I 300 GOL DI LEWANDOWSKI, MISTER BUNDESLIGA

I 300 GOL DI LEWANDOWSKI, MISTER BUNDESLIGA

I 300 GOL DI LEWANDOWSKI, MISTER BUNDESLIGA

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Ennesimo record infranto da Robert Lewandowski. L’attaccante del Bayern Monaco, grazie alla tripletta realizzata contro il Colonia nel 4-0 complessivo, ha raggiunto quota trecento reti in Bundesliga, posizionandosi a meno sessantacinque gol da Gerd Muller. Ogni parola sembra ormai superflua per descrivere un calciatore che pare migliorare ogni stagione; nonostante la carta d’identità dica 1988, rimane l’attaccante più forte del mondo in area di rigore. Qui di seguito, andremo a ripercorrere le principale tappe della fantastica carriera del polacco, partendo dagli inizi, quando la sua carriera sembrava sul punto di terminare neanche ventenne, per arrivare ai record con il Bayern Monaco, passando per un curioso derby di Genova vissuto da spettatore, ospite del presidente Preziosi…

LEWANDOWSKI E LE DIFFICOLTA’ DEGLI ESORDI

Dopo aver raggiunto i trecento gol in Bundesliga, l’obbiettivo è superare Gerd Muller, fermo a quota trecentosessantacinque. Un traguardo che sembrerebbe decisamente alla portata dell’attaccante del Bayern Monaco, se non fosse per un particolare: la sfortuna.

Nella carriera di Robert infatti, sono stati numerosi i momenti dove la Dea Bendata ha guardato dalla parte opposta, sin da quando militava nelle giovanili del Legia Varsavia, la squadra che lo scaricò dopo un brutto infortunio al ginocchio. In concomitanza della notizia dello svincolo, il polacco ne ricevette un’altra: sua padre era mancato.

Ecco che per Robert, l’uomo da trecento reti in Bundesliga, la carriera nel calcio sembrava destinata a finire ancora prima di iniziare. Fu l’intervento della madre, Iwona Lewandowska, a fornire il supporto decisivo per superare quel terribile periodo. L’ex pallavolista professionista infatti, aveva tenuto i contatti con un’altra squadra polacca, il Znicz Pruszków, club di terza divisione polacca, che accolse Lewandowski a braccia aperte, nonostante i postumi del grave infortunio che gli impedirono di correre in modo corretto per diverso tempo. In due anni realizzò trentasei reti, che gli valsero la chiamata del ben più blasonato Lech Poznan, nel quale si tolse le prime soddisfazioni della carriera appena ventenne, vincendo il campionato e la classifica marcatori nel 2009/2010.

DALLA LANTERNA AL DERBY DELLA RHUR

Le prestazioni erano di livello, così come i club che si annotarono il nome del polacco tra i papabili rinforzi. All’inizio fu proposto alla Lazio, che però non fu convinta di acquistarlo; successivamente sembrava fatta per il suo passaggio al Blackburn di Allardyce, ma l’eruzione del vulcano islandese impedì tutti i voli in entrata nel Regno Unito, ed il trasferimento sfumò. Successivamente si fece avanti il Genoa, che di fatto chiuse l’operazione sulla base di tre milioni di euro. Robert giunse in quel di Genova per assistere al derby contro la Samp sugli spalti, mancava solo la firma. A quel punto però, intervenne Preziosi, presidente dei rossoblu, che annullò tutto in quanto non lo riteneva fisicamente affidabile.

Da lì in poi, la storia è conosciuta. Alla porta del Lech Poznan bussò il Borussia Dortmund, che con quattro milioni se ne assicurò le prestazioni in campo, presentandolo ufficialmente alla stampa l’11 giugno 2010.

Il primo gol in Bundesliga non poteva essere banale. Infatti Robert decise il derby della Rhur in casa dello Schalke 04, vinto dai gialloneri per 3-1. Il rapporto con Klopp lo fece migliorare sensibilmente, sia dal lato tecnico che umano. L’allenatore istituì un rapporto paterno con il proprio attaccante, e se oggi possiamo ammirare lo splendido giocatore che è diventato, gran parte è merito di Klopp:

Klopp è stato colui che mi ha fatto credere in me stesso. Nei primi 3-4 mesi mi ha caricato sfidandomi nei tiri in porta alla fine di ogni allenamento. Chi segnava di più vinceva 50 euro. Inizialmente vinceva lui, col tempo sono migliorato fino a quando vincevo sempre io e lui non voleva più giocare. Alla fine il mio bilancio era positivo

dichiarò Lewandowski in un’intervista.

LEWANDOWSKI E LA CONSACRAZIONE AL BAYERN

Dopo due campionati tedeschi vinti con la maglia del Borussia Dortmund, e una finale di Champions League persa contro gli acerrimi rivali del Bayern Monaco, Robert decise di cambiare aria. Era giunto il momento di fare quel salto di qualità nell’élitè mondiale. Il 4 gennaio 2014, Rumenigge, il DS del Bayern Monaco annunciò l’acquisto di Lewandowski a parametro zero, a partire dal giugno successivo.

Indovinate contro chi segnò il suo primo gol con la maglia dei bavaresi? Si esatto, ancora contro lo Schalke 04. Nella prima stagione vinse il campionato, segnando la rete decisiva nello scontro diretto contro il Borussia Dortmund, sua ex squadra.

La stagione 2015-16 fu quella della consacrazione a livello mondiale, soprattutto quando, il 22 settembre nella sfida interna contro il Wolfsburg, segnò tutte e cinque le reti della sua squadra in soli nove minuti di gioco (tra il 51º ed il 60º), dopo essere entrato dalla panchina ad inizio secondo tempo. Realizzò la tripletta, la quaterna e la cinquina più veloci nella storia della Bundesliga.

Da quella stagioni in poi, segnò sempre più di quaranta gol in tutte le competizioni, toccando l’apice con i cinquantacinque nel 2020, anno della vittoria della Champions League.

I record di Lewandowski si sprecano: straniero con più reti in Bundesliga (conquistato nel 2019), miglior marcatore nella Coppa di Germania, sedici partite ufficiali consecutive in cui è andato a segno e primo giocatore a segnare per sette stagioni di fila alla prima giornata. Una macchina da gol. In particolare, nel 2021, ne realizzò ben quarantuno solamente in Bundesliga, vincendo anche la Scarpa d’Oro e superando il record di Muller, fermo a quaranta.

IL PRESENTE DI ROB LEWANDOWSKI

Ricordate quando all’inizio nominai la sfortuna come nemesi di Lewandowski? Beh, se ci pensiamo, solo una catastrofe poteva impedirgli di ottenere il tanto meritato Pallone d’Oro, unico riconoscimento che manca nella bacheca di questo fantastico centravanti. Il suo Bayern Monaco vinse la Champions League nel 2020, dimostrandosi di gran lunga la formazione più forte del mondo, trascinata dall’attaccante migliore del mondo. A causa della pandemia scoppiata nel medesimo periodo però, France Football, testata giornalistica organizzatrice del celebre premio, ritenne opportuno sospenderne l’assegnazione, lasciando il povero Robert a secco. Non a caso però, il vincitore dell’edizione 2021, un certo Leo Messi, chiese esplicitamente nel suo discorso di ringraziamento, di assegnare quello dell’anno prima a Lewa. In attesa di vedere se l’appello dell’argentino sarà accolto, il numero nove polacco sta continuando a macinare gol, con due obbiettivi personali in vista: superare i trecentosessantacinque di Muller in Bundesliga e vincere il tanto atteso Pallone d’Oro. Pandemie permettendo.

(Credits: Getty Image)

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