Mercato, Inter e Napoli meglio della Juve

Mercato, Inter e Napoli meglio della Juve

Mercato, Inter e Napoli meglio della Juve

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Diciamo la verità: a noi dei soldi che le società di calcio spendono, delle operazioni economicamente intelligenti, delle prospettive, frega il giusto. Insomma alla fine del calciomercato, una squadra è migliorata o peggiorata? Ecco allora gli unici voti che troverete in giro che tengano conto solo di quanto sia migliorata o peggiorata una rosa, ovvero l’unico parametro tecnico che conta nel calcio. Perché alla fine 1 calciatore capace di fare la differenza conta più di 10 che passano e vengono rivenduti l’anno dopo.

ATALANTA 5 – Se ne sono andati Cigarini, De Roon, Diamanti e Borriello. Ed è arrivato Paloschi. Più occhio ai giovani Kessie e Spinazzola. Gasperini sa far fruttare tutto, certo non gliela rendono facile.

BOLOGNA 6 – Dzemaili per il presente, Viviani e Verdi per il futuro, e Sadiq forse già adesso. È vero sono partiti Giaccherini e Diawara, però alla lunga i cambi potrebbero avere un buon impatto.

CAGLIARI 6.5 – La neopromossa che meglio ha agito, nonché l’unica che ai nastri di partenza non è tra le probabili retrocesse. Ionita, Isla e Borriello sono operazioni molto scaltre.

CHIEVO 5.5 – Semi-immobile. Sorrentino rimpiazza Bizzarri, prova a rilanciare De Guzman, ma perde l’esperienza di Pepe. Valore della rosa grossomodo uguale.

CROTONE 5 – Povero Davide Nicola, la sua occasione di rivincita non parte con le migliori premesse. Budimir e Ricci non hanno trovato veri sostituti, l’entusiasmo dovrà triplicare le forze.

EMPOLI 5.5 – Il mestiere di Gilardino e Pasqual, e la freschezza di José Mauri, per supplire alle partenze di Tonelli, Mario Rui, Zielinski e Paredes. Non facile, ma la rosa non è così sguarnita.

FIORENTINA 3.5 – Forse il peggior mercato dell’era Della Valle. Certo, per Corvino la prima estate della sua seconda era è un brusco confronto con i tempi in cui arrivavano Luca Toni e Stevan Jovetic. Discreto l’acquisto di De Maio, ottimo quello di Carlos ‘La Roca’ Sanchez, ma si è svuotata totalmente la panchina di opzioni. Sarà già difficile affrontare due competizioni, figuriamoci tre.

GENOA 5.5 – Le partenze di Cerci, Suso e Ansaldi spostano punti, però si è agito in stile Genoa con un misto di scommesse interessanti e mestiere sicuro dei vari Veloso e e Gentiletti.

INTER 8 – Si può sicuramente questionare sui prezzi, di Joao Mario su tutti. E si può sicuramente farlo sulla mancanza del regista puro. Ma l’acquisto di Ansaldi, Joao Mario, Banega, Candreva e Gabigol vuol dire aver reclutato mezza squadra titolare. E soprattutto, non lasciando partire nessuno di quelli buoni.

JUVENTUS 7 – Già ci sembra di sentire le polemiche. “Sei pazzo, l’Inter ha comprato meglio della Juve?!”. Piano. Come detto, questi sono i voti alla risultante delle operazioni dare-avere. Nessuno ha comprato non in Italia, ma addirittura in Europa, come la Juventus: Dani Alves, Benatia, Pjanic, Pjaca e ovviamente Higuain (Cuadrado non lo consideriamo perché nella rosa dell’anno scorso c’era già, e qui il giudizio è puramente tecnico). Ma nessuno ha anche altrettanto venduto: Pogba, Morata, Zaza. Così, ovviamente la Juve rimane non prima, ma primissima assoluta in Italia. Nessuno ha 3 attaccanti come lei. Però ne ha solo 3, e l’anno scorso il ricorso al quarto si è rivelato vitale. Per non parlare del cerino rimasto in mano con il buco tattico creato a centrocampo. Per questo: dovessimo considerare solo gli acquisti, la Juve rasenterebbe la perfezione. Ma il voto finale, cessioni comprese, è 7.

LAZIO 4.5 – La sicurezza Immobile, la scommessa Bastos, poco altro, svuotando totalmente la panchina e privandosi di Candreva, che l’anno scorso da solo sembrava il 40% dei biancocelesti.

MILAN 5 – Il peggior mercato dell’era Berlusconi l’anno dopo il mercato più dispendioso della storia del Milan. Monte stipendi alleggerito con le partenze di Balotelli, Menez, Alex, Diego Lopez e Mexes. Però di rilevante è arrivato solo Lapadula (ma quando gioca con Bacca davanti?) e Suso, che invece lui sì con Montella potrebbe confermarsi. Però Berlusconi meritava un’uscita all’altezza della sua storia.

NAPOLI 7.5 – Vedi il discorso per Inter e Juve, ma una via di mezzo. Con i soldi di Higuain, l’unica vera cessione, il Napoli ne ha comprati almeno 5 buoni. Solita storia: qual è la migliore strategia? Impiegare i tanti soldi per un paio di stelle, o distribuirli su un numero più ampio di giocatori buoni? Adesso il Napoli ha una rosa numericamente all’altezza. Però la coperta è stata tirata dal lato dell’XI titolare, visto che il posto della stella rimane vacante. Per questo la stagione dipende a doppia mandata dai destini di Milik.

PALERMO 2.5 – Mercato scioccante. Il peggiore della storia di Zamparini, non solo come presidente del Palermo, e che ha prodotto la sua peggior rosa del Palermo. Una rosa che già l’altro anno non era andata in Serie B per pochi minuti. Si è venduto male, un’altra volta: dopo i soli 8 milioni di € incassati per Belotti, ne sono arrivati soltanto 15 per Vazquez, già in procinto di essere promosso a vice-Messi con l’Argentina. E tra le tante scelte bislacche, si è deciso pure di cedere in prestito La Gumina, uno dei giovani attaccanti più interessanti in Italia, che nel deserto tecnico avrebbe sicuramente trovato il suo spazio. Se il Palermo dovesse salvarsi, stavolta sarà Santa Rosalia ad andare in pellegrinaggio al Barbera.

PESCARA 6 – Certo senza Lapadula le cose cambiano. Però è arrivato un portiere che vale punti come Bizzarri, un giovane sempre sul punto di esplodere come Cristante, e un vecchio che tra calci piazzati e assist è ancora un valore come Pepe.

ROMA 5.5 – Rosa simile. Il colpo è aver trattenuto Nainggolan. Ovvio le partenze, di Pjanic, ma anche Keita, pesano. Però occhio alla crescita di Paredes, occhio soprattutto all’incredibile apporto di Bruno Peres. Ma ancora prima, all’acquisto che esordisce con un anno di ritardo: quel Gerson da 18 milioni di € che volevano Barcellona e Juventus, e lo volevano fortemente, e che ha le potenzialità per affermarsi tra i primi al mondo nel suo ruolo.

SAMPDORIA 5.5 – Operazioni molto intelligenti, alla fine non sposta troppo il livello. Ha capitalizzato con De Silvestri, Correa, Soriano e Fernando. Ma Cigarini, Budimir e Bruno Fernandes sono tutti potenzialmente dei buoni titolari. E soprattutto, la stellina di fantasia Praet, che arrivato a 9 milioni di € potrebbe rivelarsi un colpo (e una plusvalenza) epico.

SASSUOLO 6 – Gli acquisti di Sensi e Ricci, corroborati da Matri, sono in stile Sassuolo. Ed è vero che i 31 milioni totali per Vrsalijko e Sansone erano irrifiutabili. Eppure nella stagione in cui il Sassuolo dovrebbe spiccare il salto definitivo verso l’alto, ci si aspettava di più.

TORINO 5 – L’arrivo di Joe Hart ha dato un tocco di glamour internazionale che da queste parti forse non si assaporava dai tempi di Scifo e Martin Vazquez. E anche nomi meno visibili come Iago Falqué e De Silvestri saranno essenziali. Però è stata totalmente sfondata la difesa, per non parlare dei gol persi con Immobile. La rosa non è migliorata – poi però la chimica Toro/Mihajlovic può moltiplicare la forza.

UDINESE 4.5 – L’anno 1 ddn (dopo Di Natale) è compreso nelle abilità futuribili di De Paul e nelle capacità di spogliatoio di Iachini. Ma si sono persi almeno tre titolari sicuri.

(Credits: La Presse)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE