Tra oceano e montagne, il calcio nelle Isole Faroe

Tra oceano e montagne, il calcio nelle Isole Faroe

Tra oceano e montagne, il calcio nelle Isole Faroe

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Dopo il nostro giro d’Islanda della scorsa settimana, torniamo in direzione della penisola europea facendo uno scalo alle Isole Faroe. È un paese che mi ha sempre affascinato perché, quando ero a scuola, il nostro maestro di geografia diceva spesso che tanti posti in Scozia sono più vicini alle Isole Faroe che a Londra; dopo, guardando la mappa, abbiamo scoperto che queste isole si trovano 320km a nord ovest della Scozia. Fanno parte del regno di Danimarca, insieme alla Groenlandia. Hanno circa 52.000 abitanti quindi tuta la popolazione potrebbe stare tranquillamente dentro parecchi stadi del mondo, ma nonostante questi piccoli numeri le Isole Faroe hanno parecchie storie interessanti legate al calcio.

 

La storia del campionato

La prima squadra di calcio, il Tvoroyar Boltfelag (ora conosciuto come TB Tovoryi), è stata fondata nel 1892 e, come in Islanda, il problema principale è stato trovare le superfici adatte allo sport in questione; nei primi anni le poche squadre presenti erano impegnate in un campionato ufficioso, giocando dove e quando era possibile. Il primo campionato ufficiale è iniziato nel 1942; hanno partecipato quattro squadre e il primo campione delle Isole Faroe è stato il KI Klaksvik. Il campionato è stato sospeso quasi subito nel 1944 per via della Seconda guerra mondiale, ma in questo periodo la popolarità del calcio è cresciuta notevolmente per via dei tanti soldati britannici presenti sulle isole, che giocavano abitualmente a pallone con i residenti. Il campionato è poi ripartito dopo la guerra e nel 1955 è nata una Coppa Nazionale. Un primo sistema di promozione e retrocessione è stato inaugurato nel 1976 e ad oggi abbiamo Prima, Seconda, Terza e Quarta divisione (con tre diversi gironi). In molti casi, le formazioni delle leghe minori sono composte dalle riserve di squadre che militano nella Prima divisione.

Le quattro squadre che hanno partecipato al primo campionato nel 1942 sono quelle che hanno vinto il maggior numero di titoli; in cima c’è l’HB Torshavn con 24, seguito dal KI Klaksvik, dal B36 Torshavn e dal TB Tovoryi. Spesso le squadre vengono conosciute con le loro iniziali e forse questo è stato un modo, prima dell’invenzione del computer, per risparmiare un po’ d’inchiostro! Il KI Klaksvik, trionfatore del primo campionato nel 1942, ha vinto l’edizione 2021 con la pipa in bocca, con ben undici punti di vantaggio sull’HB Torshavn. A proposito dell’HB, il derby di Torshavn contro il B36 è sicuramente la partita più importante della stagione. Il nome B36 ricorda l’anno di nascita della squadra, anche se in realtà ha iniziato a giocare nel 1935 (il timbro della fondazione è arrivato l’anno successivo). Come in tanti derby in giro per il mondo, vi è una rivalità storica che nasce dal fatto che il primo presidente dell’HB è stato il sindaco della città e, quindi, la squadra è sempre stata riconosciuta come parte dell’élite mentre il B36 è stato fondato dalla classe operaia della città.

Lo stadio più grande delle Isole Faroe è il Tórsvøllur, a Torshavn; l’impianto è stato costruito nel 1995 e ha una capienza di 5.500 posti. È qui che gioca la nazionale, su un campo sintetico validato da UEFA e FIFA. Sia l’HB che il B36 giocano allo stadio Gundadalur. Entrambi gli stadi appena menzionati si trovano nella zona nord della città e c’è, addirittura, un terzo campo che viene utilizzato per gli allenamenti e le partite di due squadre che giocano in campionati minori. La maggior parte degli impianti ha una capienza di circa mille posti e questa capacità è più che sufficiente per il pubblico normalmente presente alle partite. Chiaramente, permane sempre il discorso degli spazi in cui costruire gli stadi e, in tal senso, è esemplificativo il caso del paesino di Eioi, dove gioca l’EB/Streymur. Il vecchio stadio si trovava accanto all’Oceano Atlantico, circondato dalle montagne, in una location suggestiva che, purtroppo, ha anche visto finire troppi palloni in acqua persi per sempre e la società così ha quindi deciso di costruire un nuovo impianto; anche questo si trova in un luogo molto pittoresco, ma senza il rischio di terminare la scorta di palloni. Il vecchio stadio è diventato un campeggio, chissà se i turisti sono a conoscenza del fatto che le loro tende sono su un campo da calcio?!

Una curiosità su questa squadra, sapevate che nel 2008 ha pescato il Manchester City nel primo turno di qualificazione per la Coppa UEFA?! Non ha giocato allo stadio accanto all’Oceano, in quanto la partita venne spostata a Torshavn per permettere una maggiore affluenza di pubblico. Anche la partita di ritorno non è stata giocata nello stadio della squadra di casa, in questo caso non per aumentare la presenza di tifosi ma per via di un concerto di Bon Jovi che ha rovinato il campo del Manchester City per un paio di settimane!

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La Nazionale

Per quanto riguarda la Nazionale, la situazione è stata simile a quella dell’Islanda, con una mancanza di campi adeguati agli standard europei per diversi anni. Le prime partite “internazionali” sono state contro la squadra delle Shetland Isles, un gruppo di isole scozzesi che si trova circa 200km a sud est delle Isole Faroe. Le prime amichevoli contro una squadra Nazionale di livello sono state contro l’Islanda (con scarsi successi); la prima vittoria contro i cugini è arrivata solo nel 2009, dopo ben 17 sconfitte. La svolta in ambito internazionale è arrivata nel 1988 e nel 1990 quando la squadra è diventata parte, rispettivamente, della FIFA e dell’UEFA. Il primo torneo a cui ha partecipato è stato il girone di qualificazione per Euro ’92. L’Austria è stata la prima avversaria che, dopo aver partecipato pochi mesi prima ai Mondiali d’Italia ’90, ha affrontato gli 11 amatori delle Isole Faroe; vista l’assenza di un campo in erba, la partita è stata spostata a Landskrona, in Svezia. Sembrava esserci un solo esito possibile, anche se all’intervallo il risultato era ancora bloccato sullo 0 a 0; tutti si aspettavano che l’Austria avrebbe vinto senza troppi problemi, ma non è andata così. Al 61° minuto, Torkil Nielsen ha segnato il gol del vantaggio per la squadra di “casa” e tutti i tentativi austriaci di pareggiare sono stati respinti dal portiere Jens Martin Knudsen, con il suo inconfondibile berretto bianco, sempre indossato in campo dopo un infortunio subito quando aveva 14 anni. Questo giocatore, che lavorava in realtà come addetto al carrello elevatore in una fabbrica di pesce, è diventato un vero idolo nazionale grazie alla sua prestazione a Landskrona quella sera. Sarà sicuramente ricordato anche dall’allenatore della formazione austriaca, Josef Hickersberger, licenziato il giorno dopo la partita.

 

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La squadra è rientrata in patria in un aeroporto pieno di tifosi, pronti ad accogliere i propri beniamini dopo quella storica vittoria; quanto accaduto è stato sicuramente un punto di partenza per lo sviluppo del calcio nelle Isole Faroe, anche da un punto di vista infrastrutturale grazie alla costruzione di tanti nuovi campi (alcuni anche in erba), dando finalmente la possibilità alla Nazionale di giocare nel proprio paese. Ovviamente le Isole Faroe non sono riuscite a qualificarsi per Svezia ’92, strappando comunque un altro ottimo risultato grazie al pareggio ottenuto in trasferta a Belfast conto l’Irlanda del Nord. La Jugoslavia ha vinto il girone in questione ma, come sappiamo, alla fine non ha partecipato alla fase finale ed è stata la Danimarca (ripescata) ad approfittarne, vincendo addirittura il torneo contro ogni pronostico!

La Nazionale delle Faroe si è consolidata nel panorama del calcio europeo, guadagnando regolarmente qualche punto nei gironi di qualificazione senza, tuttavia, mai arrivare nelle prime posizioni (qualora succedesse il contrario si potrebbe gridare al miracolo, viste le risorse a disposizione di questa Cenerentola europea). Il punteggio migliore mai ottenuto è stato di nove punti durante le qualificazioni per i Mondiali del 2018. Dopo la clamorosa vittoria con l’Austria, le Isole Faroe sono riuscite a vincere diverse partite, anche contro pronostico. Per esempio, nel girone di qualificazione per Euro 2016 ha battuto la Grecia sia in casa che in trasferta. La vittoria in terra greca ha cambiato, non di poco, il destino di Claudio Ranieri, allora allenatore della Grecia, che, in virtù di quella sconfitta, è stato licenziato, trovando successivamente una panchina a… Leicester!

 

La stagione in corso

Mancano 12 giornate al termine del campionato e il KI Klaksvik si trova in pole position per vincere il suo secondo campionato consecutivo. Finora si è reso protagonista di una stagione spettacolare, infatti dopo 15 partite ne ha vinte 14, rimanendo imbattuto, segnando 43 gol e subendone solo 4. L’unica partita che la squadra di Klaksvik non ha vinto è stata contro il Vikingur, squadra che si trova al secondo posto della classifica, sei punti dietro la capolista. Nel prossimo weekend il Vikingur avrà una trasferta difficile contro l’HB, squadra che si trova al terzo posto della graduatoria, mentre il KI gioca contro la penultima della classe, il Toftir. Non sarebbe quindi una sorpresa vedere il vantaggio del KI aumentare ulteriormente dopo le partite di domenica. In fondo alla classifica troviamo il neopromosso Skala Itrottarfelag che, tuttavia, resta in piena corsa per la salvezza. L’altra squadra neopromossa, l’AB Argir (ripescata in Prima Divisione vista l’impossibilità per le riserve del Vikingur di essere promossi), sta facendo un buon campionato e si trova a metà classifica. Come in Islanda, il pubblico non può che divertirsi con una media di oltre 3 gol a partita, e lo spettacolo, in molti casi, è reso ancora più straordinario dal panorama mozzafiato che caratterizza l’ambiente intorno ai numerosi stadi delle Isole Faroe. 

 

Adam Grapes

 

(Credits: Getty Images)

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