Perché il Real Madrid sente che non perderà

Perché il Real Madrid sente che non perderà

Perché il Real Madrid sente che non perderà

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Normalmente quando si dice che un big-match è decisivo per il campionato, a dicembre peraltro, spesso semplicemente ci si abbandona all’euforia dell’evento. Ecco, non è il caso del Clàsico cinese (giocato alle 13.00 proprio per essere servito come piatto a cena nel palinsesto orientale): con il Real Madrid a -11 dal Barça in testa, non c’è da scervellarsi: se il Madrid perde, il suo campionato è chiuso.

IL CAMPIONE E IL DEBUTTANTE – Ed è forse il battesimo del fuoco per Valverde. L’allenatore del Barcellona in carriera ha come massimo risultato il titolo greco vinto 3 volte con l’Olympiakos, ma adesso viene il bello. I blaugrana hanno fatto finora un percorso netto o quasi: 13 vittorie e 3 pareggi in campionato, primi e imbattuti in Champions, le uniche sconfitte sono  arrivate nella lezione di calcio impartita dal Real Madrid ad agosto nella Supercoppa spagnola. Quando il Madrid sembrava aver raggiunto lo zenit del suo essere alieno, e invece aveva semplicemente toccato il sole prima di cominciare a cadere. Mentre Valverde da lì costruì il tratto pratico del suo Barcellona post-addio a Neymar. Ma questa è sicuramente la partita più difficile che affronta da quell’agosto, ed è singolare come da un lato ci sia un praticamente debuttante per questi livelli, e dall’altro il Campione di tutto, lo Zidane fresco allenatore bimondiale, con i suoi 6 titoli internazionali in 2 anni come solo Sacchi e Guardiola avevano ottenuto nella storia. Ma questa differenza può essere la chiave, non solo tra gli allenatori, ma tra le squadre stesse.

LA LOTTA E IL GOVERNO – Perché è inevitabile pensare che il Barcellona abbia una fame che il Real Madrid non può avere e che orienterà la partita. Certo, è singolare pensarlo di una squadra che solo 2 anni fa vinceva il campionato. Ma una stagione senza nessuno dei due titoli principali è il massimo che il Barça possa permettersi, ed è un digiuno peggiorato dall’impresa storica del Real Madrid dell’ultimo biennio, che non a caso in Liga spesso ha giocato dando la netta impressione di chi si rende conto che il campionato sia scappato via e che si senta come una squadra tagliata su misura per i turni diretti nelle coppe. Ma attenzione ad abbandonarsi alla logica perché se c’è una cosa che Zidane ha dimostrato è che la scaltrezza va oltre il talento (e questo nonostante la sua formazione): il francese sa che perdere e scivolare via già a dicembre avrebbe un impatto negativo su tutto il resto della stagione. Dunque, paradossalmente, i tanto cari Ottavi di Champions cominciano a giocarsi con il Clasico. E ugualmente è incontrovertibile come l’odore dell’evento lo senta anche Cristiano, la cui apparizione normalmente non sarebbe notizia, se non fosse che i suoi numeri finora sono straordinari – in un certo senso.

LA LEGGE DEL GOL – Perché Cristiano sinora ha vergato il suo nome nel tabellino dei marcatori in Liga la miseria di 4 (e dicasi quattro!) volte – a fronte invece del record stabilito in Champions di marcatore in ogni partita del girone. Una media così bassa in campionato non ce l’aveva da 11 anni, quando chiuse la stagione con 9 gol con il Manchester United, un anno prima di esplodere definitivamente. E’ ovvio che sia irreale, ed è ovvio come il Clasico tirerà fuori il meglio di lui così come fanno le finali. Anche perché ai record ci tiene come e più di tutti, ed è solo a -1 da Di Stefano come primo madridista nella classifica storica dei marcatori del Clasico: 17 gol contro 18. Il primo posto di Messi è irraggiungibile, a 24, ma non è solo quella la differenza al momento della Pulce Atomica: ha raggiunto una consapevolezza di gioco come forse mai in carriera. Ed è incredibile dirlo, visto che la carriera di Messi è stata la più straordinaria mai vista. Ma mai come adesso il Barcellona era stato così sulle sue spalle: prima aveva Ronaldinho ed Eto’o, poi Xavi e Iniesta, poi Neymar. E’ rimasto soltanto Iniesta, che però non può più essere quello che era e sicuramente non continuativamente. E allora Leo è riuscito addirittura a elevare ulteriormente il suo gioco, diventandone alpha e omega compiuto, mai così totale come adesso. E, per non guastare, comunque capocannoniere di Liga per distacco (14 gol, contro i 10 di Zaza!).

COME GIOCHERANNO – Un Barcellona che occuperà il campo militarmente, un Real Madrid che risponderà intensamente a centrocampo, dove la massa qualitativa espressa da Casemiro-Kroos-Modric non se la può permettere nessuno al mondo. Spezzare le linee di passaggio blaugrana per lanciare Marcelo sulla fascia e Cristiano negli spazi. Trama chiara, a cui Valverde risponde aggiungendo a centrocampo il moto perpetuo di Messi che retrocede di 20 metri per far saltare il banco, ma che necessariamente ha bisogno di una brillante coadiuvazione dei suoi partner offensivi. Barcellona ormai sacrificatosi incredibilmente al 4-4-2, con Paulinho inaspettato disequilibratore, almeno aspettando che torni Dembelé (che potrebbe fare finalmente capolino in panchina). Non potrà essere il Clasico d’addio di Mascherano, non dall’inizio almeno, rimpiazzato da un Vermaelen incredibilmente decente – finché dura. Al completo invece il Madrid, con il 4-3-1-2 dove Isco può essere letale se troverà spazio tra le linee, sull’asse che si sviluppa con Marcelo contro Sergi Roberto e Benzema ad attaccare Vermaelen.

COME FINIRA’ – Nonostante tutto, le quote SNAI vedono ancora il Real Madrid favorito, a 2.15, con la quota del Barcellona nemmeno troppo vicina, a 3.05, e forse invece con la quota sul pareggio come la più succosa e ragionevole del lotto, a 3.85. Perché è vero che comunque al Real Madrid manca dal computo la partita contro il Leganes, e dunque il -11 è un virtuale -8, ma è evidente l’importanza psicologica, e allora che il Real Madrid si assicuri di non perdere è anche più importante dell’andare in campo per vincere. Peraltro, negli ultimi 14 scontri diretti disputati si sono avuti solo 2 pareggi: e non fatevi traviare dal fatto che Madrid e Barça segnino molto, perché entrambi i risultati sono stati 1-1. Non a caso l’esito finale ritenuto più probabile da Snai, a 8.25. E c’è un dato che può mettere sulla faccia dei madridisti un sorriso più largo della Champions: il Barcellona ha vinto gli ultimi due Clasico di Liga disputati al Bernabeu, e mai nella storia è arrivato a vincerne tre consecutivi…

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