SUPERCOPPA, DINAMO-VIRTUS: SCARIOLO VUOL CONTINUARE A VINCERE

SUPERCOPPA, DINAMO-VIRTUS: SCARIOLO VUOL CONTINUARE A VINCERE

SUPERCOPPA, DINAMO-VIRTUS: SCARIOLO VUOL CONTINUARE A VINCERE

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Non sarà pazza, ma la Supercoppa 2022 ha già dato un assaggio di quel che si potrà ammirare a partire dal prossimo week-end, quando cioè la giostra del basket riprenderà a correre a pieno regime. Dinamo-Virtus è una finale degna di tale palcoscenico, peraltro figlia di due semifinali che hanno tradito solo in parte le attese: Sassari l’ha vinta col cuore contro Tortona, grazie anche alla prova favolosa del lituano Eimantas Bendzius, Bologna con la grinta e la determinazione di chi ha dovuto ricominciare tutto daccapo a fil di sirena, dopo aver dilapidato un cospicuo tesoretto nei secondi finali ed essere andata a un solo tiro libero dalla capitolazione.

Tortona e Milano si sono dovute accontentare delle briciole, seppur con animi assai contrastanti: le recriminazioni dei piemontesi sono la logica conseguenza di una prova maiuscola che non è stata premiata solamente dal risultato (Christon a 25 punti è già un monito per tutti gli avversari), quelle dell’Olimpia sono diretta conseguenza di un libero sbagliato da Baron a due secondi dalla sirena, ma figlie anche della consapevolezza di aver offerto uno spettacolo davvero di basso livello per lunghi tratti dell’incontro. Perché è vero, alla fine Milano la sua qualificazione l’ha buttata alle ortiche quando il più pareva fatto, ma la Virtus ha meritato di andarsi a giocare il primo trofeo stagionale molto più dei ragazzi di Messina.

 

CON OJELEYE E BAKO LA VIRTUS PUÒ GIÀ SORRIDERE

La Virtus è quella macchina ancora in costruzione che sull’altare della Supercoppa ha sacrificato un quintetto intero (Teodosic, Hackett, Shengelia, Jaiteh e Abass), ma che ha saputo comunque trovare i suoi bravi e fidati pretoriani per spingersi un po’ più in là delle percentuali freddissime dei primi trequarti di partita. Quando c’è stato da accendere la luce a trovare per primo l’interruttore c’ha pensato Semi Ojeleye, ex Celtics, Bucks e Clippers, che pur senza far vedere chissà quali numeri del proprio repertorio ha saputo essere presente nel momento in cui contava di più.

Anche Ismael Bako ha cambiato marcia quando il copione l’ha richiesto: i 9 rimbalzi a testa mandati a referto da entrambi hanno fatto tutta la differenza del mondo in una sfida nella quale i peccati di gioventù (intesi come scarsa preparazione e troppo poco tempo a disposizione per lavorare) sono venuti a galla tutti in fretta. La terza finale consecutiva (la Virtus l’ha raggiunta 11 volte, ma sin qui sono state appena due le vittorie…) è il premio alla resilienza mostrata soprattutto nell’overtime, dominato quando lo scoramento avrebbe potuto prendere il sopravvento, tenuto conto che a una manciata di secondi dalla fine dei tempi regolamentari la vittoria sembrava cosa fatta.

Scariolo, al primo match da neo campione d’Europa, ha ricevuto risposte importanti anche da Cordinier, guarda a caso talento che a EuroBasket non c’è andato, mentre Lundberg ha saputo issarsi sul proscenio con un paio di giocate niente male proprio nei supplementari, quando cioè Milano ha pagato dazio all’immane sforzo compiuto per rientrare. E Jordan Mickey, schierato anche da centro per via delle tante assenze nel ruolo, ha saputo metterci cuore e attenzione.

 

LA DINAMO PUÒ FARE LA VOCE GROSSA SOTTO CANESTRO

Se tutto questo potrà bastare per piegare anche Sassari, beh, dirlo a priori è piuttosto complicato. La Dinamo ha faticato a piegare la resistenza della Bertram, ma dalla sua ha un precampionato fatto di molti più allenamenti e quindi anche di una preparazione più certosina, oltre ad aver avuto Piero Bucchi tutti i giorni con la squadra (Scariolo di fatto è tornato in sella da una manciata di giorni: bello il gesto di lasciare la scena al vice Andrea Diana, che ha diretto tutta la preparazione estiva della squadra).

I sardi, che a loro volta inseguono la terza affermazione nella competizione che apre la stagione, dovranno fare a meno di Treier, ma oltre a Bendzius potrà fare affidamento su un Gerald Robinson apparso già piuttosto carico (18 per lui nella semi con Tortona), e soprattutto far leva sui centimetri e la stazza fisica di Onuaku che potrebbe letteralmente dominare sotto canestro, dove la mancanza dei lunghi titolari bolognesi (Jaiteh in primis, ma anche Abass) potrebbe finire per rivelarsi potenzialmente più critica rispetto a quanto avvenuto contro Milano.

L’auspicio di tutti, poi, è di assistere a una finale che possa essere scevra da considerazioni legate ad episodi arbitrali, come avvenuto proprio nei secondi finali della sfida tra Milano e Bologna con il fallo di Mickey ai danni di Baron, che per gli arbitri aveva già cominciato la meccanica di tiro praticamente dalla propria area (quindi tre tiri liberi): la reazione scomposta di Scariolo, che ha portato a un libero supplementare per fallo tecnico (tiro peraltro sbagliato da Baron, a differenza dei tre precedenti), ha subito aggiunto un po’ di pepe alla ripartenza stagionale dei grandi duelli tra Olimpia e Virtus, una sorta di cortese benvenuto alla nuova annata. Per sapere chi vincerà la Supercoppa basterà sintonizzarsi alle 20,45 su Europsort 2 o in streaming su Discovery+, Eleven Sport o Dazn.

 

(Credits: Getty Images)

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