City, Real e Juve: abbiamo un problema

City, Real e Juve: abbiamo un problema

City, Real e Juve: abbiamo un problema

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Non accade spesso che tre grandi squadre perdano contemporaneamente in diversi campionati e mettano in dubbio certezze apparentemente acquisite.
Si tratta di tre sconfitte diverse, con circostanze e  ripercussioni che hanno un valore differente.

Allarme rosso: Manchester city
La situazione è questa: Guardiola è in crisi nera. Si guarda intorno e non si ritrova. Una percezione comune che proviene dall’inizio della stagione. C’è qualcosa nella Premier che proprio non digerisce. Dopo la partita vinta col Burnley ha rilasciato una dichiarazione straordinariamente polemica ad un allocchito giornalista che aveva fatto una domanda innocua sull’andamento della partita, peraltro vinta in inferiorità numerica.
Nel corso di questo mese e mezzo ha perso tre partite che hanno accelerato il logorio della vita a Manchester. Prima ha preso quattro gol dal Leicester, poi lo scontro diretto col Liverpool e ora la più rovinosa, contro l’Everton, rimediando un preoccupante 4-0. In ogni sconfitta del City si è rivelata l’assoluta incapacità a reggere i ritmi alti degli avversari e gestire il pallone come il tecnico vorrebbe. Contro la squadra di Liverpool si è inoltre palesata una grave mancanza di personalità.
Il tasso tecnico di De Bruyne, Sterling, Silva e Aguero non si discute ma non esiste un faro, un leader che non può più essere Yaya Tourè, per raggiunti limiti di età, nonostante sia rimasto in campo fino al termine. Ora per Guardiola arriva la partita perfetta per rifarsi. La prossima settimana arriva intatti la seconda in classifica, il Tottenham che viene da una striscia importante di vittorie.
Se il City ripete la gara fatta con l’Arsenal c’è ancora una possibilità di raddrizzare la stagione, Diversamente sarà abisso.

Allarme arancione: Juventus
La sconfitta bianconera è maturata in modo del tutto inatteso e contro un avversario che ha interpretato la gara meglio fin dal primo minuto. Non si tratta tanto di una batosta in se ma del fatto che è arrivata per la quarta volta nella stagione, quando sembrava che i bianconeri fossero nettamente più forti di ogni avversario. Lo sono ma non così come pronosticato, almeno dal punto di vista mentale e fisico. La squadra di Allegri ha giocatori che in difesa paiono più arrugginiti, a centrocampo è stata dominata dalla Fiorentina e dopo una campagna acquisti tanto dispendiosa si fatica a capire come si possa perdere Pogba e vedere sempre in campo, con tutto il rispetto, il pur bravo Sturaro. La società non ha valutato bene questo aspetto e oggi Khedira e Marchisio danno risposte altalenanti. In attacco Higuain segna sempre ma è poco cercato dai compagni (solo 28 tocchi in tutta la partita). Aggiungiamo anche il fatto che Dybala sembra lo specchio di questa squadra: fortissimo con il pallone tra i piedi ma senza garra, senza combattività. Allegri certamente questa settimana pungolerà i suoi ma è già accaduto in passato di sentirsi soli contro tutti e non è certo provocando gli avversari con dichiarazioni tipo: “giocano tutti al massimo contro di noi” che si ottiene fortuna.
La Juve resta favorita, nonostante l’avvicinamento della Roma ma è ora di trovare miglioramenti nel gioco oltre che nel carattere

Allarme giallo: Real Madrid
Il primato nella Liga non è mai sicuro se le tue avversarie si chiamano Barcellona, Siviglia e Atletico. Il Real ha però riaperto il campionato con una sconfitta maturata negli ultimi minuti. Col Siviglia una gara equilibrata, poi improvvisamente un rigore a favore dei madridisti, dopo l’ingenuo atterramento in area di Carvajal da parte di Rico. Gol di CR7 e partita apparentemente decisa. Invece il Siviglia riparte a testa bassa e trova il pareggio su un autorete di Sergio Ramos, devastato dai fischi del suo ex pubblico che non credeva ai propri occhi nel vedere il suicidio sportivo perfetto. Infine il gol del definitivo 2-1 siglato da Jovetic. Il Real ora ha un solo punto di vantaggio da Siviglia e due sul Barcellona ma anche una partita in meno. Eppure questa partita ha stabilito che il Real non ha più la Liga in mano e che il futuro è ancora molto liquido per Zidane.

(Credits: La Presse)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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