NBA: LA TOP 10 DELLE CANDIDATE ALL’ANELLO

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“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

Scomodare Ungaretti è forse troppo , ma non ditelo a un appassionato di basket, specie se a stelle e strisce. Perché ottobre, il mese tradizionalmente votato all’entrata dell’autunno, è anche quello in cui riparte l’NBA, il campionato più bello del mondo, e gli appassionati non attendono altro, se non di capire quali saranno le gerarchie in vista di un’annata che si preannuncia densa di significati. Vero che i conti si faranno soprattutto a primavera, con i play-off che accoglieranno roster potenzialmente stravolti dal mercato, chi vuol puntare da subito in alto non potrà certo nascondersi adesso. Le incognite però non mancheranno: già la questione Covid-19 ha contribuito a sparigliare le carte, con tanti punti interrogativi disseminati in più di uno spogliatoio. Le sorprese, insomma, sono dietro l’angolo. Ed è bene tenerne conto presentando una griglia preliminare delle 10 maggiori candidate all’anello.

  1. LOS ANGELES CLIPPERS

Il problema ha un nome e un cognome: Kawhi Leonard. Che è ai box dopo l’operazione al crociato e non sa ancora se rientrerà a primavera o se aspetterà di farlo direttamente dopo l’estate 2022. Decisione che cambierà qualsiasi orizzonte: con Leonard i Clippers sono da titolo, senza valgono un piazzamento basso ai play-off. Coach Tyronn Lue dovrà sfruttare i prossimi mesi per ricreare l’alchimia giusta intorno a Paul George e Reggie Jackson, aspettando che torni il vate e farsi trovare pronti per quando si potrà rilanciare l’assalto.

  1. DALLAS MAVERICKS

Luka Doncic è un meraviglioso fuoriclasse, ma da solo non può far praticamente nulla per spingere i Mavericks oltre i propri limiti. La sensazione è infatti che il supportino cast non sia all’altezza: Kristaps Porzingis, se integro, è una bella risorsa, ma non fa della continuità il suo marchio di fabbrica. L’arrivo di Reggie Bullock non può giustificare sogni di grandeur. Magari i Mavs faranno un altro passettino avanti, ma per ambire al titolo ancora ce ne vuole. E bisognerà vedere se l’approdo in panchina di Jason Kidd dopo i due decenni con Carlisle si rivelerà una mossa azzeccata.

  1. GOLDEN STATE WARRIORS

Quelli della baia sono pronti a tornare in pista. Dopo due stagioni passate alla finestra, complici l’infortunio di Klay Thompson e l’addio di Kevin Durant, Steve Kerr ritroverà presumibilmente a metà annata il roster titolare, con l’aggiunta di giovani particolarmente interessanti come Moody e Kuminga (che però si è già infortunato: un mese di stop). C’è poi l’incognita Wiggins, che se non si vaccinerà non potrà giocare le 41 gare interne. Il ritorno di Iguodala non è solo nostalgico: i play-off sono alla portata, per il titolo servirebbe un miracolo. Ma con Curry…

  1. ATLANTA HAKWS

Giovani, sfrontati e senza alcuna pressione addosso. Gli Hakws a Est sono più di una mina vagante: senza l’infortunio di Trae Young avrebbero presumibilmente giocato le Finals a luglio e tre mesi dopo si ripresentano con un organico confermato in blocco e un coach (Nate McMillan) che dopo aver sorpreso nei primi 4 mesi (è stato promosso a marzo con la squadra in caduta libera) ha avuto un’estate per affinare i meccanismi. Collins e Capela non sono solo comprimari, Bogdanovic, Hunter e Huerter hanno esperienza e qualità. E poi c’è Gallinari, che in uscita dalla panchina sa sempre come farsi rispettare.

  1. PHOENIX SUNS

Ripetersi nello sport è l’impresa più difficile. I Suns hanno sfiorato il colpaccio nell’ultima stagione, arrivando a guidare per 2-0 le Finals prima di subire la bruciante rimonta dei Bucks. Il roster è rimatso lo stesso: Chris Paul ha un anno in più (va per i 36) ma tanta voglia di riprovarci, Devin Booker e DeAndre Ayton più esperienza e astuzia da vendere. Sono arrivati Javal McGee (cambio di Ayton), Landry Shamet (buon tiratore) ed Elfrid Payton (per far rifiatare Paul): dovranno alzare ancora il livello per tentare nuovamente l’impossibile.

  1. UTAH JAZZ

Il potenziale in mano a Quin Snyder non si discute: gente come Conley, Mitchell e Gobert farebbe la fortuna di chiunque. I Jazz però la fortuna dovrebbero pure andarsela a cercare dopo che gli infortuni nella passata stagione ne hanno fortemente minato le ambizioni. Al completo, il roster vale almeno una finale di Conference: gli arrivi di Hassan Whiteside e Rudy Gay ed Eric Paschall allungano le rotazioni e offrono tante soluzioni. Ma tutto passa dall’integrità fisica dei big.

  1. MIAMI HEAT

Mercato alla mano, nessuno ha lavorato bene come Miami. Che si ripresenta al banchetto dell’Est con ambizioni bellicose in virtù degli arrivi di Kyle Lowry e di PJ Tucker, quest’ultimo fresco di anello ottenuto con i Bucks. Eric Spoelstra ha un roster di tutto rispetto: Jimmy Butler e Bam Adebayo sono ormai due All Star conclamati, Tyler Herro e Duncan Robinson due certezze oltre ogni ragionevole dubbio. E gli arrivi di Markieff Morris e Dewayne Dedmon, uniti al ritorno a pieno regime di Victor Oladipo, offrono un quadro intrigante e potenzialmente vincente.

  1. MILWAUKEE BUCKS

Sono in campioni in carica ma dovranno dimostrare subito che quel titolo non è stato solo frutto di una serie di felici coincidenze (cioè avversari quasi tutti azzoppati dagli infortuni). A proposito di infortuni: Giannis Antetokounmpo ha ammesso di non stare ancora bene e di sentire dolore al ginocchio che per poco non gli ha compromesso la scorsa campagna play-off. Le fortune di squadra passano tutte per le mani del greco: bene Holiday e Middleton, bene i nuovi arrivi Hood e Allen, ma la strada per il bakc-to-back è certamente in salita. Ancor più senza PJ Tucker…

  1. LOS ANGELES LAKERS

LeBron James e Anthony Davis meditano vendetta. E hanno deciso di andare all in (forse) per l’ultima volta: con Russell Westbrook, Rajon Rondo, Carmelo Anthony, Dwight Howard e Trevor Ariza (che come benvenuto si farà subito 2 mesi in infermeria, poiché infortunatosi nel secondo test pre-season) puntano dritti all’anello. Le incognite sono prettamente due: una riguarda la tenuta fisica (è la squadra con la media età più alta: 31,5 anni), l’altra l’inserimento di un All Star come Westrbrook che chiederà spazio sul un parquet già bello intasato di campioni. Per vincere davvero serviranno compromessi e intelligenza. Coach Vogel è avvisato.

  1. BROOKLYN NETS

Dicono tutti che siano i grandi favoriti, ma per ora hanno fatto parlare più per il gran rifiuto di tornare ad allenarsi di Kyrie Irving (riluttante al vaccino: nello Stato di NY non potrebbe giocare le 41 gare casalinghe) che per il roster messo a disposizione di Steve Nash. Che sulla carta è davvero completo: Kevin Durant e James Harden (più Irving) hanno dimostrato di poter essere devastanti per qualunque difesa, Blake Griffin a Brooklyn è rinato e gli arrivi di Patty Mills e Paul Millsap hanno portato ulteriore esperienza e qualità. Se gli infortuni non torneranno a far visita, difficilmente a Est qualcuno li potrà impensierire, con o senza Irving.

(Credits: Getty Image)

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