Benfica-Porto, eterna sfida per il titolo

Benfica-Porto, eterna sfida per il titolo

Benfica-Porto, eterna sfida per il titolo

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È il calcio dei campioni d’Europa in carica, quello che ci ha regalato, Eusebio, prima, e Cristiano Ronaldo, poi; per non dire di Luis Figo e di molti altri nomi che han dato lustro al pallone lusitano e internazionale. Diciamo del Portogallo, e della Primeira Liga, torneo spesso snobbato alle nostre latitudini, eppure ricco di valori tecnici, nonché irrinunciabile serbatoio di talenti non solo domestici, giacché l’ex impero è tuttora primaria via di comunicazione calcistica con il Brasile.
Russia 2018 è nel mirino (il mondiale a venire, al di là della discutibile formula a 32 pronta peraltro ad allargarsi, è tra i più incerti che si possano immaginare) e inquadrare ciò che accade all’estremo della penisola iberica potrebbe non essere sconsigliabile: partiamo, così, da Benfica-Porto, storico “derby” che, domenica prossima all’Estádio da Luz di Lisbona, potrebbe assegnare una seria ipoteca sul titolo nazionale.

Il moderno “Clássico nacional”
Non ce ne vogliano gli appassionatissimi tifosi dei leoni biancoverdi, lo Sporting Club de Portugal: i 146 titoli nazionali e i 9 internazionali totalizzati da aquile e draghi (vi risparmiamo i dettagli del calcolo, limitandoci a quelli conquistati all’estero: 2 Coppe dei Campioni per il Benfica, altrettante al Porto, che però vanta pure 2 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe UEFA e 1 Supercoppa europea), al di là delle più o meno fondate recriminazioni su torti e favoritismi (tutto il mondo è paese), giustificano ampiamente, da un’equidistante prospettiva esterna, il contestato epiteto “O Clássico” di cui si fregia questo confronto.
Ciò vale ancor di più se si privilegia la storia recente: badando ai soli risultati, è innegabile come, dalla Rivoluzione dei Garofani in poi (1974), il Porto ha conquistato 55 titoli in patria (più tutti i 7 internazionali), il Benfica 41 e lo Sporting “soltanto” 20. A parziale consolazione: lo Sporting è l’unica squadra portoghese che, attualmente, conta giocatori convocati nella propria nazionale (4 in tutto, ma nessuno titolare nelle recenti amichevoli contro Egitto e Olanda), dato comunque significativo sulla “dispersione” dei talenti lusitani all’estero.

Un’amicizia decennale
Al giorno d’oggi, dunque, Benfica-Porto è “la partita” per una larga maggioranza di tifosi lusitani, che vivono questo derby nella più intensa delle rivalità. A lungo, le due società sono peraltro state amiche, alleanza alimentata significativamente dalla comune rivalità con la “terza corona” del futebol português.
Delle due, anzi tre , il club più antico è, sulla carta, il Porto, nato nel 1893 e rifondato nel 1906, dopo poco più d’un decennio di sporadica attività. Nel frattempo, il 28 febbraio 1904, nel retro di una farmacia di Lisbona, era stato fondato lo Sport Lisboa e Benfica, e, due anni più tardi, nella stessa città, aveva visto la luce lo Sporting che, specialmente con i concittadini, condivide una dimensione polisportiva molto interessante e blasonata.
Nell’era pionieristica del calcio lusitano, i “primi” a vincere sono stati proprio i portisti: ai Dragões biancazzurri, nel 1922, il primo Campeonato de Portugal, evolutosi poi in coppa nazionale, e, nel 1934-35, il primo Campeonato da Liga da Primeira Divisão, benché, dalla fine degli anni Trenta in poi, sarà lo Sporting a dettare legge.
La crisi del Porto corrisponde alla progressiva affermazione del Benfica, senza però incrinare i buoni rapporti tra le due società: il 28 maggio 1952, sarà proprio un Porto-Benfica (risultato finale 2-8) a inaugurare l’Estádio das Antas, “casa” dei settentrionali sino alla costruzione dell’attuale Dragão. Due anni dopo, il 1 dicembre 1954, sarà la rivincita portuense (1-3) a battezzare il vecchio Estádio da Luz, poi abbattuto e ricostruito in occasione di Euro 2004.

La rivalità
Dopo quella che, giustamente, viene definita “era benfiquista”, e che va dagli anni Cinquanta ai Sessante, e il progressivo “rinascimento portista” di una quindicina di anni dopo, la concorrenza tra le due società si farà più intensa, sia in campionato sia, soprattutto, in Europa, benché indirettamente.
Gli anni Ottanta sono un decennio intenso in chiave internazionale, anche per il calcio lusitano: nel 1983, il Benfica viene sconfitto nella finale di Coppa UEFA dall’Anderlecht; l’anno successivo, il Porto s’inchina alla Juventus di Platini nella finale di Coppa delle Coppe di Basilea; tre anni dopo, a Vienna, i Dragões salgono sul tetto d’Europa, ribaltando in due minuti (col “tacco di Allah” di Rabat Madjer e il raddoppio di Juary, acquistato direttamente dalla Cremonese!), e poi del mondo, con la prima intercontinentale; nel 1988 e nel 1990, il Benfica si vedrà soffiare la Coppa dei Campioni in finale, prima dal PSV del compianto Eric Gerets (ex Milan), poi, a Vienna, “nuovamente” dal Milan (gol di Frank Rijkaard), a quasi trent’anni dal primo trionfo rossonero, con la leggendaria doppietta del “nostro” José Altafini).
Gli ultimi tre decenni rappresentano un periodo di “raffreddamento” dei rapporti tra le due squadre, cui contribuirà non poco il dominio pressoché assoluto esercitato dal Porto sul calcio casalingo tra anni Novanta e Zero, parzialmente riequilibrato con le ultime stagioni. “As Águias”, infatti, vantano un filotto di quattro campionati, inaugurato nel 2013-14 (con doppietta scudetto-coppa nel 2014 e nel 2017), lasciando soltanto le briciole alle avversarie.

In vista di domenica
A sole 5 giornate dal termine, un solo punto separa biancorossi da biancazzurri: 74 lunghezze per il Benfica di Rui Vitória, una in meno per gli uomini di Sérgio Conceição, vecchia conoscenza del calcio italiano. I nemici comuni dello Sporting sono a distanza di sicurezza, benché un pareggio al Da Luz (quota 3,20) con una vittoria dei Leões sul campo del Belenenses (quota 1,60) potrebbe alimentare qualche residua speranza di miracolo. Ma attenzione: O Belém ha giustiziato proprio il Porto, due settimane fa, con un bel 2-0.
Analizzando statistiche e quota SNAI, per questo attesissimo Benfica-Porto c’è da registrare il periodo di ottima forma per i padroni di casa, unitamente alla crisi degli avversari, che nelle ultime tre trasferte hanno totalizzato una vittoria e due sconfitte consecutive. Continuerà il “momento magico” dei campioni in carica o proprio domenica sera i draghi troveranno il colpo mancino per riprendersi la vetta? Il 2,85 per la vittoria esterna ci pare non troppo invitante, ma, cercando qualche “invenzione”, potremmo tentare un Risultato Esatto 0-2 a 13 o un più plausibile 1-2 a 10, ammesso che il Benfica possa venir meno a un appuntamento tanto importante.
Vedremo.

Scommettete bene, con SNAI.

 

(Credits: Getty Images)

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Igor Vazzaz Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa a vario titolo di teatro, sport, musica, enogastronomia e scommesse, non necessariamente... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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