La decisione di Wenger e le quote della Champions

La decisione di Wenger e le quote della Champions

La decisione di Wenger e le quote della Champions

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Il Vulcano è pronto a esplodere. Dappertutto. Riparte la Champions, si parte dai campi di Napoli e Londra, c’è una città in ebollizione, ma non solo quello. Perché prima di bagnarci nella lava del San Paolo, bisogna entrare in un altro vulcano. Una notizia bomba che arriva da Londra, che annunciamo in esclusiva.

IL WENGER STORICO – Arsene Wenger ha preso una decisione storica. Sono mesi che il mondo del calcio si interroga sul suo futuro, su cosa farà, e finalmente Arsene ha deciso. Wenger ha deciso di lasciare l’Arsenal a fine stagione! Ricordiamolo, una situazione totalmente unica quella all’Arsenal, il solo posto dove l’allenatore è padrone del suo destino.

IL DISCORSO – Tutto può succedere e non si sa se possa ulteriormente cambiare idea. Ma Wenger ha annunciato la sua decisione informalmente al proprio spogliatoio, senza però ancora formalizzarla al club. Wenger ha parlato tra le mura di Shenley, il centro sportivo dell’Arsenal, e ha detto ai suoi che non ha intenzione di continuare dopo questa stagione, al termine del quale si conclude il suo ricchissimo di contratto, e nonostante i due anni di rinnovo già offerti dal club.

NO ALEXIS – Non c’entra il recente litigio malamente dissimulato con Alexis Sanchez. Wenger ha parlato con i suoi circa 3 settimane fa, praticamente all’indomani della sconfitta umiliante in casa del Bayern. Un colpo di grazia che a sorpresa ha vinto le ultime resistenze del francese. Un discorso peraltro tenuto non con tutta la sua squadra e in termini solenni, ma soltanto con alcuni dei suoi paladini storici.

IL FUTURO DEGLI ALTRI – La conseguenza è che alcuni dei grandi fedelissimi di Wenger hanno già cominciato a guardarsi intorno, per capire se è il caso di rimanere all’Arsenal. Quindi manovre interne avviate, in quello che può essere un effetto domino dove per ora ci sono pochissime certezze.

IL FUTURO DI ARSENE – Non è chiaro ancora cosa farà Wenger. Ed è peraltro da vedere se la dirigenza non possa addirittura provare a rilanciare per convincerlo a rimanere, visto l’incredibile fiducia totale dell’azionista di maggioranza Kroenke nei suoi confronti. Ma per ora c’è soltanto un fatto: Wenger ha detto ai suoi giocatori che a fine stagione vuole lasciare l’Arsenal.

IL PRESENTE: ARSENAL-BAYERN MONACO – Nel frattempo, ci sarebbe anche il presente: un ritorno degli ottavi da onorare. Senza Ozil peraltro, ma contro un Bayern che in fondo sa mostrarsi compassionevole – quando non serve. Rientra Alexis per l’Arsenal, e sicuramente vorrà stampare immediatamente in faccia a Wenger la sua importanza, facilitato magari dalla presenza non irreprensibile di Rafinha davanti a lui. Ancelotti ha tutti a disposizione tranne Boateng, ma è facile immaginare un ritmo estremamente controllato dei bavaresi, per quanto tenere a bada Robben per 90 minuti sarà impossibile (per Monreal). La quota SNAI dà comunque la vittoria del Bayern a 1.95, con quella dell’Arsenal ottimamente pagata a 3.50, e ancora meglio il pareggio a 4.00. Già solo con il pronostico finale si può essere contenti, soprattutto con la X, con la preferenza che oscilla tra l’1-1 a 8.00 per SNAI, e forse ancora meglio il 2-1 a 11.00 per SNAI.

IL VERO VULCANO: NAPOLI-REAL MADRID – Passo doveroso ceduto all’attualità. Ma il vulcano vero gorgoglia a Fuorigrotta. Già di per sé un’occasione storica. Anche se però c’è quasi il dovere di non dire ‘comunque vada, sarà un successo’. Non accontentarsi è la chiave per sopravvivere contenti di questi 90 minuti. All’andata fu questo l’errore principale: essere appagati dell’esserci. Stavolta il Napoli deve essere totalmente differente: più tutto.

IL TREMENDISMO NAPOLETANO – Intensità, velocità, concentrazione: l’ha fatto capire anche Sarri in conferenza, fare tutto più velocemente e meglio. Perché il Real Madrid non è solo lo squadrone campione in carica. E’ soprattutto l’esempio modellato sull’intelligenza più che sul talento di Zidane: una squadra che fa sempre la cosa giusta e necessaria nel momento adatto, criticabile per lo stile, ma mai sorpresa dagli eventi. Per questo bisognerà avere la testa ancora più fredda di quanto non sia ovviamente caldo il cuore.

L’ANSIA DA PRESTAZIONE – In molti si parla dell’importanza di segnare subito. Sbagliato. Può diventare un’ossessione breve e letale, perché gettarsi subito in avanti a cercare il gol può suicidare la partita, vista l’implacabilità delle transizioni madridiste. Non c’è fretta invece, la partita dura 90 minuti, e bisogna restarci dentro per tutti e 90. Un gol del Madrid ucciderebbe soprattutto la fiducia per il resto della partita, e invece è una battaglia di nervi da vincere con strategia.

CHE PARTITA SARA’ – Il Napoli però rischia, perché non tradirà la sua natura offensiva, propositiva, e nu poco screanzata, con tutti quegli spazi lasciati dietro la linea di centrocampo. Squadra corta, ed è un bene, ma il male è che Cristiano e soprattutto Bale sanno prendere benissimo il tempo alle difese alte che però sono chiamate all’intervento risolutore secco, come per esempio spesso capita a Koulibaly. Il Napoli ha soltanto la via di essere asfissiante nella copertura del campo, nell’accorciare, nel rientrare a centrocampo, lì dove gli esterni hanno lasciato che la linea mediana al Bernabeu fosse massacrata. Ma il Real Madrid è un gatto merengue che aspetta e graffia, che recupera Bale che non si spaventa nemmeno di sè stesso allo specchio la mattina, e che soprattutto con il 3-1 può impostare la partita ideale per Zidane.

COME FINIRA’ – Il problema è che proprio Bale taglia e strappa in quella zona dove, tra le salite di Ghoulam e gli svarioni di Koulibaly, lo spazio si trova sempre. Il Napoli conferma la sostanza di Rog, del quale si spera l’anima croata lo aiuti a esaltarsi nella fornace, ma più che l’imprevedibilità di Mertens è il genio di Insigne che può deciderla: già variazione dello spartito all’andata, è proprio il suo movimento a rientrare su Carvajal la chiave, peraltro combinato con la presenza di Pepe al posto dell’infortunato Varane, sapendo che il portoghese negli uno contro uno è senza mezze misure: clamoroso nella chiusura quanto nello svarione. Ma è un Vesuvio altissimo da scalare. Raramente le quote SNAI sono così livellate: 2.30 per la vittoria Real Madrid, 2.80 per il Napoli, 3.85 per il pareggio. Un Real Madrid che segna consecutivamente da 46 partite, ma che non ha preso gol solo 4 volte in questa stagione. E purtroppo, c’è anche il ‘culo’ di Zizou: il San Paolo è uno stadio talismano per lui, imbattuto nelle 4 partite vissute da giocatore, anzi persino con 3 vittorie. Insomma: il Real Madrid segnerà, il Napoli pure. Ma chissà se sarà sufficiente. Non è un caso che l’1-1 a 8.00 per SNAI sia il risultato ritenuto più probabile. Ma l’obiettivo è arrivare con un 2-1 negli ultimi 20 minuti, anche 10.

E poi… San Gennaro pensaci Tu a liquefarci il sangue…

(Immagine tratta dal web)

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