OLIMPIA-VIRTUS, CHE SFIDA SUL MERCATO: PANGOS E THOMAS A MILANO, OJELEYE A BOLOGNA

OLIMPIA-VIRTUS, CHE SFIDA SUL MERCATO: PANGOS E THOMAS A MILANO, OJELEYE A BOLOGNA

OLIMPIA-VIRTUS, CHE SFIDA SUL MERCATO: PANGOS E THOMAS A MILANO, OJELEYE A BOLOGNA

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È come se la finale scudetto non fosse mai finita: chi pensava che gara 6 avesse decretato l’ultima sentenza, beh, magari si sarà dovuto ricredere pensando a ciò che continua a raccontare la calda estate del mercato della palla a spicchi. Che per Olimpia e Virtus è davvero un pozzo senza fine: il loro obiettivo dichiarato è lottare per i traguardi più importanti tanto in Italia quanto in Europa e la sensazione è che all’estero qualcuno dovrà pure cominciare a preoccuparsi, vista la lunga scia di colpi messi a segno nelle ultime settimane.

Colpi che nelle ultime ore hanno vissuto un altro botta e risposta da far tremare i polsi, con Milano che dopo aver “sfilato” (o forse sarebbe meglio dire “scippato”, sportivamente parlando?) DeShaun Thomas (31) ai rivali bolognesi ha finalmente trovato il modo per annunciare l’arrivo al Forum di Kevin Pangos (29), playmaker che di fatto diventa il sostituto del partente Rodriguez.

Ma Bologna non è rimasta a guardare: Semi Ojeleye (28) è il nono straniero a roster a disposizione di Sergio Scariolo, e per ciò che raccontano i numeri recenti della sua carriera (quattro anni ai Celtics e l’ultimo diviso tra Bucks e Clippers) non c’è molto di più da aggiungere sulla bontà dell’operazione.

FINALMENTE PANGOS: MESSINA HA IL SUO NUOVO PLAYMAKER

Insomma, la lunga sfida tra Milano e Bologna è ripartita all’insegna dei botti di mercato. Che stanno letteralmente infiammando un’estate nella quale la pallacanestro italiana è tornata davvero al centro della scena continentale.

Pangos all’Olimpia era un affare nell’aria da settimane, ma che col passare dei giorni sembrava sempre più complicato. Invece alla fine il via libera da parte del CSKA Mosca è arrivato: l’ex giocatore dei Cleveland Cavaliers, passato in Europa tra gli altri per Zalgiris, Barcellona e Zenit, è un upgrade fondamentale per alzare l’asticella e puntare dichiaratamente ad essere competitivi tanto in Italia, quanto in Europa. Christos Stavropoulos, GM di Milano, non è fortemente convinto:

“Parliamo di un giocatore che ha grande esperienza a livello di Eurolega e che è reduce da esperienze importanti anche in NBA. È un ragazzo con una mentalità vincente, ha caratteristiche sia tecniche che caratteriali che si sposano alla perfezione con le nostre esigenze. Lo abbiamo inseguito a lungo e siamo felici di averlo portato da noi, perché siamo sicuri che ci potrà dare tanto”.

Le aspettative saranno altissime, e non soltanto perché Pangos dovrà non far rimpiangere quel che è stato Rodriguez, benché come caratteristiche tecniche i due sono abbastanza diversi. Ma le chiavi della regia le avrà in mano il canadese (naturalizzato francese), inseguito da mezza Europa ma finito dalle parti del Forum dopo una lunga corte.

THOMAS HA SCELTO MILANO DOPO IL FLIRT CON LA VIRTUS

La presa di DeShaun Thomas è invece il segnale di quanto l’Olimpia sia tornata attrattiva agli occhi di giocatori e addetti ai lavori. Thomas aveva fatto praticamente tutto con la Virtus, che gli offriva un biennale da 500mila euro all’anno. Milano ha pareggiato l’offerta sui primi 12 mesi, poi però ha deciso di volersi tenere l’opzione per confermarlo o meno nella seconda stagione.

Thomas sapeva che avrebbe salutato il Bayern di Trinchieri e poteva scegliere tra diverse opzioni sul tavolo: Bologna era la più concreta, però qualcosa ha portato a un’attesa superiore alle previsioni. Così Stavropoulos ha trovato terreno fertile per inserirsi nella trattativa, mettendo in gioco anche Ettore Messina che ha contattato personalmente il giocatore. Il quale ha capito che nel gioco di Milano probabilmente avrebbe potuto rendere di più, pur partendo dalla panchina (di fatto è un gregario di lusso), convincendosi che l’offerta dell’Olimpia fosse la migliore possibile.

Ragionamenti arrivati quando Bologna aveva già cominciato a guardarsi intorno, forse perché infastidita dai tentennamenti del giocatore o più semplicemente perché contestualmente si era aperto uno spiraglio per un’altra trattativa. Mercoledì Thomas ha scelto definitivamente di accettare la proposta di Milano, e a quel punto la Virtus ha fatto scattare il piano B, che è tutt’altro, fuorché un ripiego.

OJELEYE, UN INNESTO DI ASSOLUTO VALORE PER SCARIOLO

Perché mettere a roster uno come Ojeleye è tanta, ma tanta roba. L’ala nata a Overland Parka (Stato di Kansas) da genitori nigeriani emigrati in USA è alla prima esperienza fuori dai confini statunitensi. Scelto alla numero 37 del Draft 2017 da Boston, dove è poi rimasto nei successivi quattro anni, ha collezionato 322 partite in NBA (di cui 38 nei play-off) con una media di 3.4 punti a partita (38,4% dal campo, di cui 34,4% dall’arco) e 2.2 rimbalzi.

È un’ala vecchia maniera, ma è forse un’aggiunta più congeniale di quanto potesse essere Thomas, anche perché nel ruolo di 3 e 4 a Scariolo serviva un giocatore con determinate caratteristiche, che potesse portare una certa fisicità oltre che punti nelle mani. Ojeleye ha giocato 24 gare da titolare nel corso della sua carriera e resta da capire quale sarà il suo ruolo di partenza alla Virtus, se in uscita dalla panchina o se nel quintetto di partenza.

Il suo approdo a basket city è figlio anche della sospirata fumata bianca legata alla rescissione di Kevin Hervey, giocatore che col suo contratto a 6 zeri pesava enormemente sulle casse virtussine. La notizia della risoluzione consensuale dell’accordo col francese ha anticipato di pochi minuti l’ufficializzazione di Ojeleye, una risposta in grande stile ai tanti colpi di Milano. L’annata, insomma, si preannuncia bella calda: Olimpia-Virtus è già cominciata. O forse, non è mai finita per davvero.

 

(Credits: Getty Images)

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