
Quando i record e le sorprese sempre a portata di mano, noi non possiamo far altro che seguire lo svolgimento degli eventi, pronti a raccontarvi tutto.
A voi non resta che godervi le feste, fino al nostro prossimo appuntamento!

 

(Credits: Getty Images)

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