Calcio in Islanda

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In questo periodo di temperature indecenti, soprattutto per un sovrappeso nordeuropeo come il sottoscritto, si cerca un modo di pensare ad un ambiente dove non si debba passare tutta la giornata a sudare. La mia soluzione è proporre una serie di articoli sul calcio “estivo” giocato nei paesi dove, di solito, il mercurio non sale sopra i trenta gradi. Iniziamo in Islanda, dove basta fare il bagno nelle acque calde del paese se vi manca troppo l’estate italiana!

 

La storia del campionato

Chiaramente il terreno islandese non è molto adatto al calcio, con il misto di ghiaccio, laghi e terra vulcanica sembra già difficile trovare uno spazio libero. Il pallone è arrivato all’inizio del 20° secolo, probabilmente, come in tanti altri paesi, con l’arrivo di marinai dall’estero ansiosi di passare del tempo libero a terra praticando un po’ di sport. I primi campi sono stati concepiti in ghiaia e sabbia (il primo campo in erba è stato inaugurato nel 1957) e il primo campionato, l’Úrvalsdeild (che tradotto vuol dire Campionato della selezione), è iniziato nel 1912 con tre partecipanti, due dalla capitale Reykjavik e uno da Vestmannaeyjar (in questo articolo il controllo ortografia trema!). Fino al 1929 partecipavano solo queste tre squadre, in seguito c’è stato un aumento nel numero delle compagini impegnate nel campionato. Nel 1955 è stata creata una seconda divisione, seguita da una terza nel 1966; una quarta divisione regionale è nata nel 1982 mentre nel 2013 è stata inaugurata la quinta divisione. Questa è diventata, ad oggi, l’unica divisione regionale (con cinque gironi) con i primi quattro campionati disputati a un livello nazionale. C’è anche un campionato femminile, molto seguito nel paese, con tre divisioni.

Come potete immaginare, la capitale domina il palmares della prima divisione. Il KR Reykjavik ha vinto il primo titolo nel 1912 ed è rimasto in cima alla classifica dei campionati vinti, con un totale di 27, seguito di Valur (23) e Fram (18). L’IK Akranes è la squadra fuori Reykjavik che ha vinto più titoli, anche qui 18 vincendone ben cinque di fila negli anni ’90. Forse la squadra più conosciuta del paese negli ultimi anni è stato l’FH Hafnarfjordur (un paese 10km a sud di Reykjavik) che ha dominato il calcio islandese dall’inizio degli anni 2000. Questa striscia è venuta meno negli ultimi anni, infatti è dal 2016 che la squadra alle porte di Reykjavik non è arrivata prima in classifica; il Vikingur è campione in carica, dopo la vittoria dello scorso campionato con solo un punto di vantaggio sul Breidablik. La squadra della capitale ha fatto addirittura doppietta, vincendo la Coppa per la seconda volta consecutiva.

Chiaramente in un paese con una popolazione di circa 360.000 abitanti non si trova il Maracana o il Wembley di Reykjavik. Lo stadio nazionale si chiama Laugardalsvöllur con 9800 posti a sedere, un numero più che adeguato per il pubblico previsto. È la casa del Fram, che in questo periodo milita nella seconda divisione e non si avvicina mai al tutto esaurito. Degli altri stadi, quello di Hafnarfjarðar è il più grande con quasi 6500 posti ma è difficile vedere una partita con più di mille spettatori. Chi viene allo stadio viene premiato comunque, in quanto storicamente è stato un campionato con tanti gol segnati e questa stagione per ora sta seguendo scrupolosamente questa regola, con una media di 3.31 gol a partita, riscaldando le anime e il corpo degli islandesi!

 

La nazionale

La prima partita della nazionale è stata nel 1930, in un “Derby” contro le Isole Faroe vinto 1 a 0. L’Islanda non è stata affiliata alla FIFA fino al 1946 e la prima partita ufficiale, un amichevole contro la Danimarca in casa, è terminata con una vittoria per 3 a 0 in favore degli ospiti. La richiesta di partecipare alle qualificazioni mondiali del 1954 è stata bocciata, così l’esordio è arrivato nel 1958. La nazionale non ha avuto molto fortuna nel sorteggio, pescando Francia e Belgio; l’Islanda ha così perso tutte le quattro partite disputate, subendo 26 gol. L’unico lampo è stato nella partita casalinga contro il Belgio quando è riuscita ad andare in vantaggio, anche se alla fine ha perso 2 a 5. Dopo questa doccia fredda Islanda ha aspettato fino al 1974 per tentare di nuovo la fortuna, ma anche in questo caso ha perso sei partite su sei. La prima vittoria è arrivata nelle qualificazioni di Argentina ’78 quando ha vinto 1 a 0 in casa contro l’Irlanda del Nord.

La svolta è arrivata all’inizio del 21° secolo quando sono stati costruiti vari impianti coperti con campi sintetici, permettendo gli allenamenti durante tutto l’anno. L’Islanda si è qualificata per Euro 2016, grazie, principalmente, a due vittorie nel girone contro l’Olanda. In Francia non sono arrivati come turisti, superando da imbattuti il girone e battendo negli ottavi l’Inghilterra per 2 a 1 (portando alle dimissioni Roy Hodgson). L’avventura si è conclusa nei quarti con una sconfitta per 5 a 2 contro i padroni di casa della Francia; squadra e tifosi sono usciti a testa alta. Il torneo non ha mai visto una tifoseria colorita come quella islandese; a Marsiglia, pochi giorni dopo gli scontri tra i tifosi russi e inglesi, gli islandesi hanno fatto foto per strada, tutti vestiti con sandali e calze! È rimasto nella memoria di tutti il “Viking Clap”, l’applauso allungato con tante pause e un urlo ogni volta che le mani si uniscono! In seguito la squadra si è anche qualificata per i Mondiali del 2018. L’Islanda si è trovata in un gruppo ostico con Argentina, Croazia (finalista dell’edizione in questione) e Nigeria, ed è finita all’ultimo posto con un solo (meritato) pareggio contro l’Albiceleste. Purtroppo la nazionale islandese non è riuscita a qualificarsi né ad Euro 2020 (perdendo nei playoff conto l’Ungheria) né per i Mondiali che si svolgeranno in Qatar a fine anno, mostrando una flessione del movimento rispetto agli anni precedenti. Ci vuole il Viking Clap sugli spalti come alternativa ai soliti cori!

L’Islanda mantiene un record che sarà difficile da battere; nel 1996 il padre Arnor e il figlio Eidur, della famiglia Gudjohnsen, sono diventati gli unici padre e figlio a giocare in una partita della stessa squadra nazionale (contro l’Estonia). Non hanno giocato insieme, in quanto il padre è stato sostituto dal figlio nel secondo tempo e neanche successivamente perché poco dopo Eidur è stato infortunato per due anni e nel frattempo Arnor si è ritirato. Eidur Gudjohnsen è diventato forse il giocatore islandese più famoso della storia, giocando in grandi club come il Chelsea e il Barcellona.

L’Islanda, inoltre, ha vinto entrambe le edizioni della Greenland Cup nel 1982 e 1984; gli altri partecipanti erano le Isole Faroe e la Groenlandia, ma comunque è un trofeo internazionale che resta nella bacheca del paese.

 

La stagione in corso

Siamo alla 14° giornata di una stagione con un nuovo format. Quest’anno la Regular Season è composta da 22 giornate, successivamente il campionato si dividerà in due dove i primi 6 e gli ultimi 6 giocheranno una terza volta tra loro per un totale di 27 partite (come avvenuto in Scozia qualche anno fa). Le prime due classificate vanno nelle Coppe Europee e le ultime due retrocedono. Le due squadre in cima alla classifica sono le protagoniste della scorsa stagione, ma per ora c’è il Breidablik che ha due punti di vantaggio sul Vikingur. In fondo alla classifica c’è una situazione abbastanza trafficata con due grandi nomi, l’Akranes e il Hafnarfjordur, rispettivamente all’ultimo e al quartultimo posto; con nove partite ancora di disputare prima della divisione del campionato ogni squadra ha ancora una possibilità di arrivare nella prima metà della classifica.

Per quanto riguarda le Coppe Europee, il Vikingur ha superato i turni di eliminazione prima di cadere contro il Malmo nel primo turno di qualificazione della prossima Champions League. Ora insieme al Breidablik tenterà la fortuna nelle qualificazioni alla Conference League, dove il KR Reykjavik è purtroppo già uscito contro il Buducnost. Sia il Vikingur che il Breidablik hanno vinto la gara di andata per 2 a 0 in casa e quindi sono in piena corsa per la qualificazione al prossimo turno preliminare. Chiaramente non sarà facile arrivare nella fase a gironi, ma è vietato non credere!

 

(Credits: Getty Images)

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