Barcellona-Real: molto più di un derby, El Clàsico

Barcellona-Real: molto più di un derby, El Clàsico

Barcellona-Real: molto più di un derby, El Clàsico

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Una rivalità che è entrata nella leggenda: Barcellona Real Madrid, due modi di intendere il calcio e la cultura iberica, che nel blaugrana e nel blanco delle rispettive casacche rappresentano l’eterna discordia tra Catalogna e Castiglia, così come tra le due stesse città del Regno di Spagna.

QUASI CENT’ANNI DI ANTAGONISMO (E DI GRANDE CALCIO)
La sfida tra i club più titolati della Primera División, per tutti El Clásico español, non è un derby in senso stretto, ma la più spagnola delle partite spagnole, che porta a un altro livello la competizione tra i primi della classe, fino a diventare uno degli appuntamenti sportivi più famosi di sempre. 26 campionati e 30 Copas del Rey per il Barça, 34 campionati e 19 Coppe per il Real, bastano a rendere chiara la caratura di un incontro entrato nell’immaginario collettivo come patrimonio del calcio. Non solo Messi contro Ronaldo, perché in questi quasi cent’anni di antagonismo, c’è stato di tutto, in campo e fuori, Camacho contro Cruijff, Butragueño contro Zubizarreta, Luis Enrique contro Ancelotti, Mourinho contro Guardiola, Parera contro Morera, e così via, dall’attuale lotta scudetto di Ramos e Zidane contro Griezmann e Koeman fino a quella prima gara disputata il 17 febbraio 1929.

UNA SFIDA CHE SA DI RIVALSA
Il match questa volta ha però un’ulteriore caratteristica, quella di una rivalsa per le due società, uscite entrambe sconfitte dai precedenti confronti, segnando le rispettive prime battute d’arresto in Liga, con il Real Madrid affondato dal Cadice e il Barcellona dal Getafe. Con, in più, una cima della classifica ancora tutta da conquistare, specie per i blaugrana che, con una partita da recuperare, sono fermi alla posizione nr. 9 della División. Se in casa del Barça quindi, Koeman deve rimettere in moto i suoi uomini al più presto, tra il figliol prodigo Lionel Messi affaticato da un jet-leg ancora da smaltire e Antoine Griezmann desaparecido in campo con performance per lui decisamente sottotono, i candidi Merengues hanno dimostrato finora una certa difficoltà a centrare le occasioni, specie con Karim Benzema che non ha ancora brillato in queste prime giornate del Campeonato Nacional 2020/21. Un problema che lo stesso Zidane ha tenuto a sottolineare, sicuro però che, al netto di sorprendenti ruzzoloni, il suo team sia sulla pista giusta per fare delle grandi prestazioni.

TRE PUNTI PESANTI IN PRIMERA DIVISÍON, CON IN MEZZO LA CHAMPIONS LEAGUE
Il classico spagnolo perciò quest’anno vede le sue storiche protagoniste affrontarsi in una forma meno smagliante del solito, per 3 punti che in questo momento pesano davvero come il piombo da una parte e dall’altra. Una situazione analoga, altrettanto delicata e accesa, a quella registrata nel 2003, quando Real e Barça furono sconfitte nel turno precedente al Clásico, trovandosi impegnate, proprio come ora, nella fase a gironi della Champions League. Così, se i catalani possono presentarsi al loro Camp Nou tirando un sospiro di sollievo per la larga vittoria sul ben più modesto Ferencváros per 5 reti a 1, l’esordio in coppa del Real Madrid ha fatto tremare la dirigenza madrilena, facendosi superare in casa da una squadra priva di ben nove effettivi a causa della positività al Covid-19 in un terribile 2-3 contro lo Shakhtar.

DUE SQUADRE PRONTE A CONTENDERSI ONERI, ONORI… E ANCHE UN HOTEL!
Caduto in disgrazia o meno, il club dei Blancos ha la possibilità di aumentare il suo distacco dal Barça non solo in classifica ma anche in termini di vittorie dirette. Infatti, sebbene sia una sfida sentitissima, le due squadre si sono finora dimostrate molto equilibrate nel corso dei loro 180 incontri di torneo, con il Real vincente con 73 risultati contro i 72 dei Blaugrana. Un match dalla storia turbolenta che, affondando le sue radici direttamente nelle vicende sportive e politiche della Spagna, ha visto le compagini avversarie dividersi oneri e onori della ribalta… e in un’occasione persino l’hotel! Erano infatti i tempi recenti della manifestazione per l’indipendenza della Catalogna del dicembre 2019, quando, temendo tumulti il Barcellona ha deciso di passare la notte precedente alla sfida al Princesa Sofia, distante appena 650 metri dal campo di gioco. Allo stesso modo, sollecitata dalla federazione, ha fatto la delegazione dei madrileni che, insieme alla quaterna arbitraria, hanno così completato la disponibilità di camere della struttura in un singolare tutto esaurito da eterni rivali.

TRADITORI, MARCATORI E UNA STELLARE SERIE DI SUCCESSI
Una lotta a due, quella di Real Madrid e Barcellona, che non può lasciare spazio a incertezze di sorta. Non solo per i punti in palio per posizionarsi al meglio in una stagione iniziata in maniera piuttosto rugginosa, ma per il peso di una leggenda che si porta dietro da quando le squadre hanno iniziato a mostrare la propria caratura. Non a caso, per i calciatori si è parlato di veri e propri “traditori”, mai perdonati dalle tifoserie, nel caso di giocatori passati da un club all’altro, come nel celebre episodio toccato a Louis Figo, colpevole di essere tornato al Camp Nou da avversario, oppure andando più indietro negli anni, alla vicenda di Josep Samitier, nella top ten dei marcatori del Clásico con ambedue le maglie. Non si può dimenticare, infine, il curioso caso di Alfredo Di Stéfano, autentica leggenda blanca il cui cartellino, nel 1953, si trovò per una rocambolesca serie di eventi a essere condiviso proprio tra Real e Barça. Dopo una lunga disputa, il Real Madrid acquistò la metà appartenente al Barcellona, dando il via a una stellare serie di successi.

LA GARA SENZA TEMPO
Comunque sia, i riflettori puntati su Barcellona e Real Madrid stanno per consegnare un nuovo episodio -questa volta senza pubblico a causa dell’emergenza sanitaria tutt’altro che felice in Spagna – di una gara senza tempo, in grado di decidere non solo gli equilibri della Liga, ma di certo anche di dimostrare quanto entrambe le società abbiano la voglia mai sopita di ritagliarsi il proprio posto da protagonista nel calcio internazionale. L’una a spese dell’altra, ovviamente.

 

(Credits: Getty Images)

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Marco Di Milia Giornalista e autore, pieno di polvere e dischi. Ha trascorso molto tempo in compagnia di uno splendido mangiadischi rosso portatile, ascoltando il su... VAI ALLA PAGINA AUTORE