Quanto talento in arrivo in NBA: un primo sguardo al Draft 2019

Quanto talento in arrivo in NBA: un primo sguardo al Draft 2019

Quanto talento in arrivo in NBA: un primo sguardo al Draft 2019

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Questa prima settimana di NCAA, il campionato collegiale statunitense, ci ha immediatamente restituito un’immagine chiara e per certi versi impressionante della nidiata di talento in arrivo all’interno del mondo NBA.

A fare più scalpore di tutti sono stati i ragazzi terribili di Duke, prestigiosissima università del North Carolina capace di reclutare i tre migliori talenti disponibili in questa annata NCAA: RJ Barrett, Zion Williamson e Cameron Reddish, tre giovani fenomeni che si affacciano su questa annata universitaria con il chiaro intento di schiantare la concorrenza e posizionarsi all’apice del prossimo Draft NBA.

Le prime due uscite stagionali di questi tre piccoli-grandi fenomeni sono state un uragano: ai 158 punti segnati complessivamente dai Big Three hanno fatto da contraltare i soli 156 concessi da Duke ai due avversari di questo inizio di stagione, Kentucky e Army. Un dato terrificante che restituisce chiaramente l’idea delle potenzialità di questo terzetto. Ma scopriamo meglio le caratteristiche di questi prospetti:

RJ Barrett, unanimemente ritenuto prima scelta assoluta del Draft 2019, è una guardia-ala mancina di oltre due metri, capace di fare male alle difese sia in avvicinamento al ferro che col tiro da fuori. In Italia lo conosciamo bene, perché con il suo Canada Under 19 ha sconfitto gli azzurrini U19 nella finale mondiale di categoria un anno fa.

Zion Williamson, invece, è già una star planetaria: da oltre due anni i video delle feroci schiacciate di questo enorme millennial lasciano l’intero mondo a bocca aperta. Alto circa due metri, pesa circa 130 kg: una montagna di muscoli con un talento fuori dal mondo sia dal punto di vista atletico che dal punto di vista tecnico, visto che su un campo da pallacanestro sembra poter fare qualsiasi cosa.

Cameron Reddish, il meno sponsorizzato dei tre, non è comunque un giocatore che possa lasciare indifferenti: oltre a essere il più alto dei Big Three, è un tiratore fluidissimo, un eccellente passatore e anche un atleta piuttosto interessante.

Se pensate, poi, che oltre a questi tre Duke ha anche reclutato Tre Jones, ritenuto prima dell’inizio di questa stagione il miglior prospetto nel ruolo di point-guard degli interi Stati Uniti, potete capire quanto forte sia la squadra allenata dal leggendario coach Mike Krzyzewski. La NCAA ha, dunque, un chiaro favorito? Sì, ma non per questo quella dei Blue Devils sarà una vittoria assicurata. Inoltre, i temi di interesse legati al mondo collegiale non terminano qui, perché anche quest’anno la nidiata di talenti è prossima a sbarcare in NBA.

Il primo nome da segnare, tra quelli capaci di fare scalpore è quello di Bol Bol di Oregon. Il figlio del compianto e amatissimo Manute è alto 221 cm e con un’apertura alare di 234 cm: un giovanissimo pterodattilo dotato di skills davvero intriganti. Bol, infatti, sa anche trattare molto bene la palla, stoppare e tirare da tre punti: con quelle dimensioni, il suo nome sembra uno di quelli che non verrà passato tanto facilmente in sede di Lottery.

Attenzione anche a Quentin Grimes, Romeo Langford e Nassir Little, provenienti da college prestigiosissimi come Kansas, Indiana e North Carolina: tutti e tre ambiscono ad occupare un posto in top 5 al prossimo Draft grazie a delle caratteristiche pienamente in linea con la pallacanestro moderna. Grimes è una guardia completa, dotata di ottima intelligenza cestistica, di buon atletismo e un buon tiro da tre; Langford, invece, è più un realizzatore esplosivo che un tiratore continuo: i suoi problemi al tiro potrebbero farlo scivolare un po’ rispetto agli altri talenti di questa fascia. A chiudere il terzetto, invece, c’è Little che sembra il giocatore con maggiore upside nelle due metà campo in questa fascia: un realizzatore in continua crescita e un difensore dall’immenso potenziale.

E per quanto riguarda gli Europei? Ce ne saranno tra le scelte in top 10 di quest’anno?
Al momento parrebbe che il favorito per essere il primo selezionato dal vecchio continente in questa classe di prospetti sia Sekou Doumbouya, ala francese di 205 cm attualmente a Limoges: è il più giovane talento tra quelli proiettati al primo giro e i suoi mezzi fisici sono davvero troppo intriganti, così tanto da valergli al momento una posizione stabile tra i primi 7 nei Mock dei maggiori siti statunitensi.

Non è finita qui, però, perché potrebbe esserci anche un po’ di Italia nel prossimo Draft: numerosi siti riportano, infatti, la possibile presenza al primo giro di Paul Eboua, ala camerunense classe 2000 attualmente in forza alla Stella Azzurra di Roma. Il suo approdo in NBA potrebbe testimoniare, una volta in più, la presenza di un’ottima scuola di scouting e di insegnanti fondamentali nel nostro paese.

Insomma, la stagione collegiale è appena iniziata ma l’onda dell’hype sta cominciando a levarsi, pronta a travolgerci quando entreremo nel pieno della March Madness. Tanti talenti al momento nascosti sono pronti a emergere, qualcun altro, invece, potrebbe vivere uno scivolone di qualche posizione nelle proiezioni degli esperti, come è successo allo sfortunatissimo Jontay Porter di Missouri che ha già subito un infortunio al ginocchio che potrebbe compromettere definitivamente il suo approdo in NBA per la prossima stagione.

In fin dei conti, dunque, il Draft del 2019 è ancora tutto da plasmare. La certezza, al momento è una sola: allo stato attuale delle cose appare davvero difficile anche solo ipotizzare che la prima chiamata assoluta non provenga da Duke.

(Credits: Getty Images)

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