LA STORIA SI RIBALTA A MADRID

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Non c’è più la cappa del pessimismo cosmico sulle teste dell’Atletico che va a giocare il derby: è vero, Simeone aveva già battuto il Real in campionato, ma la vittoria in Supercoppa Europea è stato il primo trionfo in Europa dopo le due finali, una semifinale, e un quarto di finale di Champions persi ogni anno in serie dal 2014 al 2017, e dunque l’eventuale complesso di inferiorità adesso è stato brutalmente spazzato via.

REAL MADRID-ATLETICO – La cosa peggiore per la Casa Blanca è anche il momento in Cui questo derby vada in scena. Perché due settimane fa l’Atletico era piombato a 7 punti di distacco (ma una partita in meno) dalla coppia di testa Real Madrid/Barcellona, e insomma la sua Liga sembrava già bella che terminata. Invece complice il turno infrasettimanale – ma nonostante partite non così favorevoli – l’Atletico in 14 giorni ha già recuperato fino a trovarsi a -2 da entrambe, e addirittura con l’ipotetica possibilità di sorpasso sul Real. E se la fiducia gonfia le vele colchonere, il Real Madrid invece si è trovato a fronteggiare anche una delle peggiori sconfitte degli ultimi anni: dal punto di vista tecnico il Siviglia ha distrutto il Madrid sotto ogni punto di vista, ma anche dal punto di vista statistico il 3-0 è particolarmente significativo, perché il Real Madrid in campionato non subiva uno scarto simile da una squadra che non fosse Barcellona o Atletico da qualcosa come 9 anni.

CHE PARTITA SARA’ – Viene quasi da pensare a un Lopetegui conservatore rispetto a quella che è la sua marca distintiva di calcio tipicamente spagnolo, possesso prolungato e costruzione armonica di gioco, con il rischio però di lasciare spazi sanguinosi. Esattamente quello che successe a Ferragosto a Tallinn, quando Simeone si cibò famelicamente dell’inesperienza di un ciclo all’inizio e espose il Real Madrid a una bruciante presa di coscienza con una realtà che sembrava improvvisamente troppo dinamica per i freschi tricampioni.
Eppure solo 10 giorni fa il Real Madrid polverizzava la Roma con una fantastica prestazione, dunque forse la differenza sta nel livello di intensità che gli viene contrapposto.
Ma Lopetegui non saprà rinunciare a quello che è il suo calcio, mentre invece chiederà di alzare il numero dei giri di esecuzione. Simeone ha affilato i muscoli dei suoi, e non chiederà niente di meno che menare fendenti decisi e feroci con transizioni violente, con una furia che al Real Madrid potrebbe essere sconosciuta.

COME FINIRA’ – I blancos perdono manovra importante: manca quella d’attacco con Isco fuori per un mese, e quella arretrata con Marcelo infortunato per 3 settimane. Asensio allora aggiungerà velocità e verticalizzazione, ma Nacho può offrire solo maggiore copertura difensiva. Proprio Asensio, se saprà calarsi nello spessore psicologico della partita, allora potrebbe essere il differenziale che non ti aspetti, sfruttando l’anello debole dell’Atletico, quel Juanfran eternamente marcato dal rigore sul palo della finale di Milano. Per Simeone c’è solo il dubbio in difesa tra l’acciaccato Savic e Gimenez, ma l’ultimo arrivato Lemar potrebbe essere la carta vincente rispetto ai più blasonati Griezmann e Diego Costa: il francese ha una verve che può essere inarrestabile nella giornata giusta, e sicuramente godrà di maggior libertà di marcatura di fronte a Modric, rispetto ai compagni d’attacco invece ben presidiati dai marcantoni di difesa.

Per SNAI il favore al Real Madrid non è così netto: 2.10 contro il 3.60 dell’Atletico. Al punto che l’opzione migliore sembra essere il pareggio, a 3.35. Perché oggettivamente due vittorie consecutive dell’Atletico nel derby sarebbero un evento: vero e proprio, visto che è un’eventualità verificatasi solo una volta negli ultimi 20 anni!

 

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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