Quando il pollo fritto sconfisse le Gallinas…

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Quando il pollo fritto sconfisse le Gallinas…

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Sangolquí è una città-dormitorio popolata principalmente da lavoratori che la usano come punto d’appoggio facendo da pendolari per Quito, la capitale dell’Ecuador.

Michel Deller, concessionario e proprietario della franchigia ecuadoriana di un noto fast food di pollo fritto, nel 2006 acquistò, insieme a un gruppo di amici, la squadra di calcio della città: l’Independiente José Teran, che doveva il suo nome al più famoso Rey de Copas argentino e al suo fondatore, José Teran, appunto.

Il nome e i colori della squadra vennero cambiati. Nacque l’Independiente del Valle, con l’obiettivo di sviluppare una sorta di progetto sociale in cui venissero cresciuti ragazzi che potessero arrivare dal settore giovanile alla prima squadra, ma soprattutto uomini: l’intenzione principale del club era quella di dedicare ai giovani uno spazio formativo parallelo all’educazione scolastica.

Il direttore sportivo dell’Independiente del Valle, Luis Roggiero, conosceva meglio la matematica del calcio. Grazie all’ispirazione dell’Aspire Academy del Qatar l’Independiente del Valle, partendo dalle terza serie d’Ecuador, in tre anni arrivò fino alla prima. E in poco tempo, con la sua filosofia, si qualificò alle coppe. Nel 2014 visse il suo secondo incrocio decisivo con l’Argentina, dopo quello per sempre immortalato dal nome: finì nello stesso girone di Copa Libertadores con il San Lorenzo. Grazie al pareggio raggiunto al 95’ nello scontro diretto in casa, mise i Cuervos a un passo dall’eliminazione: con una vittoria in Cile contro l’Unión Española, l’Independiente del Valle avrebbe passato il turno a meno di un successo per tre gol di scarto del San Lorenzo contro il Botafogo. All’88’ il San Lorenzo segnò il 3-0 che cancellò il 5-4 esterno degli ecuadoriani. E qualche mese dopo alzò la coppa.

L’Independiente del Valle attaccò così la Libertadores con la convinzione di poter ottenere di più. E nel 2016 fu protagonista di una storia di calcio imprevedibile, eliminando dal torneo rivali storicamente più nobili come Guaraní, Colo Colo, Pumas.

Ma soprattutto, nell’anno del terremoto che distrusse molte città dell’Ecuador, divenne l’icona della speranza del Paese, trascinata da Junior Sornoza, originario di Portoviejo, una delle zone più colpite. Giocando all’Olímpico Atahualpa di Quito, l’Independiente del Valle radunò tutti i cittadini ecuadoriani nel tifo per la piccola squadra della città-dormitorio.

E incrociando ancora l’Argentina, per la terza volta, raggiunse la gloria della finale. Il club dell’imprenditore del pollo fritto sconfisse le Gallinas del River Plate. E poi anche il Boca Juniors. I due più grandi colossi del continente. Si arrese all’Atlético Nacional, proprio mentre Deller sognava di sfidare Cristiano Ronaldo nel Mondiale per Club e di copiare il suo urlo: “Uuuhhh!”.

Adesso, sulla strada verso la qualificazione ai gironi di Libertadores c’è il Banfield: una nuova rivale argentina per far sognare ancora la città-dormitorio.

I nostri consigli: ci aspettiamo che il Guaraní ribalti la sorprendente sconfitta dell’andata contro il Carabobo, che nella sua storia internazionale ha segnato un solo gol nel 2004: 1. L’Independiente del Valle non perde in casa da 16 partite e grazie all’altura dovrebbe farcela anche col Banfield: 1. Il Vasco dovrebbe sbarazzarsi facilmente della U. de Concepción, così come il Santa Fe del Táchira.

Il Melgar non ha mai pareggiato in casa in coppe internazionali: con i Santiago Wanderers sarà una sfida equilibrata, e azzardiamo l’X.

 

GUARANÍ-CARABOBO: quota SNAI 1
INDEPENDIENTE DEL VALLE-BANFIELD: quota SNAI 1
VASCO DA GAMA-U. DE CONCEPCIÓN: quota SNAI OVER 2.5
MELGAR-SANTIAGO WANDERERS: quota SNAI X

 

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