Atalanta, Leicester e Leipzig i miracoli non esistono

Atalanta, Leicester e Leipzig i miracoli non esistono

Atalanta, Leicester e Leipzig i miracoli non esistono

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Il calcio di oggi, nonostante la clamorosa forbice tra club più ricchi e tutti gli altri, riesce a proporre storie di riscatto sportivo che, nonostante l’apparenza, non vengono da casuali fattori che portano a successi insperati. In Italia il Cagliari di Riva e il Verona di Bagnoli sono stati a lungo celebrati come delle magnifiche storie durate lo spazio di una stagione. In realtà gli exploit non sono durati a lungo soprattutto per circostanze esterne al campo. Oggi abbiamo tre casi equiparabili più dalla circostanza del risultato che dalla provenienza di un modello di successo. L’Atalanta di oggi viene da sei successi consecutivi, i quali probabilmente si interromperanno allo Juventus Stadium.

Gasperini sta mettendo a frutto l’esperienza maturata soprattutto al Genoa dove, al suo ultimo mandato ha trovato un ambiente a lui ostile e un minor entusiasmo. All’Atalanta ha trovato un ambiente in cui le sue idee hanno attecchito, dopo un inizio difficile grazie ad una preparazione che sta dando i suoi frutti in questo periodo. L’inizio stagione era stato particolarmente sconfortante e dopo una sconfitta in amichevole contro l’Eintracht il tecnico aveva parlato chiaro su Sportiello e lo scontento Pinilla. Nelle prime 5 partite di campionato erano arrivate ben 4 sconfitte. Poi l’inversione di tendenza: partita con la vittoria a Crotone e soprattutto l’affermazione in casa col Napoli. Nel filotto di vittorie consecutive, compreso il turno di coppa Italia appena superato, l’Atalanta ha sempre dato la sensazione di arrivare sul pallone prima degli avversari, di vincere i contrasti, di andare in porta con più lucidità e uomini diversi, come dimostrano le reti decisive di Masiello e Kurtic a Bologna.

Preparazione atletica dunque, la cui tenuta andrà confermata nei prossimi mesi, ma anche l’esplosione di un giovanissimo centrocampista come Kessie, già avvicinato dalla Juventus e di Gagliardini, dato come probabile obbiettivo del Milan. La buona vena di Gomez, la crescita di Conti e Caldare ma soprattutto l’alchimia in un gruppo che sta trovando una consapevolezza mai avuta. A Gasperini stanno facendo dire da un mese di essere il nuovo Leicester ma la squadra di Ranieri aveva e ha qualcosa in più in termini di qualità. Ha vinto perché ha retto un intera stagione e approfittato di un contemporaneo crollo delle cosiddette big. L’Atalanta potrebbe essere paragonata agli inglesi solo se raggiungesse la Champions o mantenesse questa media punti impressionante (prima davanti alla Juve, nelle ultime 10 giornate).
Diverso il discorso per il Leipzig, avvicinabile alla favola Leicester per il clamoroso primato in classifica, davanti al Bayern.

Una rosa costruita con giocatori dallo scarso valore di mercato tra cui spiccano Naby Keita, Burke, lo svedese Forsberg e Timo Wener, bomber ventenne dal futuro già scritto tra i grandi. La squadra di Ralph Hasenhuttl è giovanissima e sta impressionando per la straordinaria continuità di risultati (quote SNAI che danno il Leipzig come possibile vincitore della Bundesliga a 6,50) ma, nonostante questo in Germania seguono il Leipzig con poco affetto. La Red Bull ha di fatto fondato una società nuova, le ha messo il logo e i colori dell’azienda, poi ha speso tanto ma bene. Il fatto di aver creato una società ex novo (nel 2009), senza storia e con il preciso intento di farne un prodotto commerciale, per quanto vincente, ha irritato i tifosi e l’opinione pubblica tedesca. Il Leipzig non è dunque una realtà della provincia dai connotati romantici ma un progetto ambizioso che ha intenzione di affermarsi come una versione riveduta e corretta del Paris St Germain in Francia o del Manchester City in Inghilterra. Ecco perché se ci deve essere un parallelo con l’Atalanta resta preferibile quello con il Leicester.

(Credits: La Presse)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla scorsa stagione è opinionista per Mediaset, con particolare riferimento al canale Premium sport. Collabora con la medesima funzione anche con le emittenti televisive Telelombardia, Antenna 3 e Top Calcio 24. De Carlo è anche conduttore di show televisivi presso tv private come Canale Italia, Odeon TV e Tele Milano, con cui collabora dal 2008. Proprio su Tele Milano (canale 12 dig. terrestre in Lombardia) va in onda il suo programma dedicato al cinema: I Cinematti, che ha anche una versione radiofonica su Radio Milan Inter presso la quale va in onda il programma quotidiano: "Quella sporca ultima rete". Lapo De Carlo è anche consulente come esperto di comunicazione e public speaking presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Bicocca di Milano dove tiene laboratori inerenti alla materia. Da qui la sua collaborazione con aziende per aggiornamenti professionali legati a questa materia. Dal 1991, in parallelo alla carriera radiofonica, presenta numerosi eventi. Qui il suo sito che si occupa di comunicazione www.lapodecarlo.it

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