Rose, i Lakers in ripresa e Jamal Murray: che notti in NBA!

Rose, i Lakers in ripresa e Jamal Murray: che notti in NBA!

Rose, i Lakers in ripresa e Jamal Murray: che notti in NBA!

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I grandi ritorni, le solide conferme e la nascita di nuove stelle: la NBA 2018-19 è partita fortissimo dal punto di vista delle emozioni regalate, tanto ai più nostalgici quanto a quelli più desiderosi di scoprire i talenti emergenti.

L’evento più emozionante dell’ultima settimana è stato, senza alcun dubbio, il career-high di Derrick Rose. Nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre, infatti, il più giovane MVP nella storia della NBA è tornato a brillare come ai vecchi tempi, regalando ai tifosi una notte da 50 punti contro gli Utah Jazz, facendo segnare il proprio massimo in carriera e commuovendo l’intera platea degli osservatori mondiali della NBA. Il successo contro Utah, però, è coinciso con l’ultima vittoria fatta registrare dai suoi Minnesota Timberwolves, sempre più in difficoltà vista la continua richiesta di Jimmy Butler di essere scambiato e una squadra che sembra rispondere negativamente alla situazione: al momento sono quattro le sconfitte filate della squadra di coach Tom Thibodeau.

La striscia perdente della franchigia del Minnesota si è rinnovata- malgrado un’altra ottima prova di un Rose da 31 punti- anche stanotte a causa della sconfitta per 114-110 rimediata per mano dei Los Angeles Lakers. Questi ultimi, invece, potrebbero star finalmente trovando le misure per puntare con decisione ai playoff. Dopo una terribile partenza con due sole vittorie nelle prime sette partite, i Lakers cavalcano ora una striscia di tre successi nelle ultime quattro gare disputate. Il loro record attualmente recita 5-6 e i bassifondi della lega sembrano allontanarsi. Dopo un paio di settimane nelle quali è sembrato lampante a tutti che coach Walton fosse messo sulla graticola dall’intera dirigenza capitanata da Magic Johnson, il tempo sta finalmente volgendo al sereno per gli angeleni. Johnson ha pubblicamente dichiarato che Walton non sarà licenziato malgrado la brutta partenza e, soprattutto, stanno cominciando ad arrivare i risultati positivi per i giallo-viola.

L’ecosistema venutosi a costruire attorno a LeBron James appare sempre più adatto a una risalita: tra i veterani, JaVale McGee sta vivendo quella che è sicuramente la sua miglior stagione in carriera, mentre i giovani “gregari” come Kuzma e Josh Hart stanno rispondendo più che positivamente. Anche Brandon Ingram e Lonzo Ball, poco alla volta, stanno cominciando a capire ciò che devono fare per risultare protagonisti in una squadra composta da così tante personalità peculiari.  Sia Ball che Ingram, infatti, hanno avuto qualche difficoltà entrando in questa stagione: il primo ha dovuto riprendersi da un fastidioso infortunio che lo ha inizialmente relegato al ruolo di secondo playmaker alle spalle di Rajon Rondo, mentre il secondo si è trovato pesantemente invischiato nella rissa tra Chris Paul e lo stesso Rondo, venendo multato e sospeso per ben quattro gare.

In contumacia a Rondo e Ingram, anche Lance Stephenson ha mostrato di poter avere un ottimo impatto su questa squadra, prima di venire nuovamente relegato a un ruolo marginale. Nel frattempo, la franchigia giallo-viola ha anche firmato il centro veterano Tyson Chandler, che tornerà utilissimo come chioccia per i più giovani e come riserva dello straripante McGee di questo inizio di stagione. Non è ancora il momento di rilassarsi per i Lakers, ma di certo, i tasselli del puzzle ora sembrano più vicini a trovare un ordine coerente con il piano iniziale.

Passiamo ora da una squadra che punta ai Playoff sperando in una crescita continua a un team che in questo inizio di stagione sta mettendo davvero tanto fieno in cascina per assurgere al grado di certezza dell’Ovest, i Denver Nuggets. La squadra del Colorado è reduce dalla sconfitta di stanotte per 89-87 contro i non irresistibili Memphis Grizziles, ma è anche una delle più belle sorprese di questo primo ottavo di stagione: il record di 9-2 e la consapevolezza di essere stati gli unici a uscire vincitori contro i Golden State Warriors in questo inizio di stagione sono due indizi piuttosto rilevanti per una squadra che vuole essere protagonista anche ai playoff.

Nel corso dell’ultima settimana, Denver ha anche visto sbocciare il talento di Jamal Murray, autore di 48 punti nella vittoria per 115-107 contro i Boston Celtics. La sua continua voglia di cercare il cinquantesimo punto personale ha, però, indispettito non poco Kyrie Irving che ha avuto una reazione piuttosto stizzita tirando la palla tra il pubblico: la stella di Boston è stata multata ed già tornata più volte sull’argomento sottolineando l’immaturità di Murray. Schermaglie comprensibili e abituali per una lega iper competitiva come la NBA. Chissà se ad amplificarle ha contribuito anche il record di Boston,positivo ma non irresistibile come ci si aspettava a inizio anno: il 6-4 con cui i Celtics hanno aperto la stagione vale loro il terzo posto a Est alle spalle dei super convincenti Milwaukee Bucks e dei fortissimi Toronto Raptors che stanno impressionando per la loro capacità di apparire infallibili nelle scelte per vastissime porzioni della partita.

Tra le sorprese negative è impossibile non citare i Cleveland Cavaliers e gli Washington Wizards. I primi, orfani di LeBron James,erano  da molti qualificati come competitivi in ottica playoff ma attualmente fermi a una sola vittoria stagionale a fronte di ben dieci sconfitte: infortunio di Kevin Love e l’esonero di Tyronn Lue sono due immagini abbastanza eloquenti della situazione nell’Ohio. Gli Wizards, invece, sono ostaggio di continui attriti nello spogliatoio che, evidentemente, hanno raggiunto il campo da gioco concretizzandosi con l’attuale orrido record di 2-8.
Con la crisi di queste due squadre, sembrerebbe possibile l’accesso ai playoff per qualche outsider: occhio dunque agli Charlotte Hornets, ai Detroit Pistons e ai Brooklyn Nets, tre squadre che sembrano decisamente più competitive in ottica post-season di quanto fosse lecito aspettarsi.

Il bello della NBA è anche questo: ogni equilibrio è flebile, ogni pronostico è fallace, ogni notte possiamo vivere un momento storico. La più grande emozione per noi è raccontarvi tutto ciò, ogni settimana, per tutta la stagione.

(Credits: Getty Images)

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