A Durant serve compagnia, è l’ora di Russell Westbrook

A Durant serve compagnia, è l’ora di Russell Westbrook

A Durant serve compagnia, è l’ora di Russell Westbrook

61
0

LE IMBATTUTE PER UNA NOTTE RESTANO A GUARDARE

Dieci gare in programma nella notte NBA, che lascia riposare le uniche due formazioni ancora imbattute (Chicago a Est, GSW a Ovest) ma propone un piatto bello ricco, soprattutto a Est dove ripartono le domande legate a ciò che faranno i Nets, dentro e (soprattutto) fuori dal campo. Anche i Lakers hanno acceso i motori, ma dopo due vittorie un po’ sudate potrebbero presentarsi in casa della cenerentola OKC senza due stelle di prima grandezza.

DURANT HA BISOGNO DI COMPAGNIA

Parlare di Brooklyn oggi è come cercare di interrogare la sfera del drago. Che potrebbe offrire risposte molto differenti tra loro, se solo davvero potesse raccontare quante cose accadono in casa Nets da un po’ di tempo a questa parte. La vittoria su Washington ha riportato un po’ di sereno dopo la maretta creata dal brutto ko. in casa degli Hornets, che in un modo o nell’altro il campanello d’allarme l’aveva fatto risuonare forte e chiaro. Perché Irving è ancora no vax e ha la testa rivolta alle trade, Harden litiga sempre più con la bilancia (ma un dieta, James, proprio no?) e il solo Durant non può portare sempre la croce e cantare. La gara casalinga contro i Miami Heat è un esame bello tosto, anche perché Spoelstra ha già trovato una discreta chimica di squadra, nonostante Kyle Lowry sia ancora distante da quello che dovrebbe essere. Per fortuna sua, e dei compagni, c’è chi tira abbondantemente la carretta: Jimmy Butler ha cominciato la stagione a marce ingranate, Bam Adebayo sotto le plance detta legge manco fosse il padrone della vigna. Miami ha steccato solo in casa di Indiana, ma al Barclays Center arriva con la voglia di testarsi e di mandare segnali.

HORNETS ALLE PRESE CON LA TRAPPOLA MAGIC

Tre vittorie di fila avevano offerto alla NBA una versione decisamente cool dei Charlotte Hornets, per una volta non solo la franchigia di MJ, quanto piuttosto una squadra solida e ben congeniata. La sconfitta casalinga patita ad opera di Boston ha rallentato l’impetuosa ascesa dei calabroni, nonostante LaMelo Ball sia sempre più un prospetto che profuma di All Star e Miles Bridges è sulla strada per seguirlo a breve scadenza. I Magic stanno vivendo il solito anno di transizione: la vittoria a sorpresa al MSG contro New York ha dato un significato all’ennesimo avvio di stagione a fari spenti, anche se le prestazioni di Cole Anthony (scelta numero 15 al draft 2020) hanno cominciato a stuzzicare l’attenzione anche di qualche squadra di fascia superiore. Orlando è una squadra imprevedibile: Charlotte parte nettamente favorita, ma sai mai che ci scappi (di nuovo) la sorpresa.

LE STELLE A RIPOSO? È L’ORA DI RW

Sfoglia la margherita coach Vogel: gioca o non gioca LeBron? Dubbio amletico (ma non troppo) che in casa Lakers dovrebbe essere risolto a favore della seconda ipotesi, perché dopo aver riposato e guidato (letteralmente) i compagni da bordo campo nel corso del vittorioso match contro San Antonio la caviglia di James non se l’è sentita di smettere di fare le bizze. Il probabile forfait del Re segue quello altrettanto scontato di Anthony Davis, frenato da un problema al ginocchio sinistro rimediato nella serata in cui con 35 punti e 17 rimbalzi ha guidato i losangelini alla seconda vittoria stagionale dopo quella ottenuta al fotofinish contro Memphis. Il back to back suggerisce prudenza ed ecco allora che le chiavi dell’auto potrebbe essere affidate a Russell Westbrook, decisamente salito di colpi nelle ultime due uscite. OKC dal canto suo ha poco o nulla da perdere: attorno a Shai-Gilgeous Alexander c’è letteralmente il vuoto e al di là della probabili assenze di casa Vogel il pronostico penderà tutto dalla loro parte.

KENNARD CAN BE BETTER THAN LEONARD?

L’imprevedibilità di chiamarsi Cleveland. Soprattutto quando il Re se n’è andato ormai da un pezzo (cioè da tre anni) e i luccichii delle Finals sono roba da ammirare solo sui libri di storia. Cleveland è una delle squadre più pazze della lega: ha talento e soluzioni interessanti, un front office che ne combina sempre di tutti i colori (o forse chissà, ne sa una più del diavolo) e che s’è inventato una soluzione con le “torri gemelle” Allen e Mobley che qualche fastidio agli avversari lo sta dando. Se poi torna pure Kevin Love, come successo l’altra sera in casa dei Nugets, allora meglio non prenderli troppo sottogamba. I Cavs si presentano con un record di 2 vittorie e due sconfitte alla trasferta dello Staples Center, ospiti dei Clippers che contro Portland hanno mandato finalmente un segnale, ottenendo la prima W stagionale nella serata in cui Luke Kennard ha fatto dimenticare tutti i guai di casa Lue, soprattutto i dubbi circa il giorno in cui Kawhi Leonard deciderà di tornare sul parquet. La versione “onesti mestieranti” dei Clips ha dimostrato di saper recitare un ruolo da protagonista, ma trovare continuità adesso è l’unica cosa che conta.

(Credits: Getty Image)

(61)

Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE