BONUCCI: «FISCHIARE DONNARUMMA IN AZZURRO È DA SENZA CERVELLO»

BONUCCI: «FISCHIARE DONNARUMMA IN AZZURRO È DA SENZA CERVELLO»

BONUCCI: «FISCHIARE DONNARUMMA IN AZZURRO È DA SENZA CERVELLO»

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A prendere parola nella conferenza stampa di oggi della nazionale italiana a Coverciano è Leonardo Bonucci e l’esperto difensore azzurro non le manda a dire. Poco meno di un anno fa l’Italia fu protagonista di una semifinale di Nations League in cui venne battuta dalla Spagna nello stesso stadio, il Meazza, nel quale domani ci sarà la sfida contro l’Inghilterra valevole per la fase a gironi della medesima competizione. In quella sede, ancor più del risultato (una sconfitta che non permise alla squadra di Mancini di centrare la qualificazione alla finale del torneo), a fare rumore furono i fischi per Donnarumma, da poco passato a parametro zero dal Milan al Paris Saint-Germain.

DONNARUMMA FISCHIATO UN ANNO FA AL MEAZZA, LA PRESA DI POSIZIONE DI BONUCCI

«Credo che fischiare un giocatore quando veste la maglia azzurra sia da persone senza cervello – dice Bonucci – Un tifoso può avere tutti i dissapori e le delusioni che vuole, ma i giocatori che in quel momento rappresentano il proprio Paese, è come se fischiasse anche se stesso. Purtroppo Gigio non è stato e temo non sarà l’ultimo. C’è bisogno di una crescita culturale». Proprio il centrale della Juventus è stato a sua volta oggetto di feroci critiche da parte degli ultras della sua stessa squadra, a seguito di una serie di prestazioni della squadra che hanno portato a diversi rumors sulla posizione di Massimiliano Allegri, allenatore dei bianconeri. L’ultima sconfitta, in casa del Monza contro un avversario che non aveva ancora vinto una partita in Serie A, ha visto Bonucci fuori dalla gara per scelta tecnica. «Se fosse stata una questione degli ultimi tempi sarei sorpreso, ma tutta la mia carriera è stata così. Nulla mi sorprende più, sono abituato a tutto – prosegue il difensore – Ho vissuto nella vita momenti peggiori e questo non mi spaventa. Nel bene e nel male, tutto ciò che ho fatto nella mia carriera, l’ho fatto rimanendo me stesso. Sia che si sia trattato di Juventus o di Nazionale, personalmente mi comporto come credo sia giusto. L’importante è che poi la mattina possa guardarmi allo specchio ed essere consapevole di aver dato tutto, per me e per la squadra».

(Credits: Getty Images)

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