Quanti record in questo inizio di NBA!

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Come sempre, la NBA non ci lascia dormire sonni tranquilli. Mentre l’Italia dorme, infatti, nella lega di pallacanestro statunitense  viene scritta la storia della pallacanestro, per la disperazione degli appassionati italiani che, pur di vivere in diretta quei momenti sono costretti a rinunciare a tante ore di prezioso riposo.
In queste prime due settimane di pallacanestro a stelle e strisce sono stati già tantissimi i record riscritti e  i team sorprendenti, sia in positivo che in negativo.

La nostra carrellata di record non può che partire dai Golden State Warriors che sono partiti, come auspicabile, in maniera bruciante, costruendosi un record di 7-1 a suon di prestazioni eccellenti e primati infranti. Il primo record a cadere per mano della squadra californiana è stato quello di George McCloud che nel 1995-96 era riuscito a infilare una striscia di sei partite filate con almeno cinque triple a bersaglio. Nella partita di domenica contro i Nets, Stephen Curry (chi sennò?) è riuscito a completare una striscia di sette partite con almeno cinque bombe a bersaglio. Non c’è da stupirsi, però: il numero 30 degli Warriors sta attualmente viaggiando oltre il 50% nel tiro dai 7.25. A seguire a ruota Curry è arrivato il secondo Splash Brother, Klay Thompson, che dopo aver iniziato la stagione tirando in maniera pessima ha infilato ben 14 triple nella gara contro Chicago, segnando 52 punti in 26 minuti e godendosi il quarto quarto dalla panchina. Ovviamente, le quattordici bombe a bersaglio sono un nuovo record NBA. A essere scalzato, stavolta, è stato proprio Steph Curry. A chiudere il quadro dell’impressionante dominio di questo team sulla lega basta citare un solo, ulteriore, dato di questo inizio stagione: sia Curry che Thompson sono stati capaci di realizzare una partita da oltre 50 punti senza giocare nemmeno un secondo nel quarto quarto. Impressionante, no?

Se gli Warriors possono, fin qui, vantare una sola sconfitta in stagione c’è, però, una squadra che veleggia imbattuta in cima alla Eastern Conference, i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo e coach Mike Budenholzer. Nella notte tra lunedì e martedì la franchigia del Wisconsin ha sconfitto i Toronto Raptors nella prima sfida della storia in cui si sfidavano due squadre partite con un record di 6-0. Anche senza la propria stella greca, Milwaukee si è imposta contro dei Raptors privi di Kawhi Leonard, issandosi momentaneamente in cima alla lega.

Tra le sorprese più brillanti di questo inizio di stagione, è impossibile non citare i Denver Nuggets, capaci di volare sul 5-1 battendo, nella notte tra lunedì e martedì, dei New Orleans Pelicans in grado di segnare mediamente la bellezza 122.5 punti a gara. Se si parla dei Nuggets, però,è impossibile non citare l’impresa di Nikola Jokic, capace di far registrare la prima tripla doppia perfetta da 30 punti dai tempi di Wilt Chamberlain. Lo scorso 20 ottobre, grazie a 11 canestri su 11 tentativi contro i Phoenix Suns, infatti, il centro serbo è riuscito a segnare 35 punti, smazzando 11 assist e catturando altrettanti rimbalzi: il numero 15 dei Nuggets ha così confezionato una prova che non si vedeva in NBA da ben 51 anni.

Se chi infrange dei record non può che sorridere, però, nella NBA è pieno anche di facce lunghe e volti tesi: c’è chi, come i Los Angeles Lakers, proprio non riesce a non deludere grazie alla sua partenza da 2 vittorie e ben 5 sconfitte. C’è, poi,chi come gli Oklahoma City Thunder, dopo i proclami della preseason, ha dovuto attendere la quinta partita stagionale per ottenere la prima vittoria, sconfiggendo una squadra già debole di suo, oltre che priva della sua stella (Devin Booker), come Phoenix. Non può essere contenta nemmeno Dallas che, al di là dell’impatto sensazionale di Luka Doncic, ha raccolto due sole vittorie e vede già molto lontano il treno dei playoff. E che dire, invece, dei Minnesota Timberwolves? I ragazzi di coach Thibodeau sono provati dalla questione Butler, privi da tre gare di Andrew Wiggins e sono già stati ben quattro volte sconfitti nelle prime sette gare stagionale. Il selvaggio Ovest è proprio una terra dura per le squadre che restano a metà del guado: lo sanno benissimo gli Houston Rockets, da tutti accreditati come avversari numero uno degli Warriors e attualmente in balia di un parziale stagionale negativo e preoccupante.

Non che nella Eastern Conference possano tutti sorridere, sia ben chiaro: le due squadre di New York, pur capaci di esprimere due pallacanestro ben diverse da loro, sono entrambe ben ancorate a un record negativo, così come gli esplosivi Washington Wizards, il cui spogliatoio sembra ormai deflagrato.

Come potete vedere, è sempre lecito ribadire che nella NBA non si può mai dormire davvero sereni. Se, dunque, voleste passare la notte di Halloween svegli a seguire la NBA cosa potrete osservare?

Beh, un occhio a quegli zombie immarcescibili dei San Antonio Spurs, ancora sulla cresta dell’onda dopo la tempesta degli addii prestigiosi dell’ultima estate non potete non buttarlo. I loro avversari saranno i Suns, che possono vantare un autentico Frankenstein della pallacanestro NBA come il rookie DeAndre Ayton: San Antonio è favorita, ma i temi di interesse sono tanti e rilevanti.

Sempre restando in tema di nuove leve, come non seguire il primo confronto di sempre tra Doncic e LeBron James? Entrambe le squadre, come accennato, sono reduci da una brutta partenza, ma il confronto generazionale tra un’icona e un candidato a scrivere la storia del gioco è davvero imperdibile.

Se, invece, amate le gare ad alto ritmo e punteggio, la sfida da seguire è quella tra Golden State Warriors e New Orleans Pelicans. Il candidato MVP Anthony Davis che sfida quella che, forse, è la più grande squadra di tutti i tempi non può che essere un must-watch.

Chiudiamo come abbiamo aperto, quindi. Perché alla fine, che piaccia o meno, nella NBA di oggi, non si può proprio fare a meno di osservare con sguardo rapito questi Warriors. Tutte le altre squadre sono avvisate, ma non per questo saranno remissive.

(Credits: Getty Images)

 

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