MICHAEL JORDAN E LEBRON JAMES RIVALI DI… TEQUILA

MICHAEL JORDAN E LEBRON JAMES RIVALI DI… TEQUILA

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C’è gente che pagherebbe milioni pur di vederli condividere lo stesso campo, magari uno in una metà e l’altro in quella opposta, pronta a darsele di santa ragione per vedere davvero chi è il GOAT della pallacanestro americana. Ma loro, Michael Jordan e LeBron James, sono divisi da 21 anni di età e pertanto hanno potuto fare solo una cosa, cioè passarsi il testimone e scandire comunque le ultime quattro decadi di basket NBA. Ma fuori dal campo l’età è solamente un dettaglio e qualche bella sfida non è poi tanto disprezzata.

Di LeBron golfista però si sa poco o nulla, nel senso che difficilmente potrebbe essere competitivo sul green affrontando Jordan, che seppur si sia cimentato nel baseball professionistico (con scarsi risultati, per la verità: è successo tra il 1993 e il 1995, cioè durante la sua prima pausa del parquet), e pertanto il duello dovrà giocoforza spostarsi in altre direzioni. Quella che conduce alla creazione di distillati, a quanto pare, è una via che entrambi sembrano voler percorrere con entusiasmo: sia Jordan che James sono infatti produttori di tequila e le loro produzioni sono state selezionate all’interno della finalissima del San Francisco World Spirits Competitions, una sorta di campionato americano dedicato al settore, nonché tra le kermesse più prestigiose a livello internazionale.

I due cestisti si ritroveranno di fronte nella categoria “Best of Class Reposado Tequila”, ovvero quella che premia quei distillati fatti invecchiare in botti di rovere per almeno tre mesi (da qui l’acronimo “reposado”), conferendo al prodotto un aroma terziario che la rende particolarmente adatta a soddisfare i palati più fini ed esigenti.

PRODOTTI A CONFRONTO: PREZZI, AROMI, SPEZIE

Immaginatevi insomma di vedere MJ e LeBron sfidarsi uno contro uno su un campetto di basket, stavolta trasmigrati dalla finzione cinematografica (i due hanno recitato nei due episodi di Space Jam: Jordan nel 1995, James nel secondo capitolo uscito da poche settimane) in un vero e proprio confronto sul banco.

Perché di tequila vanno pazzi in tanti negli Stati Uniti, specie nelle regioni del sud. La finale del concorso di San Francisco vede impegnate tre tipologie di tequila “reposado”: Don Nacho, Lobos 1707 (di proprietà di LBJ) e Cincoro, che non è di proprietà diretta di MJ ma fa parte del suo variegato portfolio di aziende controllate.

Detto che di Don Nacho poco importa a qualcuno, la sfida agli occhi di curiosi e appassionati è tutta tra le due produzioni delle stelle del basket: Lobos 1707 è una tequila più economica rispetto alle concorrenti (costo intorno ai 50 dollari a bottiglia), è anche la più delicata, prodotta da agave Blue Weber invecchiata sei mesi in botti di rovere bianco americano, prima di essere assemblata con Lobos 1707 Tequila Extra Anejo e fatta poi riposare in botti di vino Pedro Ximenez. È caratterizzata da un colore dorato vivace, non troppo intenso, e da un sapore “audace e robusto, con note di vino, legno e cacao a tostatura media”.

Cincoro, la tequila di Jordan, è decisamente più intensa: intanto costa più del doppio della concorrente (114 dollari) ed è invecchiata di 9 mesi in botti ex bourbon. Al palato emergono forti “sentori di agave cotta dolce, sostenuta da sentori di vaniglia e spezie dedicate al palato che poi evolvono in una maggiore dolcezza con caramello e cioccolato bianco”. Musica per le orecchie di chi ci capisce.

MJ LE FINALI LE SA SOLO VINCERE, MA JAMES SCALPITA

Micheal Jordan ha vinto tutte le 6 finali NBA a cui ha preso parte, tutte con la maglia dei Chicago Bulls. Non così LeBron James, che delle 10 disputate ne ha vinte quattro (due con Miami, una con Cleveland e una con i Lakers) e ne ha lasciate sul campo ben 6. Eppure James da solo vanta più finali di quante ne abbiano messe assieme ben 27 franchigie su 30 della lega nella loro pluriennale storia cestistica. Quella di San Francisco però è una prima volta per James nelle vesti di produttore di tequila, mentre MJ in passato ha già partecipato ad altri contest, riuscendo sempre a spuntarla nell’atto conclusivo. La curiosità dei fans verrà soddisfatta a metà giugno, quando è previsto l’annuncio del vincitore della categoria dedicata al “reposado”.

Sui social i duellanti hanno già cominciato a lanciarsi piccoli messaggi in codice, che molti fan dell’una come dell’altra parte non hanno perso tempo a rilanciare e sostenere. A chi invece piace solo gustarsi un po’ di tequila in santa pace, e magari farlo davanti a una bella partita di play-off (che LeBron, suo malgrado, sta guardando a sua volta alla tv), niente di meglio che regalarsi una bottiglia dei loro idoli. E nel piccolo atrio di casa decidere qual è quella che va per la maggiore. Perché potranno anche essere segnati 32.000 o 37.000 punti e passa, o magari messi in bacheca titoli personali a cascata, ma quel che accade nelle botti in quei mesi di attesa e maturazione è qualcosa che non si può comprare e che esula da qualsiasi talento. Anche se i due GOAT pensano di essere comunque l’uno superiore all’altro. A giugno l’ardua sentenza.

(Credits: Getty Images)

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