Chi ben Roma, è a metà del Liverpool

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Chi ben Roma, è a metà del Liverpool

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La testa sgombra, la leggerezza dell’osare, la spensieratezza del non considerare la sconfitta come un fallimento: tutto quello che ha aiutato a creare l’impresa contro il Barcellona, e che forse però ha anche allentato la concentrazione ad Anfield. Chissà però che stavolta non possa tornare in soccorso della Roma.

ROMA-LIVERPOOL – Quello che c’era da correggere in corsa ad Anfield sarà corretto, quindi difesa a 4 e non ci si pensa più. Ma è ovvio, qua c’è una questione di giri che devono salire. No, scusate: che devono esplodere. Ovviamente il Liverpool non giocherà allo stesso ritmo, non può anche perché non ha dietro Anfield che gli pompa i muscoli, ma Klopp comunque terrà la sua marca offensiva e intraprendente. Anche perché il percorso della Roma passa per un crocevia obbligato: segnare subito. Magari non al 6′ come contro il Barcellona, ma perlomeno entro i primi 20 minuti. Perché l’Olimpico proverà a replicare il calderone in ebollizione contro il Barça, ma la fiamma va alimentata con tizzoni, e anche la fiducia della squadra in sé. Lo hanno detto tutti i giocatori dopo il match con i blaugrana: credevano nel poter giocare una grande partita, ma solo dopo il vantaggio hanno creduto nel poter fare l’impresa. Dunque serve alimentare l’illusione da subito.

COME GIOCHERANNO – La difesa a 4 dicevamo, ma soprattutto le due scelte di Di Francesco in formazione dovrebbero riguardare El Shaarawy per Under, e Pellegrini per Strootman. Comprensibile la prima, poiché Under tatticamente poteva forse adattarsi al Liverpool ma ha dimostrato di mancare ancora di quell’ultimo step caratteriale per giocare queste grandi partite; interessante la seconda, dove Pellegrini garantisce maggiore dinamismo contro un avversario così elettrico, anche se pure lui dovrà provare di essere all’altezza di questo palcoscenico. Dall’altro lato Klopp oltre agli assenti di lungo corso deve rinunciare a Oxlade-Chamberlain rottosi in partita, e probabilmente fuori anche dai Mondiali. Ma il sostituto Wijnaldum è stato una delle sorprese all’andata, dunque non è da là che si può provare a passare.

COME FINIRÀ – Non ce n’è, la partita si deciderà sulle stesse mattonelle di Anfield Road. Stavolta Salah dovrebbe – è il condizionale – ricevere la doppia marcatura di Fazio e Kolarov, con il serbo più basso mentre Juan Jesus dovrebbe andare in panchina, e soprattutto senza che l’egiziano possa incredibilmente pascolare in campo aperto. Ma è da là che si sfonda eventualmente, così come Dzeko che scala su Lovren è la leva più potente per aprire il marcatore.
C’è un problema ancora più grosso tuttavia, sentite questa: nelle ultime 6 trasferte di Champions con Klopp, il Liverpool non solo è sempre andato a segno, ma ha addirittura segnato lo sproposito di 20 gol. E’ vero che la Roma non ha ancora incredibilmente concesso in casa in Europa quest’anno, ma sembra che tra le due quella giallorossa sia la statistica destinata a cadere.
Ci rendiamo conto che incassando un gol a quel punto sarebbe davvero impossibile, ma è meglio non pensarci.
Snai è lapidaria nel fotografare l’equilibrio: 2.55 per la vittoria di entrambe, con il pareggio a 3.90.
E con queste quote, proprio il pareggio può essere l’opzione migliore. Ricco di gol, non c’è bisogno di dirlo.
Per questo non è un caso che un risultato normalmente munifico come il 2-2 paghi una quota piuttosto normale come 9.75.
Perché se c’è una città dove possono avvenire i miracoli quella è Roma, ma che avvengano tutti i giorni, insomma…

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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