MERCATO VIRTUS BOLOGNA: MICKEY PRIMO COLPO, POLONARA PIù DI UN SOGNO

MERCATO VIRTUS BOLOGNA: MICKEY PRIMO COLPO, POLONARA PIù DI UN SOGNO

MERCATO VIRTUS BOLOGNA: MICKEY PRIMO COLPO, POLONARA PIù DI UN SOGNO

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L’amaro epilogo della serie scudetto contro Milano non ha distolto Bologna da quelli che sono i compiti per le vacanze. Perché il risultato delle LBA Finals non sposta di una virgola programmi e obiettivi della stagione che verrà, che sarà anche e soprattutto quella che segna il ritorno della Virtus nell’elite del basket continentale a distanza di 14 anni dall’ultima apparizione in Eurolega.

Un obiettivo inseguito a lungo e che merita di essere trattato con i guanti, cercando dunque di offrire a Sergio Scariolo un materiale in linea con le aspettative e il grado di competitività della massima competizione europea, che peraltro obbligherà le Vu nere a centrare la qualificazione ai play-off per non perdere la licenza per la stagione successiva (quella della Virtus è infatti una card annuale, dovuta alla vittoria dell’EuroCup nella stagione appena conclusa).

Sciupare una simile dote sarebbe imperdonabile e per questo il patron Massimo Zanetti ha dato mandato al GM Paolo Ronci di sondare bene qualsiasi tipo di terreno, deciso a rinforzare un organico che di per sé già si presenta competitivo e in grado di reggere l’urto con l’Europa dei grandi.

SHENGELIA, RINNOVO IN VISTA. E MICKEY È IL PRIMO COLPO

Sotto questo punto di vista l’esito della serie contro l’Olimpia potrebbe risultare fuorviante: Bologna è arrivata alle Finals col fiatone, complice un’annata dispendiosa che l’ha vista puntare tutte le proprie fiches sulla vittoria in EuroCup, anche a costo di sacrificare un po’ di condizione fisica nel mese in cui si sarebbe decisa la corsa scudetto (e tanti piccoli infortuni non hanno aiutato).

Ma la bontà dell’organico bianconero resta innegabile, con la proprietà che ha mandato un segnale forte decidendo subito di rimettere sotto contratto Tornike Shengelia, non a caso il migliore di casa Virtus nelle recente serie contro Milano: il georgiano non può ancora ufficializzare il rinnovo perché attende di sapere se arriverà una chiamata dall’NBA (assai improbabile), ma ci sarebbe da stupirsi se a settembre non vestisse di nuovo la maglia delle Vu nere.

Attorno a Toko la Virtus vuol costruire un castello credibile e di sicuro affidamento e per far questo ha deciso di andare all in su Jordan Mickey, 28 anni, ala pivot statunitense ben felice di lasciare lo Zenit San Pietroburgo (che come gli altri club russi verrà esclusa nuovamente dall’Eurolega) e unirsi al roster di Scariolo. Mickey è stato selezionato alla numero 33 del draft 2015 dai Celtics e ha militato in NBA anche con la maglia degli Heat, prima di imbarcarsi per l’Europa dove ha vestito le canotte di Khimki, Real Madrid e appunto Zenit, col quale nell’ultima stagione ha vinto il premio di miglior difensore dell’anno nel campionato russo.

OCCHIO AGLI ITALIANI: POLONARA È PIÙ DI UN SOGNO

Tra i profili accostati già nelle scorse settimane alla Virtus c’è quello di Cory Higgins, esterno 33enne di proprietà del Barcellona, sul quale i dubbi sono legati per lo più alla tenuta fisica. È una trattativa che potrebbe decollare realmente, un po’ come quella con Josh Nebo dello Zalgiris Kaunas, play che ha ingolosito mezza Europa (Efes su tutti).

Più facile sarebbe arrivare a Jalen Reynolds, centro del Maccabi, sul quale però non ci sono ancora conferme. Rimane invece una suggestione l’interesse per Achille Polonara, che il Fenerbahce mai si sognerebbe di cedere (e questo è un bello scoglio) ma che tornerebbe assai utile anche per via del numero di italiani da tenere in squadra.

Polonara tornerebbe volentieri in Italia, ma per il momento i turchi non ne vogliono sapere di lasciarlo andare. Proprio il mercato degli italiani è un altro aspetto di cui tenere conto: con Tessitori ai saluti (lo aspetta Venezia) e il rinnovo di Alibegovic da discutere, più le incertezze legate al destino di Ruzzier e Ceron, la Virtus si ritrova nelle condizioni di dover allungare giocoforza la batteria di giocatori nazionali a libro paga.

Scontate le conferme di Hackett, Pajola, Belinelli e Abass, dovendo prendere in esame la situazione di Mannion (che è sotto contratto fino al 2023 ma con cifre che potrebbero essere riviste al ribasso, magari spalmandole su un ulteriore anno e poi pensando anche a un prestito) ecco che la coperta rischierebbe di rivelarsi più corta del previsto, dovendo arrivare almeno a 6 italiani (meglio se fossero 7-8) per muoversi senza troppe difficoltà nei meandri del regolamento.

Restassero sia Alibegovic (bosniaco, ma con passaporto italiano) e Mannion, le cose risulterebbero assai più semplificate. Altrimenti partirà la caccia a un profilo di qualità: Amedeo Della Valle è un’idea che ancora non ha preso piede veramente, Marco Spissu a Kazan guadagna bene e non pensa a rientrare in Italia, Diego Flaccadori è un nome ricorrente ma il Bayern ha la fila per cederlo.

CHI RESTA E CHI VA: MILOS RIMANE, CORDINIER AL BIVIO

Teodosic, Weems e Jaiteh faranno parte della Virtus versione 2022-23. Cordinier potrebbe, ma ancora non ne ha la certezza: dovesse arrivare una buona offerta Bologna la prenderebbe in considerazione, altrimenti la permanenza è da ritenere assai probabile, seppur il francese abbia un costo decisamente elevato. Hervey e Udoh lasceranno senza troppi rimpianti, Sampson a sua volta potrebbe salutare, ma qualora non si trovasse la quadra resterebbe come centro di scorta. Bisognerà vedere chi arriverà (fosse Reynolds, probabile che sia addio) e cosa offrirà il mercato più avanti nella stagione estiva, quando tanti incastri in giro per l’Europa saranno andati al loro posto.

(Credits: Getty Images)

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