NBA DRAFT 2022: SI SCELGONO LE STAR DEL FUTURO. OCCHIO A PAOLO BANCHERO

NBA DRAFT 2022: SI SCELGONO LE STAR DEL FUTURO. OCCHIO A PAOLO BANCHERO

NBA DRAFT 2022: SI SCELGONO LE STAR DEL FUTURO. OCCHIO A PAOLO BANCHERO

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C’è una notte NBA che ha poco o nulla da invidiare a quelle in cui si giocano le partite che decidono una stagione. Perché seppur di palloni in campo se ne vedono pochi, quella del draft è davvero la notte che più di ogni altra può riscrivere la storia del gioco.

Perché non esiste niente al mondo di più impattante della selezione che le 30 franchigie della lega professionistica americana si ritrovano a fare di fronte ai grandi prospetti del futuro, che una volta arrivavano tutti dal college basketball, ma che da qualche anno a questa parte ormai provengono un po’ da ogni angolo del pianeta.

Perché sbarcare sul pianeta NBA è il sogno di tanti e quando arriva la chiamata da oltreoceano nessuno se la sente di mettere giù la cornetta e far finta di niente. Il draft è magia, ma il draft è anche maestria, perché scovare giovani talenti ai più sconosciuti vale più di ogni altra cosa. E di giocatori scelti con numeri “bassi” (cioè dopo molti altri colleghi) ma diventati autentici fenomeni ne è pieno l’universo. Una finestra dedicata è il minimo che si possa fare, ma intanto vale la pena concentrarsi su ciò che accadrà nella notte italiana al Barclays Center di Brooklyn, la casa dei Nets, dove a sentire i diretti interessati ci saranno tanti sprazzi d’azzurro.

HOUSTON È PRONTA AD ACCOGLIERE BANCHERO

Sarà difficile ripetere l’exploit di 16 anni fa, quando i Toronto Raptors selezionarono alla numero uno Andrea Bargnani, primo giocatore europeo a fregiarsi di tale onore. Ma Paolo Banchero da Seattle, papà italiano (Mario) e mamma americana (Rhonda Smith, autentica leggenda della selezione di basket femminile degli Huskies dell’Università dello Stato di Washington), è pronto a rinverdire i fasti di allora.

A parole Paolo, che non parla (ancora) italiano ma che ha già fatto sapere di voler vestire la maglia azzurra alla prima occasione utile (musica per le orecchie del neo coach Gianmarco Pozzecco), si sente legittimamente il più forte della nidiata di talenti pronta ad essere chiamata al draft 2022: la buona stagione disputata con Duke, con la corsa al titolo NCAA fermatasi solo nella finale contro North Carolina (la rivale per eccellenza), ne ha avvalorato le tesi di chi solo pochi mesi fa lo riteneva il principale indiziato ad essere scelto alla numero 1, in possesso degli Orlando Magic.

In realtà è chiaro a tutti da tempo che Banchero, che gioca nel ruolo di centro, è destinato ad attendere qualche minuto in più prima di salire sul palco e posare assieme al commissioner Adam Silver con il cappellino d’ordinanza della franchigia che l’avrà selezionato: probabile, anzi, scontato che Paolo finirà a Houston, con i Rockets che chiameranno per terzi e che per fargli spazio hanno ceduto nei giorni scorsi il centro titolare Christian Wood ai Dallas Mavericks.

SMITH JR., LA PRIMA NUMERO UNO DA AUBURN

Essere scelti alla 1 garantisce qualche buon privilegio in termini economici, con un contratto garantito a cifre più elevate rispetto ai giovani colleghi: Jabari Smith jr. da Auburn, destinato ad essere selezionato dai Magic in apertura di serata, viaggia in quella direzione. Anche la numero 2 è piuttosto scontata: il centro Chet Holmgren da Gonzaga è l’incastro perfetto per gli Oklahoma City Thunder, che lasceranno dunque ai Rockets la possibilità di chiamare Banchero.

Dalla numero 4 in poi può succedere di tutto: Jaden Ivey, guardia in uscita da Purdue, potrebbe essere la pedina con la quale i Sacramento Kings intendono arrivare a qualche giocatore già presente nella lega, da inserire in eventuali trade nei minuti che precedono le chiamate (Pistons, Knicks e Wizards potrebbero fare carte false pur di garantirsi quella chiamata).

Keegan Murray da Iowa, ruolo ala, potrebbe essere selezionato alla 5 proprio dai Pistons, mentre alla 6 ecco il primo non americano del lotto con il canadese Bennedict Mathurin, esterno in uscita da Arizona, nel mirino dei Pacers. A proposito di stranieri: Shaedon Sharpe, anch’egli canadese, è il giocatore (forse) più intrigante e misterioso di questo draft (perché non ha mai giocato a Kentucky nell’ultima stagione: entrerebbe in NBA direttamente dalla high school, come fece LeBron nel 2003) e potrebbe sparigliare le carte e ingolosire qualche franchigia a scommettere su di lui già nella top 10. Possibili steals (cioè “furti”, giocatori poco considerati ma destinati poi a fare notizia)? Malaki Branham di Ohio States, Jaden Hardy dei G-League Ignite e Kennedy Chandler di Tennessee. Scommesse a basso costo, ma dalla resa potenzialmente enorme.

L’ALTRA ITALIA: PROCIDA E SPAGNOLO, UNA NOTTE DA SOGNO

Banchero sarà uno degli uomini copertina, ma l’Italia avrà almeno una, se non due chiamate al secondo giro. Perché Matteo Spagnolo e Gabriele Procida si sono resi eleggibili e difficilmente resteranno con il cerino in mano, anche se per soddisfare la curiosità di vederli su un parquet NBA bisognerà pazientare almeno un anno, se non un paio.

Spagnolo è una sorta di predestinato: dall’età di 15 anni ha fatto tutta la trafila nelle giovanili del Real Madrid e nell’ultima stagione ha giocato in prestito alla Vanoli Cremona di Meo Sacchetti, facendo esperienza in un campionato vero come la Serie A italiana. Avrebbe potuto aspettare ancora prima di rendersi eleggibile (è classe 2003), ma ha pensato bene di farsi selezionare e poi di rimandare il viaggio di 12 o 24 mesi. Procida ha appena compiuto 20 anni, ma nella disgraziata stagione della Fortitudo è stato l’unico raggio di luce: qualcuno ipotizza persino una chiamata al primo giro, ma intanto nella prossima stagione potrebbe accettare la corte dell’Alba Berlino e disputare l’Eurolega, rodaggio ideale prima di fare il grande salto.

(Credits: Getty Images)

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