PARTIZAN BELGRADO-OLIMPIA MILANO, L’ETERNA SFIDA TRA OBRADOVIC E MESSINA

PARTIZAN BELGRADO-OLIMPIA MILANO, L’ETERNA SFIDA TRA OBRADOVIC E MESSINA

PARTIZAN BELGRADO-OLIMPIA MILANO, L’ETERNA SFIDA TRA OBRADOVIC E MESSINA

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Obradovic contro Messina: basterebbe questo per mollare tutto, abbandonare amici e parenti e sedersi comodi sul divano a vedere una partita che in un modo o nell’altro farà la felicità di tanti appassionati. Se poi anche il retrogusto sarà dolce, beh, quello dipenderà dalla serata che Milano intende dare alle stampe: l’Olimpia nella tana del Partizan sa che l’attende una battaglia, ma l’Olimpia a certe latitudini ormai c’ha fatto l’abitudine.

E la sconfitta patita contro l’Alba Berlino è suonata alla stregua di un monito: nessuno regala niente a nessuno in Eurolega, e allora tanto vale andare a Belgrado a fare la voce grossa. Anche se gli ex Punter, Nunnally e LeDay magari non saranno dello stesso avviso: per loro sarà una notte speciale, ma in fondo lo sono tutte quelle che vedono qualcuno scendere in campo nella capitale serba, opposti a una nobile decaduta in cerca di rilancio. E quel confronto tra santoni in panchina vale davvero il prezzo del biglietto: in due fanno 13 trofei continentali, con tante finali da avversari (e quasi tutte vinte da Zeljko) e una marea di sfide in stagione regolare da fare invidia a chiunque.

 

LA DIFESA È LA CHIAVE, MA MILANO HA PIÙ QUALITÀ

Lo stop contro Berlino ha messo in luce una volta di più le difficoltà attuali con le quali Milano deve fare i conti. Una squadra ancora alla ricerca della migliore condizione, con tre assenti cronici (Datome, Baldasso e Mitrou-Long) e in generale una chimica di squadra tutta da trovare. Le tre vittorie in campionato hanno mostrato lacune sparse in più settori, ma in Europa certe sbavature rischiano di essere pagate a caro prezzo.

Logico che il Partizan giocherà alla morte, e non solo per la presenza dei tanti ex: il piano di Obradovic sarà quello di provare a far collassare la cabina di regina di Milano (Pangos è l’osservato speciale), cercando poi di sfruttare anche la versatilità di LeDay e Lessort sulle secondo palle. L’Olimpia deve limitare le palle perse (17 con l’Asvel, 14 con l’Alba), cercando soprattutto di far valere la sua maggiore qualità tecnica.

Brandon Davies è più che mai la pedina chiave per cercare di scardinare la difesa serba, che non eccelle per dinamismo e continuità. Ma i punti di domanda che accompagnano Milano sembrano essere maggiori rispetto a quelli che pure invadono la sfera di un Partizan che può accendersi come spegnersi all’istante. Messina lo sa bene, ma ha ben in mente il piano partita.

“La difesa sarà la chiave, nel senso che sarà necessario difendere forte sulle loro penetrazioni e provare a rispondere bene anche in transizione per tutti i 40’, anche più se necessario. A Belgrado non è mai facile per nessuno, figurarsi quando dall’altra parte c’è Obradovic. Sarà un test davvero probante”.

 

(Credits: Getty Images)

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